Calcio serie D / L’Acireale annientato dal Città di Sant’Agata

L’Acireale ha perso contro il Città di Sant’Agata la settima gara esterna della sua stagione.
E lo ha fatto nel modo peggiore, cedendo ad un avversario che, nella sfida, ci ha messo quanto di meglio disponesse, in termini di risorse tecniche e mentali.

Riecco in panchina Pagana, prima incredibilmente sacrificato ai diktat dei tifosi e poi rispedito in campo senza che se ne spiegassero le ragioni.
La sua squadra ha sofferto sin dall’avvio il vigore agonistico di un Sant’Agata voglioso e determinato e nemmeno tanto povero di cifra come dalla classifica si poteva sospettare.
I granata non sono riusciti, se non a tratti, a dare la sensazione di possedere il controllo e la gestione di una gara che poteva risultare lo snodo cruciale di tutta una stagione.

L’Acireale trafitta dal Città di Sant’Agata tenta la ripresa con Pozzebon

Trafitta al primo assalto (puntuale Cicirello, ma Ruggiero?), la formazione acese è riuscita, per la verità, a  riequilibrare quasi subito l’incontro con Pozzebon. E’ stato bravo a finalizzare un’azione avviata da Rizzo lungo l’out di destra, e per un po’ ha dato pure l’impressione che potesse guadagnare campo. Bisogna dire che il fantasista argentino è stato tra i pochi a salvarsi dal naufragio generale.

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Pozzebon autore dell’unico gol dell’Acireale. Foto Mimmo Lazzarino

Supportata però da una manovra lenta e prevedibile, l’azione dei granata non ha mai superato la fase delle buone intenzioni. Lo dimostra il fatto che di conclusioni nello specchio non se ne sono mai viste.

A orientare partita e risultato, il gran gol di Caruso a fine primo tempo. Ottimi lo spunto e la conclusione a rete del centrocampista messinese, senza che nessuno si curasse di contrastarne l’azione. E senza che Ruggiero, nonostante il gran volo, riuscisse nel miracolo.

…ma il terzo gol subito chiude la partita

E il miracolo, all’estremo difensore acese, non è riuscito neanche nell’occasione del terzo gol che è giunto su rigore trasformato da Cicirello e che ha di fatto chiuso la partita.
Nel senso che, con un Acireale impaurito e sempre più in preda all’affanno e alla paura, non c’é voluto molto perché i ragazzi di Giampà padroneggiassero gli spazi  conducendo in porto un risultato che li ha giustamente premiati ed esaltati.

Per l’Acireale, il sogno sfuma. Soltanto un miracolo (e un recupero di chiarezza e di convinzione da parte della gestione) potrebbe riproporlo in questa stagione in prospettiva promozione. Con buona pace dei proclami di mezza estate che sono alla base della forte delusione del momento. E sotto questo aspetto si possono condividere le parole dell’imprenditore Nando Pappalardo, main sponsor del club granata.

Dubbi e interrogativi, alla fine. E uno su tutti: cos’è successo nella fase d’avvio del mercato quando s’è deciso di ridisegnare il progetto tecnico-tattico della squadra privandola di due degli elementi (Bertolo e Bucolo) sui quali era stato incardinato?

Giovanni Lo Faro

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