Acireale / Il maestro Camillo Trovato: “Il carro infiorato è un’arte frutto di impegno e passione che si tramanda tra generazioni”

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Da sx, Camillo Trovato e Sebastiano Licciardello

E’ un lavoro lungo, faticoso, certosino quello fatto dalle maestranze dei carri allegorici e infiorati del Carnevale, spesso “rubando” tempo al riposo e alle famiglie; un lavoro impregnato, anche e soprattutto, di grande passione, nella quale vengono spesso coinvolte le famiglie dei maestri carristi, di generazione in generazione.

Da sx, Camillo Trovato e Sebastiano Licciardello
Da sx, Camillo Trovato e Sebastiano Licciardello

Dal momento della presentazione del progetto alla commissione della fondazione del Carnevale, al momento in cui il carro infiorato è pronto a sfilare all’interno del circuito, trascorrono alcuni mesi. Il tempo che richiede la realizzazione del carro può occupare dai due ai tre mesi, anche perché le maestranze possono dedicare il loro tempo libero, anche se gli ultimi frenetici giorni che precedono la sfilata vedono impegnati in ogni cantiere in media circa dieci persone o anche più. I “segreti” di un carro infiorato ci sono stati svelati da uno dei maestri carristi più conosciuti e apprezzati:  Camillo Trovato che, con la sua associazione “Antichi maestri dei fiori”, realizza ormai da molti anni incantevoli carri spesso premiati per la loro raffinatezza e pregio. Dell’associazione, Camillo Trovato è il presidente e i soci fondatori sono Sebastiano Licciardello, Rosario Trovato e Carmelo Messina. Ma oltre i componenti citati, come già detto, gli ultimi giorni vedono la necessaria e preziosa partecipazione di molte altre persone.

Tutto ha inizio con uno scheletro in ferro rivestito di polistirolo con innumerevoli fori che andranno poi ad accogliere i circa 60.000 fiori che serviranno a ricoprire per intero l’intelaiatura. La base poggia su un carrello debitamente composto per sorreggere il peso della struttura e al suo interno si trova il cuore pulsante del carro. Entrare al suo interno è entrare nella parte più tecnica e più nascosta, conosciuta solo dagli addetti ai lavori. Le varie centraline servono a far funzionare ogni singola parte del carro, coordinando movimenti, luci, suoni in perfetta armonia. Una centralina computerizzata centrale dirige il tutto perfettamente. La struttura esterna è composta da un soggetto posto al centro e da varie figure laterali che insieme compongono l’armonioso progetto, quest’anno dedicato dal maestro Trovato ad Acireale che, purtroppo, vive un momento non facile e che “chiede” di poter tornare ad antichi fasti, auspicando la risoluzione  di tanti problemi che attualmente l’affliggono.

Figura laterale
Figura laterale
Figura centrale
Figura centrale

I fiori maggiormente usati sono i garofani che, in circa 30.000 pezzi, vengono forniti da vivai della Basilicata, ma altri tipi servono ad arricchire l’opera come anthurium, provenienti dall’Olanda, con colori a noi meno noti dei più comuni rosso e bianco , e poi lilium, gladioli, foglie d’abete e quanto altro possa servire a completare il carro. I fiori vengono collocati sulla intelaiatura solo negli ultimi giorni e, viste le temperatura quasi estive, avranno il supporto fondamentale di particolari spugne, che serviranno a dare loro la giusta dose di acqua per giungere ancora freschi alla fine della kermesse.

Vedere la struttura ancora priva di fiori fa capire quale lungo e faticoso lavoro si cela in ogni carro. Luci, fili, intelaiature, ciniglia, tutto sarà perfettamente ricoperto da ogni singolo fiore collegato alla struttura da piccoli chiodi.

Camillo Trovato, nel corso degli anni, ha scelto spesso soggetti legati a temi sociali come il bullismo, l’infanzia, la droga che distrugge molte vite. Decidere il soggetto da proporre non è facile e già alla fine di una edizione si pensa al prossimo tema.  Trovato, che ha iniziato ad appena 17 anni a coltivare la sua passione per questa arte, di esperienza ne ha fatta, ricevendo grandi soddisfazioni anche in situazioni spesso non facili, dati i numerosi problemi che, di anno in anno, hanno reso difficile lo svolgersi della manifestazione. Ma il Carnevale è importante per la città di Acireale e c’è da augurarsi che non vengano mai meno passione e impegno di questi maestri artigiani.

Gabriella Puleo

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