Catania / Le associazioni di volontariato del CCV si confrontano sull’ordinanza sindacale che vieta ai clochard di stazionare in centro

Le associazioni aderenti al Coordinamento Catanese del Volontariato, che abbraccia una rete di venti organizzazioni di volontariato operanti quotidianamente nelle situazioni di disagio, dall’ambito sociale a quello sanitario, da quello educativo all’impegno nella protezione civile, si sono riunite nella Casa del Volontariato di Librino, per un confronto sull’ordinanza sindacale 89, che proibisce ai senza fissa dimora di stazionare nelle zone del centro cittadino.
A parere delle Associazioni presenti all’incontro, tale provvedimento rischia da un lato di non trovare efficacia applicativa, rispetto alla condivisibile volontà di contrasto al degrado, e dall’altro di confermare, per il criterio d’urgenza, scelte e metodologie politiche obsolete e già dimostratesi inefficienti, che guardano più al momento emergenziale che a un reale tentativo di integrazione del soggetto socialmente ed economicamente disagiato. Ribadiscono all’amministrazione comunale, consci delle proprie competenze ed esperienze, la necessità di una reale collaborazione per la definizione di strategie politiche ed amministrative realmente di contrasto alla povertà ed efficienti sull’integrazione.

A parere del CCV, è quindi necessario affrontare il disagio sociale ed economico, di una sempre più ampia fascia di cittadini, ancor prima che come problema di ordine pubblico e di decoro, come il risultato di carenti politiche sociali del passato. Non si ritiene fruttuoso, alla luce di ciò, riproporre ancora oggi esclusivamente politiche di pernottamento, magari in convenzione onerosa per il Comune, senza affrontare contestualmente le problematiche delle singole persone che si intende sostenere. Ritengono inoltre indispensabile indagare sulle reali cause dei problemi dei singoli, evitando la creazione di facili quanto improduttivi raggruppamenti, quasi che la strada unisca in un’unica categoria tutti coloro che ci si trovano. Ricordano che il diritto alla cultura, ad adeguata alimentazione, all’assistenza sanitaria, alla casa, alla speranza in una vita migliore, sono elementari diritti umani, che possono essere acquisiti soltanto attraverso politiche sociali adeguate e mirate.

I Volontari del CCV auspicano pertanto, con forza e determinazione, scelte politiche atte a favorire e guidare la costruzione di una collaborazione innovativa e proficua tra tutti i soggetti istituzionali e non, che si occupano di marginalità sociale nell’area metropolitana. Magari partendo, da subito, con un’indispensabile azione di coordinamento da parte del comune, da una reale ed accurata individuazione qualitativa e quantitativa dei bisogni, dalle attività già oggi messe in campo dalle reti del volontariato catanese, ripartendo dalla logica del riscontro chiaro del bisogno e dell’accoppiamento ad esso di una strategia di risoluzione, se possibile. Il CCV ritiene che solo da un lavoro di rete tra i soggetti già operanti e le istituzioni possano scaturire anche a Catania quelle scelte operative sociali capaci di rispondere veramente alla volontà di risolvere, senza cronicizzare, un grande problema sociale che non può e non deve diventare scontro politico, perché la povertà non ha schieramento partitico, ne su di esso può e deve essere costruito consenso. Ciò sarà possibile solo se la politica adotterà e manterrà, quali imprescindibili criteri di azione, trasparenza, legalità, competenza e volontà di operare senza interessi privatistici o particolari.

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