Chiesa e Società / I 50 anni di sacerdozio di mons. Gristina, per tre anni vescovo amorevole di Acireale

Il 17 maggio 1970, 50 anni fa, Domenica di Pentecoste, in occasione del suo 50 anniversario di ordinazione sacerdotale (avvenuta nella Cattedrale di Brescia il 29 maggio 1920), San Paolo VI, sul sagrato della Basilica Vaticana ordinava Sacerdoti 278 Diaconi di ogni Continente. Tra questi vi era don Salvatore Gristina, dell’Arcidiocesi di Palermo ( ed anche don Salvatore Muratore, della Diocesi di Agrigento, oggi Vescovo di Nicosia). Da allora sono passati 50 anni.

All’omelia, il Papa, concludeva con una invocazione allo Spirito Santo, che dovette scendere come balsamo di consolazione e di speranza sugli ordinandi, prima di ricevere l’imposizione delle mani, e diventare norma di vita per la loro vita sacerdotale: “Vieni, o Spirito Santo, e dà a questi ministri, dispensatori dei misteri di Dio un cuore nuovo, che ravvivi in essi tutta la educazione e la preparazione che hanno ricevute, che avverta come una sorprendente rivelazione il sacramento da loro ricevuto, e che risponda sempre con freschezza nuova, come oggi, ai doveri incessanti del loro ministero verso il tuo Corpo Eucaristico e verso il tuo Corpo Mistico: un cuore nuovo, sempre giovane e lieto.
Vieni, o Spirito Santo, e dà a questi ministri, discepoli e apostoli di Cristo Signore, un cuore puro, allenato ad amare Lui solo, ch’è Dio con Te e col Padre, con la pienezza, con la gioia, con la profondità, che Egli solo sa infondere, quando è il supremo, il totale oggetto dell’amore d’un uomo vivente della tua grazia; un cuore puro, che non conosca il male se non per definirlo, per combatterlo e per fuggirlo; un cuore puro, come quello d’un fanciullo capace di entusiasmarsi e di trepidare.
Vieni, o Spirito Santo, e dà a questi ministri del Popolo di Dio un cuore grande, aperto alla tua silenziosa e potente parola ispiratrice, e chiuso ad ogni meschina ambizione, alieno da ogni miserabile competizione umana e tutto pervaso dal senso della santa Chiesa; un cuore grande e avido d’eguagliarsi a quello del Signore Gesù, e teso a contenere dentro di sé le proporzioni della Chiesa, le dimensioni del mondo; grande e forte ad amare tutti, a tutti servire, per tutti soffrire; grande e forte a sostenere ogni tentazione, ogni prova, ogni noia, ogni stanchezza, ogni delusione, ogni offesa, un cuore grande, forte, costante, quando occorre fino al sacrificio, solo beato di palpitare col cuore, di Cristo, e di compiere umilmente, fedelmente, virilmente la divina volontà.
Questa la Nostra preghiera, oggi per voi. Essa si allarga in benedizione per tutta l’assemblea presente, ai vostri compagni, ai vostri maestri, ai vostri parenti specialmente”
( l’intera omelia è leggibile all’indirizzo web: http://www.vatican.va/content/paul vi/it/homilies/1970/documents/hf_p-vi_hom_19700517.html ).
Il giovane don Gristina iniziava così il suo ministero sacerdotale, dapprima come Vicario parrocchiale, poi studente della Pontificia Accademia Ecclesiastica di Roma, poi nel servizio alle varie Nunziature.
Rientrato a Palermo diviene Parroco della Parrocchia Maria SS.ma della Misericordia e successivamente Vicario generale dell’Arcivescovo, il compianto card. Salvatore Pappalardo. Il 16 luglio 1992 viene nominato Vescovo Titolare di Musti  di Numidia e Ausiliare dell’Arcivescovo di Palermo. Il 23 gennaio 1999 viene nominato Vescovo di Acireale e il 7 giugno 2002 Arcivescovo-Metropolita di Catania.
Ad Acireale, Mons. Gristina, è rimasto poco più di tre anni, che ricordiamo con affetto e gratitudine, soprattutto i Presbiteri da Lui amati in maniera particolare, perche’ riconosceva quei “necessari cooperatori” (preghiera dell’ordinazione sacerdotale) necessari per lo svolgimento del ministero episcopale a servizio del popolo santo di Dio. Egli ci ha amati senza paternalismo, ma con grande affetto e fiducia.
Nei pochissimi anni trascorsi in Diocesi ha valorizzato il laicato. Mettendosi in ascolto dello Spirito e della comunità ha indicato percorsi pastorali per rispondere alle sfide del momento. E’ stato il Vescovo del Giubileo del 2000, che lo ha visto impegnato per un anno in un susseguirsi di celebrazioni per ogni settore della vita pastorale.

All’apertura del Convegno Pastorale del 2001, egli dichiarava il suo amore sponsale alla Chiesa di Acireale, auspicando di spendere per essa il suo ministero episcopale “per tutta la vita” e, invece, inattesa e inaspettata, giunse il 7 giugno 2002 la sua chiamata alla sede di Catania. L’obbedienza lo chiamava, come Abramo, “ad uscire ed andare”.
Ricordo, il mattino dell’annuncio della nomina, una sua telefonata che mi diceva: “vedi che a mezzogiorno oggi non si suona, nè a festa, nè a morto”, quelle parole mi entrarono nel cuore con grande tristezza e sgomento, facendomi percepire la sofferenza del suo “si” in quel momento.
In questo giorno giubilare tutti noi della Diocesi di Acireale, memori dei benefici ricevuti dal suo esemplare ministero, rivolgiamo al nostro Metropolita, gli auguri più belli, accompagnati dalla preghiera, perchè il Signore Gesù, Principe dei Pastori, conceda a Mons. Gristina tutto ciò che il suo cuore di padre desidera. Ad multos et plurimos annos, venerata e cara Eccellenza.

Don Roberto Strano