Chiesa / Sacerdozio e vocazioni: riflessioni di don Roberto Strano

“Tutti i sacerdoti dimostrino il loro zelo apostolico soprattutto nel favorire le vocazioni, e con la loro vita umile, operosa, vissuta con cuore gioioso, come pure con l’esempio della loro scambievole carità sacerdotale e della loro fraterna collaborazione attirino verso il sacerdozio l’animo dei giovani” (Optatam Totius, 2).
Questo enunciato conciliare mi risuonava nella mente lunedi scorso 14 settembre,  mentre con commozione e trepidazione, partecipavo all’ordinazione sacerdotale di don Rosario Di Bartolo, della cui vocazione il Signore mi ha reso strumento sin dal suo sorgere nell’anno 2013.

Don Rosario Di Bartolo, a sin. e don Roberto Strano

Le Vocazioni, sono dono di Dio, che la comunita’ cristiana e’ chiamata ad ottenere attraverso la incessante preghiera al Padrone della messe (cfr. Lc 10). E’ anche compito della comunita’ cristiana favorirle. Un ruolo determinante e decisivo viene affidato ai Sacerdoti, chiamati a trasmettere e contagiare la bellezza del ministero, attraverso la propria vita.
Lasciando la Diocesi, nel febbraio 1980, ai sacerdoti riuniti all’OASI Maria SS.ma Assunta di Aci Sant’Antonio, Mons. Pasquale Bacile, VIII Vescovo della nostra Diocesi disse: “Amate il Seminario e le vocazioni sacerdotali. Aiutate il primo con il fervore delle vostre preghiere e la generosita’ delle vostre offerte. Curate le altre ricercandole, assistendole, sostenendole e incoraggiandole con le zelo di chi vuole che il proprio sacerdozio continui nel tempo ed estenda nello spazio la sua fecondita’; con l’esempio santo di chi sa che la lampada si accende alla lampada e che non si puo’ comunicare agli altri l’entusiasmo per un alto ideale e per un’impresa che esige coraggio ed eroismo, se di tale entusiasmo non si ha colmo e riboccante il proprio cuore; con l’intelligenza di chi sa che non si puo’ invitare nessuno a camminare con noi, se non facciamo vedere agli altri con quale gioia noi perseveriamo ogni giorno nella via che abbiamo intrapreso  …. Il sorgere e fiorire di una vocazione e’ legato, per una segreta legge di mimesi, a cui nessuno riesce a sottrarsi, alla luce di fede, al fuoco di carita’ e alla febbre di gioia che noi sacerdoti riusciamo a far trasparire dagli occhi, dai discorsi, dalla vita”.
Vedere un giovane della propria comunita’ manifestare il desiderio di diventare sacerdote, accompagnarlo con paterno (senza paternilismo) affetto e con trepidazione nella via della comprensione dei segni della chiamata, sostenerlo, insieme alla comunita’, con la preghiera e il concreto aiuto, e’ quanto di piu’ bello il Signore possa donarci come dono.
Avere la gioia, anche se da Parroco emerito, di aver partecipato all’ordinazione di Rosario e’ stata una immeritata Grazia. Durante la celebrazione piu’ volte mi sono volutamente “distratto” rivedendo nell’ordinando il giovanissimo prima e il giovane poi, educatore di ACR,  ministrante, cantore che con gioia e disponibilita’ aveva vissuto in Cattedrale gli anni della sua crescita umana e cristiana.
Oggi per l’arcana potenza dello Spirito egli da “figlio” e’ divenuto “confratello”, membro della famiglia presbiterale.
Con gioia indicibile lo abbraccio dicendo “benvenuto in questa famiglia” e sono grato al Signore se anche per un attimo, io possa essere stato strumento di quest’opera di Dio che in Lui e’ stata iniziata e che il Signore stesso portera’ a compimento.

Don Roberto Strano

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