Convegno / Il processo evolutivo dell’uomo dall’età del rame alle successive civilizzazioni

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Laboratorio degli annali di storia dei mutamenti globali

La città di Ragusa ospita il  convegno internazionale intitolato “Dall’Uomo del Rame all’Homo faber: il sostrato profondo della storia”. Terzo di una serie di appuntamenti, il forum scientifico di rilievo globale, che si terrà il 27 e 28 luglio 2023, conserva lo stesso elemento guida dei due precedenti incontri, dedicati rispettivamente il primo alle tecnologie del legno nella storia e il secondo a una rilettura critico-storica del Medioevo europeo. Come i primi due convegni di studio, anche  quest’ incontro è organizzato dal Laboratorio degli Annali di storia dei mutamenti globali, con sede a Ragusa, in partenariato con l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Genova, il Laboratorio di Storia Marittima e Navale dell’Università di Genova, l’Università di Siena, la New York University statunitense e il Centre National de la Recherche Scientifique francese.

Mission e focus del Convegno “Dall’uomo del rame all’homo faber”

La mission rimane quella di produrre conoscenze nuove, coese e di spessore paradigmatico. “Un cammino evidentemente complesso e difficile ma sostenuto dall’esigenza di fare scienza e da obiettivi motivanti”, dichiara Carlo Ruta, direttore scientifico del Laboratorio degli Annali.
Il focus finisce con il convergere in sostanza sulla storia perché, osserva lo studioso, l’Homo faber diventa l’uomo della storia, “che va declinandosi, di epoca in epoca, in modo multiforme, attraverso dialettiche complesse e incalzanti tra natura e civilizzazioni, bisogni non solo materiali e risorse disponibili, strutture tecnologiche e percorsi razionali”.

Carlo Ruta
Carlo Ruta

Finalità e obiettivi del Convegno

Indagare gli accessi e i sostrati più profondi della storia: attraverso questo momento di studio, spiega lo storico Carlo Ruta,  «si intende focalizzare e localizzare alcuni fatti specifici lungo le linee di transito tra preistoria e storia, a partire dalla cesura determinata dalla scoperta e dalla lavorazione del rame. Si tratta di aprire varchi di studi che pongano in evidenza l’autonomia di quell’età come punto di avvio di percorsi complessi, che in maniera diretta portarono alla lavorazione ingegnerizzata del legno con mezzi idonei, all’assemblaggio quindi dei mezzi nautici, e alla lavorazione avanzata del blocco di pietra, che con la squadratura geometrica e le tecniche modulari fornì i modelli costruttivi della città storica”. Obiettivo del Convegno “dovrà essere quello di discutere le interazioni e i nessi causali tra tale travaglio tecnologico e i processi che portarono alla strutturazione dei modelli geometrico-matematici e alla maturazione-nascita della scrittura”- aggiunge il saggista Ruta.

I protagonisti del convegno “Dall’uomo del rame all’homo faber”

Convocati oltre 20 storici, archeologi, antropologi, filosofi e studiosi: Francesco Aleo, Facoltà teologica, Palermo; Emiliano Beri, Università degli Studi di Genova. Alberto Cazzella, Sapienza Università di Roma; Loredana Di Lucchio, Sapienza Università di Roma; Annalisa Di Nuzzo, Università S.O.Benincasa di Napoli. Corrado Fianchino, Università degli Studi di Catania; Giuseppe Foglio, scrittore e storico, Bari; Claudio Giardino, Università del Salento; Pamela Kyle Croosley, Dartmouth University, USA.

E ancora, Marco Leonardi, Università degli Studi di Catania; Michele Longo, Università degli Studi di Palermo; Clemente Marconi, Università degli Studi di Milano, New York University. Juan Carlos Moreno García, CNRS Francia, La Sorbonne, Paris; Sandra Origone, Università degli Studi di Genova; Giulia Recchia, Università Sapienza di Roma. Antonino Saggio, Università Sapienza di Roma; Giuseppa Tamburello, Università degli Studi di Palermo; Umberto Tecchiati, Università degli Studi di Milano; Maristella Trombetta, Università degli Studi di Bari; Giuseppe Varnier, Università di Siena.

 

                                                                          Rita Vinciguerra

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