Corridoi umanitari / Giovanni Mannino: Acireale prepara l’accoglienza per una famiglia

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Acireale si prepara a concretizzare la propria vocazione come terra di accoglienza grazie al progetto “Corridoi umanitari”. Si tratta di un’iniziativa che unisce una trentina di associazioni, gruppi ecclesiali e realtà civili in un’unica rete solidale. Una sfida importante, che punta non solo a offrire un rifugio sicuro a chi fugge da guerra e persecuzioni ma, soprattutto, a costruire un percorso di integrazione reale e duraturo.

Abbiamo intervistato Giovanni Mannino della Rete Acireale abbraccia i corridoi umanitari per fare il punto circa lo stato delle cose, in vista dell’arrivo di una famiglia che scappa dalla guerra e dalle sue terribili conseguenze.

“L’obiettivo non è soltanto accogliere ma soprattutto di integrare. La famiglia che arriverà a settembre – non sappiamo ancora da quale Paese né la sua composizione precisa – sarà accompagnata dalla comunità per due o tre anni. Il sostegno riguarda la casa, il lavoro, la scuola dei bambini o dei ragazzi, finché potranno camminare con le proprie gambe, come è già accaduto con la prima famiglia siriana, alcuni anni fa a Santa Venerina, grazie all’accompagnamento della locale Comunità Papa Giovanni XXIII -“, spiega Giovanni Mannino raccontando il senso profondo dell’iniziativa.

Ed è proprio questa prima esperienza a rappresentare la testimonianza più concreta della bontà del progetto. La famiglia accolta a Santa Venerina, grazie a un’altra rete simile, ha saputo inserirsi pienamente nel tessuto sociale. Infatti, il capofamiglia ha trovato un lavoro stabile, ha potuto acquistare un’automobile e, raggiunta l’autonomia economica, ha scelto di risiedere stabilmente a Santa Venerina. Una storia, dunque, che diventa modello di integrazione riuscita, capace di rafforzare la fiducia della comunità nella forza della solidarietà.Acireale corridoi umanitari

Acireale / l ruoli dei corridoi umanitari 

I corridoi umanitari, ricorda Mannino, nascono dalla collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio, il governo italiano e l’associazione Papa Giovanni XXIII, e rappresentano una via legale e sicura per chi fugge da situazioni di pericolo. L’iniziativa trova poi radici nei territori grazie al coinvolgimento di una rete variegata: Azione Cattolica diocesana, Meic (Movimento ellesiale di inpegno culturale), scout Agesci, Libera, Misericordia, la Stessa associazione “La Voce dell’Jonio”, insieme con tante altre realtà locali che hanno scelto di condividere tempo, energie e risorse. “È un tessuto eterogeneo – sottolinea Mannino – ed è proprio questa la sua bellezza: non c’è un unico riferimento, ma un obiettivo condiviso”.

Uno degli aspetti più delicati del progetto è stato la ricerca della casa. Dopo mesi di difficoltà, è stato individuato un appartamento in centro, in via Ludovico Ariosto. Una scelta dettata da motivazioni precise: “Abbiamo imparato dall’esperienza di altre città – spiega – che collocare le famiglie in zone periferiche o isolate può compromettere l’integrazione. Vivere in centro significa avere a disposizione mezzi pubblici, scuole, parrocchie, associazioni: è la condizione ideale per costruire relazioni e sentirsi parte della comunità”.

Per sostenere le spese di affitto e i lavori di sistemazione, la rete ha già avviato una campagna di raccolta fondi. Ci si è mossi in varie direzioni: dal crowdfunding tra associazioni e singoli, a serate di cinema solidale come quella organizzata al Cinema Margherita con la proiezione di un film di Ken Loach. “Non vogliamo che sia vista come beneficenza – precisa Mannino – ma come un progetto di solidarietà, con un inizio e una fine: accoglienza e poi autonomia“.

Acireale solidale: le realtà che sostengono i corridoi umanitari 

Il cuore dei corridoi umanitari di Acireale batte grazie alla sinergia di tante realtà del territorio. Tra queste ci sono la Caritas Diocesana di Acireale, l’Associazione Papa Giovanni XXIII di Santa Venerina e la Cooperativa “Ro la Formichina”. Contribuiscono anche la Voce dello Jonio, la Casa Sollievo San Camillo e l’Azione Cattolica diocesana. Altre realtà come il MEIC, il gruppo Facebook  “Anche questa è Acireale” portano il loro impegno quotidiano. Non mancano il Coordinamento Acireale per la Pace, la San Vincenzo de Paoli – Consiglio Centrale di Acireale, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Acireale e la Misericordia di Acireale. Il CSI di Acireale, l’Associazione “Coriandolata”, l’Associazione Santi Cosma e Damiano e l’Associazione L’Impulso partecipano con entusiasmo. Anche il CSVE, la Fondazione Carnevale di Acireale, l’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro, Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato, l’Associazione Nazionale Bersaglieri e l’Associazione Forense Acese contribuiscono al progetto. Non mancano le associazioni culturali come “AciGaia” e il gruppo di Jacopo Polimeni, insieme a LIBERA delle Aci – Pierantonio Sandri e Legambiente di Acireale. Si aggiungono Elios Acireale, “Quelli della domenica” Runner, Kiwanis International Acireale, Rotary Acireale e Lions International Acireale, Arci Babilonia Circolo Mistero Buffo di Acireale, Edizioni Bohemien di Acireale e l’associazione Mi casa es tu casa, accoglienza bambini Sharawi di Acireale.

Grazie al lavoro instancabile di queste realtà e alla generosità della comunità, Acireale si conferma un laboratorio di speranza e fraternità. Chi desidera sostenere concretamente il progetto può farlo con una donazione alla Caritas Diocesana di Acireale, utilizzando il seguente IBAN: IT33A0623026200000015386868, indicando come causale: “Acireale abbraccia i Corridoi Umanitari”. Ogni contributo rappresenta un gesto di vicinanza e di speranza per chi ha intrapreso un nuovo cammino di vita nella nostra comunità

Credere nell’accoglienza reale

Prima foto di quello che, poi, sarebbe divertata la Rete “Acireale abbraccia i Corridoi umanitari”. Mannino è il secondo da destra

Il cammino, naturalmente, non è privo di sfide. Differenze linguistiche, culturali e religiose potranno rendere più complesso l’adattamento, ma l’obiettivo della rete è proprio quello di umanizzare l’accoglienza. “Non si tratta di numeri o statistiche – ribadisce Mannino – ma di volti, storie, fratelli e sorelle che arrivano a far parte della nostra comunità. Non dobbiamo limitarci a offrire un tetto, ma accompagnarli nella vita quotidiana, con piccoli gesti concreti. Come andare insieme a fare la spesa, accompagnare i bambini a scuola, insegnare a muoversi in città. Solo così l’integrazione sarà reale”.

Con l’arrivo della nuova famiglia, Acireale si conferma dunque laboratorio di solidarietà e fraternità concreta, un luogo in cui l’accoglienza diventa occasione di crescita per tutti. Una città che non guarda solo alle difficoltà, ma al valore aggiunto che nasce dall’incontro. “Accogliere significa arricchirsi – conclude Mannino –. Una comunità che si apre diventa più grande, più forte e più umana!

Generare comunità, riscoprire il valore dell’incontro

L’arrivo della nuova famiglia non sarà soltanto un atto di solidarietà ma l’occasione per rinnovare il senso di comunità e riscoprire il valore dell’incontro. La storia della prima famiglia accolta dimostra che un’integrazione autentica è possibile. Infatti, con il lavoro, una casa e con relazioni costruite, la famiglia in questione ha potuto intraprendere un cammino autonomo, restituendo fiducia a chi li ha sostenuti.
In questo modo, Acireale non si limita ad aprire le porte ma si trasforma in un luogo dove la fraternità diventa concreta tramite i corridoi umanitari. Un luogo dove l’accoglienza non è un’emergenza ma un progetto di futuro condiviso, insieme, per un mondo migliore.

Giorgia Fichera