Durante il pomeriggio del 12 maggio 2026, la nota aula del Coro di Notte presso il Monastero dei Benedettini di Catania ha ospitato l’evento “Oltre i Confini“, con l’obiettivo di riflettere sulle storie di memorie e migrazioni. Al centro del dibattito, episodi che hanno unito l’Italia, e in particolare la Sicilia, con la Tunisia e il Benin, intrecciando il passato coloniale, storie familiari e nuove visioni documentaristiche.
“Oltre i confini”, storie di memorie e migrazioni
Durante l’evento, è stato presentato il volume “Parole e immagini di una storia minore. L’emigrazione italiana in Tunisia“, curato da Alfonso Campisi e Flaviano Pisanelli. L’opera, come sottolineato durante il dibattito con Cettina Rizzo e Iride Valenti, non è solo una ricerca accademica, ma un atto di restituzione storica. Secondo quanto emerso dagli interventi, il progetto nasce dalla necessità di dare voce a chi questa storia l’ha vissuta “direttamente in istituzione”. Si è parlato di una storia “buonissima e carissima”, spesso trascurata dai circuiti ufficiali ma fondamentale per comprendere l’identità siciliana. “Poco si parlava di questa storia tra le vecchie generazioni,” è stato osservato, “ma l’innovazione è stata portarla alle nuove generazioni attraverso diversi strumenti e collaborazioni internazionali, come quella con l’Università di Montpellier.”

Cruciale è stata la lettura di brani scelti in italiano e francese, a cura di Beatrice Bizzini e Noemi Di Benedetto. Il bilinguismo ha evidenziato la natura mischiata di queste storie, dove il francese e l’italiano diventano gli strumenti per “vivere la vicenda”. Come ricordato durante l’incontro, l’esperienza migratoria trasforma anche il linguaggio e la percezione di sé: “Ci siamo riconosciuti senza conoscere il siciliano,” ha dichiarato uno dei partecipanti, rievocando la sorpresa di ritrovarsi in una realtà che, seppur diversa, risuona di echi familiari.
Migrazioni dalla Tunisia al Benin
L’emigrazione siciliana in Tunisia rappresenta è stata frequente nel corso della nostra storia, infatti, migliaia di persone tra l’Ottocento e il Novecento scelsero di attraversare il canale di Sicilia non come punto d’arrivo, ma come punto di partenza verso una nuova vita. Tuttavia, dopo il 1956, le condizioni mutarono drasticamente, portando molti a dover lasciare il “paese scelto” per un nuovo rientro o un’ulteriore migrazione.

Parallelamente al libro, durante l’evento “Oltre i confini”, Alessandro De Filippo ha presentato il progetto “Appunti per un film sul Benin“, dialogando con Giuseppe Consales. Il progetto sposta l’asse narrativo verso l’Africa sub-sahariana, cercando di costruire un ponte visivo e narrativo tra le diverse esperienze di esistenza oltre i confini.
Alessio Piro
