Sabrina Levatino, studentessa in Comunicazione Digitale e Giornalismo e collaboratrice assidua della nostra testata, inizia la sua esperienza Erasmus Studio di cinque mesi a Oviedo, nel nord della Spagna. Ospitiamo la sua personale riflessione in merito.
È arrivato il momento in cui un progetto a lungo immaginato smette di essere una pratica burocratica e diventa realtà. La valigia è aperta sul letto, in bilico tra ciò che serve davvero e ciò che si vorrebbe portare per non sentire la nostalgia di casa. Prima di partire, però, vale la pena fare un passo indietro e porsi una domanda: che cos’è davvero l’Erasmus oggi?
Erasmus Studio / Studiare da cittadini europei
Il programma Erasmus è stato istituito nel 1987 dall’Unione Europea e intitolato al filosofo e umanista olandese, Erasmo da Rotterdam, instancabile viaggiatore che dedicò la vita alla conoscenza senza confini. L’Erasmus Studio permette agli studenti universitari di trascorrere un periodo che va dai 2 ai 12 mesi in un’università estera che abbia firmato un accordo con quella di appartenenza. Durante questo periodo lo studente ha l’opportunità di sostenere alcuni degli esami previsti dal corso di studi italiano attraverso delle attività equivalenti all’estero.
Nell’immaginario collettivo viene spesso etichettato come una lunga parentesi spensierata o una vacanza prolungata. La realtà quotidiana è ben diversa. Significa, infatti, confrontarsi con una lingua straniera da impiegare a livello accademico, adattarsi a nuovi metodi didattici, orientarsi tra scadenze e interminabile burocrazia internazionale. È, a tutti gli effetti, un esercizio di autonomia e un ponte concreto verso la cittadinanza europea. La vera ricchezza dell’Erasmus sta proprio nel fatto che il bagaglio finale è molto più grande della semplice convalida di crediti. Si torna a casa più forti, indipendenti e consapevoli, con una marcia in più per l’intero percorso di studi.
La meta / Il fascino atlantico di Oviedo
Quando si pensa alla Spagna, la mente corre subito al calore dell’Andalusia, alle spiagge o alla frenesia metropolitana di Madrid e Barcellona. La mia destinazione è invece Oviedo, capoluogo delle Asturie, regione verde e montuosa del nord affacciata sull’Atlantico.
È una Spagna diversa, custode di un passato millenario e sede di una delle università più prestigiose e antiche della penisola iberica, fondata all’inizio del Seicento. Una città a misura di studente, immersa nella storia e lontana dagli stereotipi turistici. Rappresenta proprio il contesto ideale per mettersi alla prova, sia sul piano dello studio sia su quello umano.
Un diario dell’Erasmus Studio tra Acireale e Spagna
Partire significa accettare la sfida di uscire dalla propria zona di comfort. Condividere le giornate con coetanei provenienti da tutta Europa, imparare a gestire gli imprevisti da soli e, inevitabilmente, guardare alla propria terra d’origine con occhi diversi.
Da questo viaggio nasce l’idea di aprire una finestra regolare su La Voce dell’Jonio. Sarà una sorta di diario di bordo in cui racconterò il mio semestre all’estero: la vita accademica, le tradizioni e la cultura asturiana. E perché no, anche i dubbi, le scoperte e le piccole conquiste quotidiane di una studentessa siciliana in Spagna.
Sabrina Levatino
