Nello storico scenario della Cella Trichora Bizantina del VI-VII secolo d.C. di Dagala del Re, nell’ambito delle manifestazioni estive del Comune di Santa Venerina, ha avuto luogo un evento poetico-musicale particolarmente suggestivo: la Divina Commedia del sommo poeta Dante, musicata e cantata da Gesuele Sciacca e Daniela Greco, intercalata dalla recitazione dell’attore Santo Pennisi.
La proposta culturale, pur ascoltata in altri contesti, ha assunto stavolta una connotazione pittoresca favorita dallo sfondo del monumento e dagli alberi secolari tutt’intorno.
Al di fuori di altri richiami della modernità, l’evento ha fatto rivivere l’atmosfera medievale ai numerosi intervenuti. Essi hanno vissuto con partecipazione emotiva un’immersione nella poesia e nella musica con un autentico godimento dello spirito.
Una pregevole operazione culturale
La manifestazione, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune e organizzata dalla locale associazione “Storia, Cultura e Sviluppo Territoriale”, nota con l’acronimo Sto.Cu.Svi.T., è stata introdotta dal sindaco Santo Raciti. Questi ha salutato il pubblico che finalmente ha potuto accedere al sito in sicurezza, agevolato da una scalinata recentemente inaugurata.
Ha elogiato poi gli artisti che si sono cimentati con professionalità e tanto amore in un’operazione culturale non facile. Operazione resa fruibile dai suoni e dal canto e dall’apporto delle letture di versi della Divina Commedia.
Il giornalista Giuseppe Vecchio ha fatto rilevare come i coniugi Sciacca svolgano una costante opera culturale divulgativa di volontariato totalmente gratuito. Mentre il prof. Giovanni Vecchio, presidente onorario Sto.Cu.Svi.T., ha ricostruito in breve la storia della chiesetta bizantina e del cenobio. Quest’ultimo travolto dalla lava dell’Etna nel 1284/85, di cui abbiamo notizie fino al XV secolo. Pertanto i versi danteschi declamati e cantati rientrano nel periodo di vita del monumento nel quale furono presenti monaci basiliani, e successivamente benedettini, all’arrivo dei Normanni dall’XI secolo.

Musicati testi delle tre Cantiche
I versi della Divina Commedia attentamente selezionati hanno riguardato soprattutto la prima cantica, quella dell’ “Inferno”, che per la sua drammaticità si presta maggiormente alla trasposizione musicale. Senza trascurare alcuni canti del “Purgatorio” e del “Paradiso”. Il medico musicista Gesuele Sciacca ha al suo attivo tanta poesia di autori di ieri trasposta in note, di cui sa cogliere l’intima musicalità.

Cimentandosi con i versi immortali di Dante Alighieri ha dato prova ulteriore della sua capacità di coglierne il significato profondo poetico, etico e allegorico. E li ha proposti al pubblico con la chitarra, la sua voce e quella di Daniela Greco, la quale ha curato anche una breve introduzione ai brani scelti.
Santo Pennisi, in un incastro perfetto, ha recitato alcuni versi confermando la sua arte recitativa di alto profilo. Insomma un evento memorabile, che ci si augura non rimanga isolato. Dato che il sito archeologico medievale si presta ad accogliere rappresentazioni teatrali di opere classiche, rassegne corali o poetiche.
G.V.
