Immaginate una vostra foto normale che viene trasformata in un click in un’immagine pornografica: si tratta di deepnude. Sono immagini manipolate dall’intelligenza artificiale con lo scopo di rimuovere gli indumenti di una persona. O, ancor peggio, immagini in cui il soggetto appare in atti sessuali senza aver mai partecipato a queste scene. Con il continuo progresso della tecnologia, ci troviamo di fronte a una minaccia emergente per la sicurezza degli utenti online.
Cosa sono i deepnude?
Il predatore prende una foto pubblica da un profilo social, una storia o anche da una foto di gruppo. La carica in bot, siti o applicazioni basate su modelli di IA. Contiamo una decina di app specializzate, gratuite o a pagamento, e persino bot su Telegram. Questi sistemi non alterano i tratti somatici o la fisionomia del soggetto, ma sovrappongono al corpo originale parti intime realistiche costruite attraverso reti neurali.
I deepnude esistono da tempo. Prima erano immagini incollate male e per cui erano necessari software complessi e molto tempo. Oggi basta una foto. Basta un click e l’intelligenza artificiale fa il resto. Toglie gli indumenti e crea immagini di nudo che non sono mai state scattate. Eppure, i contenuti sono verosimili. L’intelligenza artificiale rende la creazione di queste immagini più semplice, veloce e realistica grazie al livello di avanzamento raggiunto dall’intelligenza artificiale generativa.
Impatto dei deepnude sui minori
I deepnude, insieme a revenge porn, doxxing e swatting, hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana dei minori. In particolare, le ragazze, hanno molte più probabilità di essere vittime di bullismo a scuola rispetto ai ragazzi. Gran parte di questo bullismo avviene online o tramite messaggi. L’impatto sulla vittima è sempre grave: danno psicologico, danno alla reputazione, danno alla dignità e violazione della privacy.
Uno studio condotto in Belgio ha rilevato che il 41,9% dei giovani belgi ha già sentito parlare dei deepnude e, tra coloro che hanno familiarità con queste app, il 60,5% ha già provato a crearne uno.
L’Associazione Meter di don Fortunato di Noto porta avanti la lotta alla pedofilia. In particolare, il nuovo dossier monitora l’impatto dell’intelligenza artificiale sui casi di pedopornografia e abusi sui minori. Analizzano non solo materiale creato dall’IA ma soprattutto quello creato da pedofili che abusano e condividono, a pagamento, questo materiale.
Impatto dei deepnude sulle donne
Le vittime sono prevalentemente donne. Non sono state trovate immagini di uomini alterate mediante intelligenza artificiale. Vi sono centinaia di foto all’interno di un forum internazionale, in lingua inglese, che “spoglia” le donne con questi metodi. Il forum è all’interno di un sito pornografico, che accanto a contenuti tradizionali, offre servizi basati sull’IA. L’utente ha a disposizione una chat erotica con un bot, video porno creati con l’intelligenza artificiale e anche la possibilità di generare deepnude.
È presente una sezione dedicata all’Italia. Qui troviamo più di 40 conversazioni e immagini. Attrici, politiche e cantanti italiane sono state prese di mira. Ma non troviamo solo celebrità, in quanto la personalizzazione è una delle possibilità offerte dalla piattaforma.
I deepnude sono l’ennesima espressione della mancanza di rispetto per l’integrità femminile e dell’oggettivazione del corpo femminile.
Generare e diffondere deepnude è illegale
Realizzare un deepnude senza consenso, o di un minore, è illegale. Sfortunatamente, è quasi impossibile garantire la rimozione completa una volta che i contenuti sono stati pubblicati in rete. Ed è sempre più difficile riconoscere un’immagine reale da una falsa.
Ma, in Italia, sul piano legale qualcosa inizia a muoversi. Dal 10 ottobre 2025 è reato diffondere immagini e video deepfake. La norma punisce la creazione e diffusione illecita di contenuti generati con intelligenza artificiale.
L’altra faccia dell’intelligenza artificiale
Mentre c’è chi usa l’AI per spogliare digitalmente e umiliare, c’è anche chi la usa per vestire d’innovazione il futuro delle imprese. Senza solide misure di sicurezza, l’IA può trasformarsi in un veicolo di dispersione di dati sensibili, aprendo la strada a violazioni della privacy e abusi come quelli legati ai deep nude.
A Ragusa, la società Ricca IT ha dato vita ad “Arianna”, un’assistente digitale basata su IA generativa progettata per integrare i processi delle imprese e proteggere i dati interni. Arianna è definita come una executive assistant digitale basata su intelligenza artificiale generativa, pensata per integrarsi nei flussi aziendali Non come un sostituto dell’uomo, ma come potenziatore. È possibile scrivere ad Arianna, inviarle messaggi su WhatsApp, vocali. Lei restituisce e-mail, report, eventi in agenda, documenti elaborati.
Conclusioni
La sfida, oggi, è imparare a governare la tecnologia senza subirla. Nelle mani sbagliate diventa strumento di violenza e umiliazione, ma in quelle giuste può costruire opportunità, semplificare la vita e difendere la dignità delle persone Il futuro dell’AI non dipende solo dagli algoritmi, ma dalle scelte etiche di chi li guida. Sta a ciascuno di noi decidere se sarà un mezzo di controllo o di libertà.
Sabrina Levatino
