Diario da Oviedo / La festa di San Mateo tra sidro, folklore e tradizioni asturiane

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Sabrina Levatino, studentessa in Comunicazione Digitale e Giornalismo e collaboratrice assidua della nostra testata, racconta la travolgente festa di San Mateo che anima la città di Oviedo, dove sta svolgendo il suo Erasmus Studio di cinque mesi. Ospitiamo la sua personale riflessione in merito.

L’arrivo in Spagna

Arrivare a Oviedo con una valigia da venti chili, un livello di spagnolo piuttosto traballante e zero punti di riferimento non è un’esperienza semplice. Ma chi arriva nel capoluogo delle Asturie a metà settembre non trova una sonnolenta città universitaria reduce dall’estate, bensì un motore a pieni giri pronto a esplodere.

Le strade del centro storico, fino a pochi giorni prima tranquille, si accendono improvvisamente sotto file di luminarie. Dalle calles sale un brusio che cresce ora dopo ora, le note delle gaitas (le cornamuse tradizionali) si mescolano ai soundcheck dei palchi e le piazze vengono invase da una folla eterogenea. Sono moltissime le famiglie, anziani, ragazzi e tanti gli studenti internazionali, come me, ancora disorientati. Senza nemmeno il tempo di capire come funzionino i corsi all’università, mi ritrovo al centro di San Mateo, le due settimane più intense dell’anno asturiano.

Cos’è davvero la festa di San Mateo a Oviedo

san mateo festa oviedo sindoneSan Mateo è una grande celebrazione per la comunità di Oviedo, ma non è il santo patrono. Infatti, il patrono della città è San Salvador, celebrato qualche giorno prima. La grandezza di San Mateo poggia su radici molto più antiche e su un curioso intreccio tra sacro e profano.

Tutto ruota attorno al Giubileo della Santa Cruz (noto popolarmente come la Perdonanza), istituito secoli fa per i pellegrini in cammino verso la Cattedrale. La festa prende il via il 14 settembre, quando sulla torre della basilica vengono posti grandi stendardi rossi con la Cruz de los Ángeles, annunciando l’inizio delle celebrazioni. Per un’intera settimana i pellegrini potevano ottenere l’indulgenza plenaria, che culminava il 21 settembre. Da qui la necessità di festeggiare la fine della penitenza con musica, cibo e attività di ogni tipo.

Oggi il contrasto è quasi surreale. Mentre nelle piazze adiacenti risuona musica contemporanea, all’interno della Cattedrale viene esposto solennemente il Santo Sudario (il celebre Pañolón de Oviedo, custodito nella Cámara Santa e mostrato ai fedeli solo tre volte all’anno).

La movida di San Mateo

Fuori, però, la penitenza lascia subito spazio al divertimento. Il cuore pulsante della movida sono i celebri chiringuitos: strutture temporanee e casette gastronomiche allestite da collettivi, associazioni studentesche, partiti e locali storici.

Ci si ritrova infatti nelle piazze del centro storico per un bocadillo caldo o una porzione di formaggio. Ma anche per ascoltare della buona musica, passando da un palco all’altro: dal rock di Plaza de Feijóo fino ai concerti indie e pop sotto il tendone de La Ería. Un rituale collettivo in cui basta munirsi del classico bicchiere riutilizzabile per sentirsi subito parte degli asturiani.

Il Día de América en Asturias

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Il 19 settembre è il giorno del Día de América en Asturias, una festa dichiarata di Interesse Turistico Nazionale che trasforma Calle Uría in un turbinio di suoni, folklore e colori.

La manifestazione nacque nel 1950 dall’intuizione del disegnatore e umorista Alfonso Iglesias, con l’intento di omaggiare gli emigrati asturiani (los indianos) che avevano fatto fortuna nelle Americhe e che d’estate tornavano in patria ostentando il proprio successo con delle gigantesche auto d’epoca americane.

Ancora oggi queste maestose decapottabili sfilano scortate da oltre dieci carrozze monumentali, bande musicali e centinaia di figuranti in costume provenienti da Messico, Argentina, Cuba, Colombia e Porto Rico.

La solenne festa del 21 settembre

festa san mateo oviedo paxarinesIl 21 settembre segna il cosiddetto Día Grande, la degna conclusione di dieci giorni ininterrotti di festa. La giornata inizia presto all’uscita della Cattedrale, dove si rinnova una tradizione vecchia di tre secoli: la caccia a Les Paxarines. Si tratta di piccole figurine votive d’impasto di farina e zafferano, modellate a forma di cestini, nidi o uccellini e decorate con nastri colorati. Secondo la credenza popolare, conservarne una in casa protegge la famiglia e i raccolti dai fulmini e dalle burrasche.

Subito dopo, l’attenzione si sposta sul rito laico per eccellenza: il Día del Bollo. La comunità di Oviedo si riversa nei parchi per un grande picnic, il cui protagonista assoluto è il bollo preñao. È una pagnotta rustica cotta al forno con chorizo all’interno, ammorbidito dai succhi rilasciati durante la cottura. Il tutto viene accompagnato da fiumi di sidro naturale bevuto tutto d’un sorso, rigorosamente versato a braccio teso per sprigionare le bollicine.

Cosa ti lascia la festa di San Mateo a Oviedo

Ho chiesto ad una ragazza nata e cresciuta ad Oviedo perché fosse così sentita questa celebrazione. “Penso che in Spagna in generale ci sia un grande senso di orgoglio, soprattutto nelle Asturie. Quindi direi che San Mateo è davvero importante per le persone qui non solo perché è la celebrazione principale della città, ma anche perché fa parte dell’identità e di ciò che siamo”.

Se la Spagna delle grandi metropoli è nota a tutti, vivere San Mateo a Oviedo significa scoprire un paese fieramente ancorato alle proprie tradizioni, ma capace di accogliere i cambiamenti socioculturali.

Sabrina Levatino