Domenica 28 settembre, nella Basilica Cattedrale di Acireale, con una partecipata celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo mons. Antonino Raspanti, è stato conferito il mandato agli insegnanti di Religione Cattolica della diocesi, per l’anno scolastico 2025/2026.
Com’ è ormai consuetudine, l’inizio del nuovo anno scolastico per i docenti di Religione ha avuto il suo momento inaugurale proprio attorno all’altare del Signore. Come a voler sottolineare il profondo legame tra la vocazione educativa e la dimensione spirituale del loro ruolo. Non si tratta di un semplice incarico professionale, ma una vera e propria missione da vivere alla luce del Vangelo. E nella consapevolezza del compito educativo che si è chiamati a svolgere nei confronti delle nuove generazioni.
Sottolineata l’importanza del mandato agli insegnanti di Religione
Nel saluto iniziale, Barbara Condorelli, direttore dell’Ufficio per l’Insegnamento della Religione e la Pastorale scolastica, ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo di ciascun docente.
In un tempo in cui la scuola è chiamata ad affrontare sfide educative sempre più complesse, la presenza dell’insegnante di Religione rappresenta una risorsa preziosa e significativa. Un insegnamento che è chiamato a conservare la sua unicità, offrendo agli studenti l’opportunità di incontrare una parola diversa, una proposta che parla di senso, di rispetto e dialogo.
Anche il vescovo, nell’omelia, ha voluto consegnare parole intense e cariche di significato agli insegnanti di Religione, invitandoli ad essere autentici testimoni di pace.
Rifacendosi al vangelo del giorno, ha sottolineato come il messaggio di Cristo continui a interpellarci con forza ancora oggi. Soprattutto in questo particolare momento storico, segnato da divisioni, frammentazioni e da una crescente tendenza a erigere muri, visibili e invisibili, tra le persone.
Una missione che va oltre l’insegnamento scolastico
In questo scenario complesso, l’insegnante di Religione è chiamato a una missione che va ben oltre il semplice insegnamento scolastico. È chiamato ad essere costruttore di pace, a diventare ponte tra le differenze, a testimoniare con coerenza e passione un vangelo che parla di riconciliazione e di misericordia. Mons. Raspanti ha inoltre ricordato che essere segni di perdono e di pace è parte essenziale dell’identità del cristiano. Soprattutto in ambito scolastico, dove si intrecciano le vite, le fatiche e le speranze di tanti giovani.
La celebrazione si è conclusa in un clima di gioiosa condivisione e di rinnovato impegno.
Gli insegnanti, provenienti da tutta la diocesi, hanno ricevuto il mandato come segno di fiducia e di invio. Pronti a continuare il loro servizio tra i banchi di scuola non solo come educatori, ma come testimoni della speranza che nasce dal Vangelo.
Giovanni Centamore
