Diocesi / Gioia per l’ordinazione diaconale di Andrea Sciacca e Rosario Pappalardo, pronti per la tappa finale del presbiterato

La comunità diocesana acese si è radunata attorno all’altare del Signore sabato 10 ottobre nella chiesa Cattedrale, in occasione della cerimonia di ordinazione diaconale degli accoliti Andrea Sciacca, della comunità parrocchiale ‘Maria Ss. della Catena’ in Aci Catena, e Rosario Pappalardo, della comunità parrocchiale ‘Sant’Antonio di Padova’ di Monterosso Etneo, per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione da parte del vescovo mons. Antonino Raspanti, alla presenza del Nunzio apostolico mons. Alfio Rapisarda, di alcuni sacerdoti, della comunità del Seminario, che dei due giovani cura il cammino spirituale, nonché di familiari, parenti, amici e semplici conoscenti che, riconoscenti al Signore per l’inestimabile dono, sono convenuti a condividere un momento di particolare gioia.

I due neo-diaconi Rosario Pappalardo e Andrea Sciacca
I due neo-diaconi Rosario Pappalardo e Andrea Sciacca

La solenne concelebrazione iniziava con il canto ‘Chiesa del Risorto’, con cui la comunità ecclesiale acclama l’appartenenza a Cristo, unico Signore della storia. Nella Chiesa redenta dall’amore vivificante di Cristo, si inseriscono carismi e ministeri, attraverso cui il Verbo divino si fa quotidianamente presente all’umanità intera. A conclusione dell’itinerario attraverso i ministeri del lettorato e dell’accolitato ed il percorso di studio e discernimento che i due giovani hanno sin qui compiuto in Seminario, il diaconato costituisce il primo dei ministeri ordinati, ed è ‘transeunte’, cioè, diversamente da quello ‘permanente’, tappa verso la meta finale del Sacerdozio ministeriale.

La diaconia costituisce servizio alla Chiesa ed il diacono affianca il sacerdote, potendone assolvere tutte le funzioni, tranne quelle proprie del ministero presbiterale; il diacono, infatti, può amministrare sacramenti, quali il Battesimo, amministrare matrimoni, proclamare il Vangelo, dettare l’omelia, impartire benedizioni, ed assolvere ad altre funzioni. Dopo la proclamazione della pericope evangelica del giorno, che sottolineava l’aspetto del ‘servizio’ che, nei confronti di Dio, può comportare rinunce, a volte anche dolorose per l’uomo, i due giovani erano presentati al Vescovo ed alla comunità diocesana dal Rettore del Seminario, don Marco Catalano, il quale attestava al Vescovo la dignità dei due candidati sia attraverso gli anni di studio e discernimento sia attraverso le informazioni raccolte sul loro conto.

Nell’omelia, il Vescovo sottolineava come la Parola di Dio crei armonie diverse nei cuori ove essa risuona e, dunque, occorre lasciarsi trasportare dall’amore di Gesù; ciascuno intende come può il messaggio divino e deve farsene portatore nel mondo e tra le genti, volgendo il proprio sguardo sempre al Signore e dialogando intimamente con Lui, nella consapevolezza che l’aver lasciato tutto per Lui farà ottenere abbondanti ricompense in questa e nell’altra vita.

Dopo l’omelia, iniziava il rito dell’ordinazione: i due giovani confermavano la propria volontà a porsi al servizio del Signore in atteggiamento di filiale obbedienza al Vescovo, desiderando continuare ad alimentare quotidianamente la propria vita con la Parola ed il pane eucaristico. Di seguito, il canto delle Litanie, con cui i due ordinandi affidano il proprio ministero alla protezione dei Santi; infine, la preghiera di ordinazione pronunciata dal Vescovo, la vestizione della stola trasversale e della dalmatica, la consegna del libro dei Vangeli, affinchè i Diaconi insegnino nella fede e credano in ciò che proclamano, e l’abbraccio di pace, segno di unità con la Chiesa Universale ed i suoi ministri.

Nando Costarelli

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