Echi del Seminario Fisc 2018 – 1 / Esiste una realtà sostenibile: economia civile e bene comune alla base di un diverso ordine etico

“Crediamo che l’economia sia molto di più dello scambio di merci. Pensiamo che l’economia sia qualcosa che attiene ai legami di una comunità, intesa come una realtà dove il bene è tale solo se ricade su tutti.” Così si esprime Mario Agostino presentando il concetto di Scuola di Economia Civile. E prosegue: “La storia degli ultimi decenni ci insegna che anche l’impresa più ricca, se non genera profitto per tutti, si impoverisce.”

Mario Agostino (a destra) con Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica

La Scuola di Economia Civile diocesana – lanciata nel contesto del Seminario Fisc svoltosi ad Acireale – tende quindi al bene comune, un bene che sta alla base di un diverso ordine economico.

Accanto a quello che è l’interesse personale, l’individualismo, la voglia di successo e denaro, esiste un’altra realtà, che le scarse informazioni del mondo finanziario non ci portano, purtroppo, a conoscere. Un esempio ci è stato dato proprio durante il convegno Fisc il cui tema era centrato su: “Etica, Verità e Buone Notizie al servizio dell’Ambiente”. E di buone notizie ne sono state apprese molte. Esistono realtà nella nostra società che operano per il bene della collettività e ci insegnano che inserire nel consumismo l’idea di cittadinanza, uguaglianza, valori morali sociali ed etici, dà più profitto rispetto ad imprese col solo scopo di lucro. Il nome di questa realtà è “Economia Civile”. Ad essa si ricollegano altre imprese che basano il loro lavoro sulla parola “utile” – ma non nel senso di tornaconto – come la Banca Popolare Etica, i cui finanziamenti devono risultare utili alla comunità, e le “istanze Esg – Environmental, Social and Governance” (ambiente, società e governance), un modo etico e sostenibile di fare impresa, nel rispetto dei diritti umani e dell’ambiente; istanze che adottano la banca Vontobel e la società di gestione Azimut Capital Management. A rappresentare i suddetti enti c’erano, rispettivamente, il presidente Ugo Biggeri, la manager Sonia Parise e la responsabile gestione e sviluppo per il sud Paola Riccioli, oltre a Federica Loconsolo, responsabile di settore di “Etica Sgr”. Una cosa da sottolineare e che ha colpito anche il pubblico è stata la circostanza che il mondo dell’economia era rappresentato da ben tre donne, il che contraddice quanto comunemente si possa pensare per tale ambito.

Donne imprenditrici sul palco durante il dibattito

Lo scopo di queste realtà è diffondere l’economia circolare che sta nel dare e ricevere, in opposizione all’economia speculativa che sta solo nell’ottenere.

Papa Francesco afferma: “La presente crisi globale dimostra che l’etica non è qualcosa di esterno all’economia, ma è una parte integrale e ineludibile del pensiero e dell’azione economica.”

Dunque etica ed economia vanno di pari passo e quest’ultima dipende dalla prima.

“Le domande sul denaro sono domande sulla nostra vita”, osserva Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica. Queste domande però andrebbero fatte in modo responsabile, pensando al bene comune, un valore che nella nostra società va inaridendosi, e in modo sostenibile nel rispetto di chi e di cosa ci sta attorno.

Eugenia Castorina

 

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