Educazione ed “emergenza educativa”, due facce della stessa medaglia

Celebrata ieri la Giornata per la Vita, giunta quest’anno alla XXXIII edizione. La Giornata per la vita fu istituita dalla Chiesa Italiana all’indomani dell’approvazione della legge 194/78 e si celebra ogni prima domenica di febbraio.

“L’educazione è la sfida e il compito urgente a cui tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione”: lo si legge nel Messaggio del Consiglio episcopale permanente per la 33ª Giornata nazionale per la vita, che si è celebrata il 6 febbraio 2011. “Educare alla pienezza della vita” è il titolo del Messaggio. “Auspichiamo e vogliamo impegnarci – scrivono i vescovi – per educare alla pienezza della vita, sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di aiuto”.

Certo la vita non è per tutti uguale come il vestire dei cinesi. Ogni essere si differenzia dal proprio vicino differenziando il proprio modo di vivere, di sentire ed amare; sul periodico on-line CulturaCattolica.it, infatti, troviamo la lettera di una lettrice che da libero sfogo alla propria indignazione per un articolo pubblicato sul quotidiano LIBERTÀ a proposito della notizia di quella ragazzina pugliese di 13 anni rimasta incinta e che ha partorito da poco la sua bambina.

La lettrice così scrive: “A parte l’enfasi con cui è stata data ‘la notizia’, (neanche fosse stata una catastrofe, un terremoto o una strage familiare) …. Ma come. Mi domando, una buona volta che una ragazzina accetta l’aiuto generoso di tutta la sua famiglia, nonché del suo ragazzo a portare avanti una gravidanza, seppur <indesiderata>, e non confonde il valore della vita umana con una disgrazia, c’è invece ‘l’esperto’ che si premura di elencare le controindicazioni con presenza di effetti collaterali a parer suo, fonti di sicuri problemi futuri? ….. Forse, la sig.ra Anna (la psicologa dell’età evolutiva, NdR) se si trovasse ad avere la figlia tredicenne incinta, sarebbe così premurosa da accompagnarla lei stessa dal medico per assumere la pillola abortiva RU486, oppure l’accompagnerebbe nella clinica privata di sua fiducia dove, nelle sale operatorie, intanto che si praticano gli aborti, si possono ascoltare musiche rilassanti new age? ….. Di una cosa invece sono contenta: sono contenta che nonostante la giovane età, la ragazza abbia trovato il sostegno generoso di tante persone che l’aiuteranno, l’accompagneranno, accoglieranno lei ed il suo bambino e se bisognerà fare dei sacrifici, ne varrà la pena, perché ogni essere umano ‘vale’ qualsiasi sacrificio. La vita è sacra e mi piacerebbe pensare che il suo valore sia ritenuto inestimabile ‘a priori’ anche dai non credenti”.

Un plauso di tutto cuore alla lettrice che, forse, purtroppo, non sarà ugualmente  contenta per tante altre cose, per il comportamento di tante donne e tanti uomini che con il loro modo di fare hanno costretto i vescovi a scrivere nel messaggio: “Con preoccupante frequenza, la cronaca riferisce episodi di efferata violenza: creature a cui è impedito di nascere, esistenze brutalmente spezzate, anziani abbandonati, vittime di incidenti sulla strada e sul lavoro. Il fattore più inquietante è l’assuefazione: tutto pare ormai normale e lascia intravedere un’umanità sorda al grido di chi non può difendersi. Occorre perciò una svolta culturale, propiziata dai numerosi e confortanti segnali di speranza, germi di un’autentica civiltà dell’amore, presenti nella Chiesa e nella società italiana. Quest’azione di sostegno verso la vita che nasce, per essere davvero feconda, esige un contesto ecclesiale propizio, come pure interventi sociali e legislativi mirati. Ogni ambiente umano, animato da un’adeguata azione educativa, può divenire fecondo e far rifiorire la vita.”

I vescovi italiani si sono rifatti a quella che da tempo è la sollecitazione del Santo Padre sull’emergenza educativa. Ma, in particolare, fanno riferimento al messaggio di Benedetto XVI per la giornata mondiale per la pace del 2011. “Oggi –scrive il Papa- sono molte le aree del mondo in cui persistono forme di limitazione alla libertà religiosa, dove le comunità subiscono forme più sofisticate di discriminazione e di marginalizzazione, sul piano culturale e della partecipazione alla vita pubblica civile e politica. «È inconcepibile –ha rimarcato Benedetto XVI– che dei credenti debbano sopprimere una parte di se stessi – la loro fede – per essere cittadini attivi. La libertà religiosa è in questo senso una libertà per la dignità e per la vita dell’uomo.”

Alla preghiera dell’Angelus in occasione della Giornata per la Vita 2010, Benedetto XVI ha detto  “Nessuno è padrone della propria vita” e “tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla, dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale. Ritroviamo, dunque, l’umiltà e il coraggio di pregare, per ottenere che la forza che viene dall’Alto faccia crollare i muri di inganni e di menzogne, che nascondono agli occhi di tanti nostri fratelli e sorelle la natura perversa di comportamenti e di leggi ostili alla vita, e apra i loro cuori a propositi e intenti ispirati alla civiltà della vita e dell’amore. “Nell’attuale periodo di difficoltà economica – ha spiegato il Papa – diventano ancora più drammatici quei meccanismi che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e indifesi. Senza regole di comportamento e di vita, fatte valere giorno per giorno anche nelle piccole cose, non si forma il carattere e non si viene preparati ad affrontare le prove che non mancheranno in futuro. Occorre essere informati sulle novità, sensibili ai potenziali pericoli, ma nello stesso tempo aperti alle straordinarie opportunità a disposizione. I genitori devono conoscere a fondo il mondo dei propri figli, per poterli guidare al meglio. ”

Leonardo Sorrentino