Energia Rinnovabile / Sardegna per l’ecosostenibilità

Arrivano dalla Sardegna alcuni spunti particolarmente interessanti in termini di ecosostenibilità legata all’energia rinnovabile. Giusto una settimana fa si è conclusa la ventiseiesima COP. Per chi se la fosse persa, si tratta della conferenza annuale organizzata dalle Nazioni Unite sull’adattamento ed il contrasto dei cambiamenti climatici. Costantemente, ma ancora troppo spesso con scarsi esiti, cerca di riunire nel dialogo 196 paesi del mondo. Al di là della triste inconcludenza delle misure ritrattate quest’anno, lo svolgimento del vertice ha ricevuto la sua giusta attenzione mediatica. Proprio grazie ai delicati temi trattati che ogni anno attirano l’attenzione e la preoccupazione di sempre più persone. Tra tutti, le emissioni derivate dalla produzione e dal consumo energetico sono decisamente il focus per eccellenza, che determina su più scale tanti fastidi quanto insicurezze.

Se però determinati argomenti, e relative decisioni, sono appannaggio di un sistema politico internazionale e nazionale, non si deve intendere che adottare misure su una scala più ridimensionata in tema emissioni non sia possibile. Anzi, in una situazione di emergenza ormai appurata su un piano globale qualsiasi cosa sia possibile migliorare, anche nel proprio piccolo, dev’essere compiuta. Sembra essere un messaggio che la regione Sardegna ha ben recepito. Dato che l’estate passata, proprio in tema di energia rinnovabile, l’amministrazione si è imposta l’obbiettivo di raggiungere una piena ecosostenibilità dei consumi e della produzione già dai prossimi anni. Approfondiamo come.

Energia rinnovabile / Sardegna ed Ecosostenibilità

Tutto parte da un progetto sostenuto dalle maggiori associazioni ambientaliste italiane, WWF Italia, Legambiente, Greenpeace Italia e Kyoto Club. Sigle riunite in un'” Alleanza per la Sardegna“, con l’ambizione di poter trasformare la regione nella prima d’Europa libera dai combustibili fossili e dalle emissioni di CO2 prima del 2050. E l’interesse a realizzare questi obbiettivi proprio in Sardegna non sono per niente casuali.

Energia rinnovabile / Sardegna, ecosostenibilità e scarsità di risorse

Eolico Offshore

L’isola da sempre soffre infatti la mancanza di circuiti energetici moderni e di allacci sufficienti alla rete a metano nazionale. Per lo più, l’energia prodotta oggi viene generata consumando carbone. La necessità manifesta di cambiare i modelli di consumo in maniera concreta e definitiva unita alla mancanza di ulteriori combustibili fossili da usare come sostituti costosissimi ha determinato quindi una domanda che non può essere soddisfatta. Se non cercando vie alternative di approvvigionamento energetico. Tale condizione, di fatto, è saltata all’occhio dei molti soggetti che ad oggi partecipano al progetto, tra privati e pubblici, locali e non. Alimentando la possibilità di poter sfruttare l’occasione come vero trampolino di lancio per l’uso di reti energetiche alternative adoperate su vasta scala.

Innovazione / I maggiori progetti in studio per il prossimo futuro

Sul piano infrastrutturale, il ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, e l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, si erano in passato espressi sul progetto. Ribadendo come esso costituirà un passo avanti non solo per la regione, ma per l’intero paese, se questo raggiungerà il suo obbiettivo primario a breve termine, ovvero rendere possibile la chiusura degli impianti a carbone già dal 2025. Questa, secondo l’analisi preliminare commissionata da WWF Italia al Dipartimento per l’Energia del Politecnico di Milano, è una prospettiva tutt’altro che irrealistica. Considerando non solo la creazione di impianti ecosostenibili appositi, ma anche lo svolgimento dei lavori per il potenziamento della rete elettrica regionale tramite il “Tyrrhenian Link”. Un’opera che connetterà la rete sarda a quella dello stivale passando per la Sicilia.

Energie Rinnovabili / I maggiori progetti già realtà, per un impatto immediato

L’idea di un progetto per la transizione energetica ha radici in ben altri progetti, di portata decisamente più ridotta ma altresì importantissimi, finanziati per 28 milioni di euro dall’Unione Europea e monitorati tramite il programma Horizon 2020, proprio per “testare” la capacità di rinnovamento e produzione energetica locale rimesse nelle mani dei singoli Comuni. Si parla delle cosiddette Comunità energetiche.

Energia Rinnovabile / Le buone pratiche dei Comuni

 

Fungono quindi da apripista nel contesto della ricerca e dell’ecosostenibilità sarda i piccoli comuni di Carloforte, nell’isola di San Pietro, il comune di Berchidda, e quelli di Benetutti e Borutta, tutti in provincia di Sassari, che forniscono i punti ideali per sperimentare l’applicazione di smart grid elettriche ed edifici alimentati da FV ed impianti eolici, monitorati tramite reti intelligenti, che consentono alle singole comunità di acquisire a tutti gli effetti lo status di titolare della rete e quindi gestire in base al proprio fabbisogno il proprio output energetico, limitando gli sprechi, fornendo l’energia in eccesso alle zone limitrofe e creando una forma di economia circolare autosostenuta.

Sardegna ed Ecosostenibilità / Un esempio peculiare

Energia Rinnovabile Sardegna

Peculiare il caso di Serrenti, sempre in provincia di Sassari, che dal 2018 ha inaugurato e continuato a costruire in autonomia delle micro-reti energetiche, sparse per tutto il comune, gestite da software tramite le cosiddette Case dell’Energia. Queste direzionano in modo autonomo energia prodotta dagli impianti fotovoltaici installati in zona verso gli edifici comunali, fungono da accumulatori e soprattutto sensibilizzano la cittadinanza verso il tema della circolarità dell’energia, verso la sua condivisione e la sua sostenibilità. Il progetto Casa dell’Energia, come tutti i progetti citati sopra, rappresenta ad oggi una realtà collaudata. In una Sardegna che fa i conti con la propria ecosostenibilità, che può fungere da modello per la creazione di reti energetiche sostenibili, comunità energetiche e soprattutto Smart Cities ecologiche.

Energia Rinnovabile / Cosa si muove in Sicilia?

Alla luce dei progressi inaugurati in una regione geograficamente penalizzata per lontananza dalla terraferma e scarsità di risorse, ed al netto dello stanziamento di ingenti fondi europei e dell’interesse di interi settori della ricerca che stanno spingendo l’attenzione proprio in quei territori, non si può che essere sicuramente felici di un simile progresso. Da simili risultati altri comuni possono adesso ripercorrerne le orme. Proporre soluzioni simili, praticarle e magari migliorarle. Dopotutto, l’intera penisola comincia a veder nascere simili realtà. In Sicilia se ne comincia a parlare solo dagli ultimi mesi. Due le comunità energetiche rinnovabili di cui ancora si teorizza la costruzione valutando l’uso del fotovoltaico e relativi sistemi di accumulo. Una a Ferla, provincia di Siracusa; un’altra a Sferro, provincia di Catania. Mentre a Ragusa si teorizza un eventuale “test”.

Attualmente, la regione è dotata di tre impianti per l’energia rinnovabile. Sono in studio la creazione di altri impianti agro-fotovoltaici, che verranno realizzati a Mazara del Vallo (115 ettari) e a Paternò (75 ettari). Ad oggi è inoltre in cantiere un grande parco eolico tra Salemi e Mazara del Vallo. Tutti quanti saranno realizzati sotto l’egida di Energie Rinnovabili Engie Italia. L’aspettativa, o meglio la speranza, è che eventuali iniziative possano prendere forma. Ma soprattutto che, data la densità abitativa della regione, sia l’amministrazione regionale che quelle locali possano dare il meglio di sé per poter raggiungere degli standard di ecosostenibilità energetica. Senza rimanere, come nostra triste tradizione, indietro, per il bene di tutti i cittadini siciliani.

Andrea Chiantello

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