Aci Catena / Focus sul percorso dei mulini, del mercante e del pellegrino grazie al GAL Terre di Aci

Come un risveglio di un'entità perduta, che immaginiamo nella foto a seguire: ecco l'audiacia con cui il GAL Terre di Aci ha portato sulle reti nazionali Aci Catena ed il suo antico percorso dei Mulini, valorizza le radici del nostro territorio siciliano con un suo caratteristico "itinerario del mercante e del pellegrino".

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Gal Aci Catena Mulini

Nel cuore pulsante della Sicilia Orientale, in quel tratto di terra dove il verde lussureggiante della vallata Reitana incontra la forza millenaria della pietra lavica dell’Etna, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. È il percorso dei mulini ad Aci Catena, un tesoro sino troppo a lungo dimenticato di archeologia, storia e spiritualità. Dopo secoli di silenzio, oggi vive una nuova stagione di lustro. Un rinascimento strettamente legato all’audacia del GAL Terre di Aci, che ha avuto ancora una volta il merito di riuscire a recepire fondi idonei alla progettazione che ha consentito al Comune di Aci Catena di riportare in condizioni di agevole visibilità il luogo.

Non contento, il GAL è riuscito a riportare all’attenzione mediatica questo pregevole recupero strutturale dell’antico percorso possibile come “via dell’acqua”, attingendo all’antica narrazione di un’identità territoriale per troppo tempo ignorata e rimasta ai margini dei grandi circuiti turistici. Attraverso il ripristino dei sentieri e la valorizzazione delle antiche macine, è possibile così riscoprire un paesaggio umano e naturale unico. L’ingegno dell’uomo ha saputo dialogare per secoli con la forza dell’acqua: queste strutture rappresentano un capolavoro di ingegneria idraulica. Con tipologia a “ruota orizzontale”: l’acqua veniva convogliata dalle sorgenti nelle saie fino ai “bottacci” (vasche di raccolta), per poi precipitare sulle pale, azionando le pesanti macine in pietra.

Aci Catena / Focus sul percorso dei mulini, tra storia e natura grazie al GAL Terre di Aci

Immergersi in questo itinerario significa oggi calpestare la storia, respirare l’essenza di una Sicilia autentica e lasciarsi guidare dal mormorio dei ruscelli verso una comprensione nuova del nostro passato. Grazie all’intervento del GAL Aci Catena Mulini, questo scorcio di paradiso non è più solo un ricordo dei padri, ma una realtà viva e fruibile, pronta a raccontare la sua bellezza al mondo intero.

L’antico percorso del mercante e del pellegrino

Tutto ebbe inizio da un’intuizione coraggiosa. Il progetto nacque tutto da un’idea del GAL per raccontare l’antico “percorso del mercante e del pellegrino“. Si trattava, e si tratta tutt’ora, di una via di comunicazione vitale che un tempo collegava i borghi delle Aci, facilitando scambi commerciali preziosi e cammini di fede profondi. Questo sentiero era solcato da mercanti che trasportavano sete e granaglie, ma anche da pellegrini diretti verso i numerosi santuari della zona, cercando ristoro e protezione. Grazie al lavoro di recupero, il GAL Terre di Aci ha saputo trasformare questo itinerario in un’esperienza sensoriale totalizzante: isolare il visitatore dal caos moderno per proiettarlo in una dimensione contemplativa.

Le “Sette sorgenti” della Reitana Aci Catena Mulini tramonto

La vallata era il fulcro dell’economia grazie alle “Sette Sorgenti” della Reitana: acque purissime che risalivano in superficie dopo aver attraversato le colate laviche, fondamentali non solo per i mulini ma anche per la pregiata lavorazione della seta, che richiedeva acqua priva di impurità per non macchiare i filati. Lungo il cammino, il suono costante dell’acqua che scorre limpida lungo i canali (le celebri “saie”) funge da esperienza sonora, un battito ritmico che scandiva la vita dei mulini e degli agrumeti circostanti.

Non si cammina solo su terra e pietra, ma si attraversa un ecosistema dove l’ingegno umano si è adattato alla natura. Le “saie”, infatti, sono capolavori di ingegneria idraulica che ancora oggi testimoniano la sapienza antica nella gestione delle risorse idriche. Questo percorso non è dunque una semplice passeggiata. E’ un atto di riconnessione con le nostre radici. Ogni curva del sentiero svela un frammento della Sicilia che fu, tra profumo di zagara e il fresco respiro della Valle delle Aci. Tuttavia, non si trattava solo di descrivere delle rovine, ma di ridare voce a chi, secoli fa, percorreva questi sentieri con speranza e sentita devozione.

Grazie al GAL Terre di Aci, Aci Catena in tv nazionale con “I viaggi del Cuore

La bellezza di questo scorcio di territorio è entrata nelle case di milioni di italiani grazie alla prestigiosa trasmissione di Rete 4, “I Viaggi del Cuore“. Nella puntata speciale dedicata alla Sicilia Orientale, Don Davide Banzato ha guidato i telespettatori in un pellegrinaggio tra i luoghi della spiritualità e della tradizione siciliana.

Aci Catena Mulini

Proprio in questo contesto, Aci Catena ha ricevuto finalmente lo spazio che merita per la bellezza di questo tracciato. Come si può ammirare, il percorso dei mulini viene mostrato in tutta la sua maestosità. Le immagini catturano la luce del tramonto che accende la pietra lavica e il verde degli agrumeti, mostrando la bellezza spesso ignorata di questo territorio. È un tributo dovuto, reso possibile finalmente grazie al lavoro costante del GAL Terre di Aci, nell’occasione rappresentato dal suo addetto stampa, il giornalista Mario Agostino, cresciuto proprio ad Aci Catena, che ha accettato l’invito a raccontare questi luoghi pressoché inediti per il grande pubblico.

Il segreto di Piazza Reitana e dei lupini

Il progetto GAL Aci Catena Mulini, non si ferma solo al recupero architettonico, ma abbraccia l’intero ecosistema di tradizioni. Il viaggio inizia da Piazza Reitana. Storico punto di accesso al cammino e luogo per celebre per la cosiddetta lavorazione dei lupini, resi unici dalla purezza delle acque sorgive locali. Il percorso nasconde anche biodiversità rara e protetta. Le “saie” ripulite hanno permesso la rinascita di un habitat naturale. Oggi, è possibile avvistare una fauna indicativa: granchi d’acqua dolce, anguille e rane, segno di un ecosistema preservato.

La Valle dei Mulini era, secoli fa, un vero centro di innovazione. Oltre alla fondamentale macinazione del grano, le strutture servivano per attività complesse come la lavorazione della seta e l’estrazione dello zucchero dalla canna. Produzione che ha garantito prosperità all’intera vallata fino agli anni Sessanta. Non tutti i mulini erano uguali. Esisteva una precisa gerarchia tra i “Mulini Baronali”, appartenenti alle grandi famiglie nobili che detenevano il diritto di molitura, e i mulini di “passo”, più accessibili e situati strategicamente lungo le vie di transito.

“Npacchiapa” e la Fiera Franca di Santa Venera

I mulini non erano solo luoghi di fatica, ma veri centri comunitari. Spicca tra tutti il ricordo del mulino della signora “Npacchiapa“. Un edificio multifunzionale che, oltre a ospitare le macine e le stalle per i muli, fungeva da vera “scuola di campagna”. Qui, le famiglie contadine si riunivano, i bambini imparavano e si tramandavano i valori della civiltà rurale siciliana. Sin dal 1422, si teneva la celebre “Fiera Franca” di Santa Venera. Una delle manifestazioni commerciali più importanti del Regno di Sicilia, un crocevia internazionale di mercanti e pellegrini.

Terme Romane di Santa Venera al Pozzo

Il valore del percorso del mercante e del pellegrino tra i ruderi dei mulini non risiede solo nel recupero del tracciato tra le macine che furono, ma nella sua posizione geografica e storica assolutamente privilegiata. Il sentiero, infatti, lambisce l’area archeologica delle Terme Romane di Santa Venera al Pozzo, un sito risalente al I-III sec. d.C. che testimonia come l’acqua sia la protagonista indiscussa di questa terra da oltre duemila anni.

GAL Aci Catena Terme

È affascinante pensare che le stesse sorgenti sulfuree che alimentavano il benessere degli antichi romani siano le stesse che, secoli dopo, hanno dato vita all’industria molitoria della valle.

Il cammino non si esaurisce tra i ruderi medievali, ma prosegue idealmente fino a raggiungere il mare a Capo Mulini. Questo antico approdo naturale rappresenta il punto di congiunzione perfetto dove la storia industriale dei mulini si fonde con la mitologia classica. Secondo la leggenda, il sangue del pastorello Aci, ucciso dal ciclope Polifemo, fu trasformato dagli Dèi in un fiume sotterraneo Akis per potersi ricongiungere eternamente con la sua amata ninfa Galatea, nel mare di Capo Mulini. Camminare lungo il percorso del GAL Aci Catena Mulini significa, dunque, seguire letteralmente le tracce di questo mito, tra il fruscio dei papiri e il respiro del mar Jonio.

Un legame con il passato che è rimasto vivo fino al secolo scorso, quando alcuni mulini vennero riconvertiti per produrre ghiaccio o per generare le prime forme di energia elettrica locale, prima del definitivo declino industriale.

Il futuro della memoria, il GAL Aci Catena è un’eredità da vivere 

In un’epoca dominata dalla velocità e dal consumo digitale, luoghi come la Valle dei Mulini rappresentano un’ancora necessaria verso la nostra essenza più autentica. Il progetto GAL Aci Catena Mulini non ha semplicemente restituito decoro a delle antiche mura. Ha riaperto uno scrigno di storie, fatica e bellezza che rischiava di andare perduto per sempre. Camminare oggi lungo queste sponde, tra il profumo dei lupini di Piazza Reitana e il mormorio delle “Sette sorgenti” della Reitana, significa partecipare attivamente a un processo di rinascita culturale che mette finalmente Aci Catena al centro della mappa del turismo di qualità in Sicilia.

Rossella Liliana Laudani