Il caso Montante – 2 / Un momento di confronto e riflessione proposto dal Csve

Un incontro con l’autore in una fresca serata estiva, durante la quale il termine “legalità” è stato predominante. L’autore in questione è Attilio Bolzoni, con il suo libro “Il padrino dell’antimafia, una cronaca italiana sul potere infetto” (Zolfo Editore), che ha incontrato un vasto pubblico e vi ha anche dialogato nella Casa del Volontariato di via Aranci ad Acireale, la scorsa domenica 16 giugno.

Si è trattato di una “chiacchierata leggera su temi pesanti”,  come l’ha definita Santo Carnazzo, presidente onorario della rete della Misericordia di Librino, che ha moderato l’evento.

L’iniziativa, promossa dal Centro di Servizio per il Volontariato Etneo, ha coinvolto un uditorio in cui era notevole la presenza di giovani. Il presidente del CSVE, Salvo Raffa, ha puntato, infatti, l’attenzione sull’importanza che riveste la “sensibilizzazione” degli stessi verso aspetti sociali particolari: “credo che sia importante affrontare questi temi e farli passare tra i giovani, fa parte di un percorso formativo e civile da noi impostato e proprio per questo abbiamo voluto realizzare l’incontro nella Casa del Volontariato”, ha dichiarato.

Il giornalista Bolzoni ha dedicato il suo lavoro alla figura di Calogero Antonio Montante, noto come “Antonello”, e nelle sue trecento pagine circa di scritto propone la storia di questo controverso personaggio, per lungo tempo, in passato, simbolo dell’Antimafia siciliana e, dunque, della legalità, ex presidente di Confindustria Sicilia, ma, successivamente, indagato, processato e condannato dal Tribunale di Caltanissetta in relazione al cosiddetto “Sistema Montante” e la sua complessa reti di rapporti.

E’ stata una discussione ampia, che ha riguardato varie componenti dell’assetto sociale, di ciò che, a volte, avviene all’interno di esso in modo illecito e quale sia la reazione della comunità nei confronti di determinate vicende. Ecco perché, dinnanzi ad un argomento di tale portata e complessità, lo scrittore ha scelto di realizzare il suo libro. “Il sapere di un giornalista deve andare in profondità e un libro lo può fare”, ha dichiarato Bolzoni.

Altro aspetto su cui quest’ultimo si è soffermato è la retorica della legalità. “Fare memoria non significa solo slogan, bandiere, frasi ripetute. La predicazione della legalità in questi termini ci ha portati contro un muro. I cambiamenti non si fanno in questo modo, ma sono frutto di percorsi lunghi e faticosi”, ha affermato lo scrittore. Un momento di riflessione, dunque, che ha interessato i presenti, intervenuti in uno scambio di considerazioni ai fini costruttivi e di disamina sociale.

Rita Messina