Mercoledì 10 dicembre, nella sala Cosentini della Biblioteca Zelantea di Acireale, si è tenuto un interessante incontro sul tema: “L’antisemitismo ieri e oggi”. A promuovere l’evento l’Accademia degli Zelanti e il Gruppo MEIC di Acireale “professore Mario Cortellese”.
Il presidente dell’Accademia, dottor Michelangelo Patanè e la presidente del MEIC, Annamaria Cutuli, hanno introdotto i lavori. Presentando i relatori, hanno sottolineato l’importanza del tema nell’attuale contesto sociale e politico, insieme alla necessità di affrontarlo in modo serio e rigoroso.
L’ argomento è stato egregiamente presentato dal professor Gadi Luzzatto Voghera, storico e direttore della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica e contemporanea (CDEC) di Milano. E anche dalla professoressa Marinella Sciuto, referente MEIC nazionale presso l’ufficio per l’Unione Nazionale Episcopale per il Dialogo Interreligioso (UNEDI) della CEI.
Le relazioni dei proff Sciuto e Luzzato Voghera
La professoressa Sciuto ha posto l’accento sulla necessità di favorire la formazione culturale e religiosa a partire dalla scuola. Coinvolgendo in modo adeguato gli studenti e quanti a diverso titolo svolgono un ruolo educativo e formativo. A tale scopo risulta fondamentale creare occasioni di confronto e dialogo per comparare le diverse sensibilità e costruire il dialogo tra le varie componenti.
Il professor Luzzatto Voghera, autore – tra l’altro – del libro (eBook) “Sugli Ebrei: domande su antisemitismo, sionismo, Israele e democrazia”, ha affrontato il tema con un approccio volto a incoraggiare il dialogo e la comprensione. La sua analisi non si è limitata a evidenziare le difficoltà storiche e contemporanee. Ma ha sottolineato le risorse culturali, sociali e spirituali che le comunità ebraiche hanno sviluppato nel corso dei secoli, anche in Sicilia.
Il relatore ha precisato che “antisemitismo, giudaismo e sionismo non sono la stessa cosa” e che spesso l’antisemitismo contemporaneo tende a mascherarsi dietro critiche a Israele, confondendo il piano religioso (Giudaismo) con quello politico (Sionismo) per giustificare odio e discriminazione. Si tratta infatti di fenomeni distinti che non vanno confusi.

L’Antisemitismo – specialmente quello moderno – secondo il professor Luzzatto Voghera, ripropone stereotipi ebraici antichi in forme nuove, con attacchi a persone e istituzioni, e indipendentemente dal loro rapporto con il conflitto in Medio Oriente e l’attuale posizione politica del governo di Israele. Si spiega così un odio irrazionale, che attacca in modo indiscriminato la loro identità, la loro esistenza e le loro istituzioni. E che rischia di estendersi a tutti gli ebrei, a prescindere dalla posizione personale di ciascuno.
Memoria e cultura strumenti per combattere l’antisemitismo
Nonostante questo quadro inquietante, emerge nella sua relazione un messaggio ottimista riguardo all’importanza della memoria e della cultura come strumenti per combattere l’antisemitismo. Fondamentale il ruolo dell’educazione, per accrescere la consapevolezza che la conoscenza della Storia possa contribuire a un dialogo più profondo tra le diverse comunità. Significativo il potere delle relazioni interpersonali e delle alleanze tra le diverse realtà religiose e culturali, per promuovere una società più inclusiva e rispettosa.
Questa visione incoraggia tutti a guardare al futuro con speranza, nella misura in cui attraverso l’impegno collettivo e la comprensione reciproca, sia possibile costruire un ambiente in cui l’antisemitismo e ogni forma di odio possano essere ridotti e, forse, superati.
Carmelo Agostino
