Acicatena affonda la sua storia tra Etna e Ionio, come una tra le principali componenti delle note Terre di Aci. Oggi popolata da più di 28mila abitanti, spicca per la posizione strategica nel cuore delle Aci ed il suo legame con le tradizioni popolari del passato. Città rasa al suolo e ricostruita più volte, si è spesso affidata alla devozione religiosa, specialmente al culto della Madonna della Catena, da cui infatti prende il nome dopo il prefisso Aci.
Sicilia da scoprire / Origini e storia di Acicatena
Le origini del territorio risalgono all’epoca normanna. Nel 1091 Ruggero d’Altavilla dona queste terre al vescovo di Catania, che le governa come feudo ecclesiastico per secoli. Il borgo si sviluppa intorno a piccoli insediamenti rurali. Colpito dal terremoto nel 1169, subisce gravi danni, ma rinasce anche grazie alla fede locale. Nel Novecento Acicatena vive le trasformazioni dell’area etnea. L’eruzione dell’Etna nel 1928 lambisce il territorio senza distruggerlo del tutto. La crescita demografica postbellica la porta a oltre 30mila abitanti.Oggi è un centro residenziale sviluppato che continua a tramandare le antiche tradizioni.
Sicilia da scoprire / Le antiche tradizioni di Acicatena: la Fiera Franca
La Fiera Franca di Santa Venera (in questo video per la prima volta su Mediaset) fu una delle tradizioni più antiche del cuore delle Terre delle Aci, in Acicatena, le cui origini risalgono al XV secolo. L’evento, legato al santuario di Santa Venera al Pozzo, si teneva annualmente per sette giorni intorno al 26 luglio, nonché giorno della festa della santa, in un’area franca da dazi che forniva commerci tra mercanti Etnei e ionici. La concessione reale arriva nel 1422. Il re Alfonso V d’Aragona emana un privilegio che istituisce la fiera nella contrada di Santa Venera, attuale territorio di Acicatena, presso l’antico ospedale la cappella dedicati alla martire. Nel seicento la fiera diventa oggetto di contesa tra Acicatena e Acireale.
Nel 1620 viene divisa tra i due comuni: Acicatena mantiene il sito originario, mentre Acireale sposta l’evento in città. Ciononostante dopo la vendita della zona di Santa Venera ai Principi Riggio, Acicatena perde l’organizzazione principale, che prolifera così ad Acireale fino a diventare la terza fiera più importante di Sicilia. Questo spostamento rafforza il ruolo di Santa Venera come patrona di Acireale, legando la fiera alla sua festa patronale, impoverendo ovviamente Acicatena. Ma nel 1800 la crescita si arrestò: di conseguenza, nel 1818, anche Acireale perse i diritti di fiera, diventando così un comune mercato.
Sicilia da scoprire/ Acicatena: tra le tradizioni popolari e religiose.
Il nome ‘Catena’ Deriva dalla Madonna della Catena, patrona principale. La festa si celebra il 15 agosto con la processione del simulacro settecentesco. Il tutto si svolge con grande devozione da parte dei fedeli, con la cornice di spettacoli pirotecnici che illuminano la città di Acicatena direttamente dalla piazza principale. La profonda devozione per la Madonna da parte della città di Acicatena viene anche da un’antica leggenda. Si narra infatti che nel terremoto del 1693 la vergine protesse il paese. Le campane suonarono da sole, mettendo in salvo molte vite. La chiesa che custodiva l’icona della Madonna crollò, ma l’icona, l’altare e il simulacro rimasero intatti. I danni e le vittime furono pochissimi, a differenza dei paesi vicini. Da allora l’11 gennaio è festa di ringraziamento, celebrando il miracolo che rafforzò il culto della madonna.
Sicilia da scoprire/ Siti archeologici di Acicatena
Tra i tesori di Acicatena emergono le Terme di Santa Venera al Pozzo. Le origini risalgono al V-VI secolo a.C, con un santuario greco dedicato a Demetra e Kore, documentato da statuette volitive. I Romani successivamente demolirono gli edifici preesistenti per costruire un complesso termale con sale d’ingresso, spogliatoio, frigitarium, tepidarium e calidarium. In epoca cristiana, la tradizione lega il luogo al martirio di Santa Venera, decapitata e gettata nel pozzo termale. Nel medioevo nacque la chiesa omonima e l’ospedale Santa Marta per i malati. Nel III secolo sorse una villa rustica romana trasformata in officina per ceramica e laterizi. Le vasche termali chiusero nel 1895 per igiene; le acque furono deviate alle Terme di Acireale. Le terme, insieme ai mulini ad acqua storici, valorizzano un patrimonio che unisce natura e architettura.
Sofia Murabito
