International music festival / Il pianista russo Alexander Yakovlev in concerto il 30 aTrecastagni

A Trecastagni, l”‘International music festival” continua la programmazione del suo cartellone con il concerto del pianista russo Alexander Yakovlev.
“Fintanto che ciascun uomo non sarà diventato veramente fratello del suo prossimo, la fratellanza non avrà inizio”. Nel suo ultimo romanzo, “I fratelli Karamazov”, Dostoevskij dibatte sulle grandi questioni etiche passando sotto la lente d’ingrandimento temi esistenziali come il legame fra gli uomini. Questioni che oggi, – si legge in una nota stampa – con un conflitto alle porte dell’Europa, diventano ancora più centrali nella riflessione contemporanea.

Per questo motivo, il maestro Carmelo Pappalardo, direttore artistico della rassegna,  per il quarto appuntamento in rassegna ha deciso di ospitare il pianista russo. Un segnale di accoglienza e solidarietà che parte proprio dalla musica.
«Quest’anno al TIMF 2022 non avremo solo artisti russi – specifica – ma anche ucraini, come Vitaly Pisarenko e la violinista Oleksandra Fedosova. Perché la musica possa essere l’occasione per abbattere muri e superare contrasti».

Alexander Yakovlev apre il programma con Brahms

Sabato 30 luglio, dunque, alle ore 20,30, all’interno del cortile della chiesa Madre di San Nicola (via Arciprete Domenico Torrisi, n°1), Yakovlev aprirà l’evento con Variazioni e Fuga su un tema di Händel op. 24 di Brahms.
Composte nel 1861, quasi in contemporanea a quelle su un tema di Schumann, le Variazioni vennero eseguite quello stesso anno da Clara Schumann, che non nascose mai le difficoltà fisiche che l’esecuzione del brano, improntato alla ricerca nella scrittura e nel suono, comportava.

Dopo il compositore di Amburgo, si passerà agli autori russi con Sergej Vasil’evič Rachmaninov e la sua trascrizione per pianoforte della Partita per violino n. 3 di Bach del 1933, e Pëtr Il’ič Čajkovskij con Le Stagioni op.37, una raccolta di dodici pezzi per pianoforte, uno per ogni mese, di cui il virtuoso russo suonerà una selezione. Cioè Gennaio, Giugno, Ottobre, Novembre e Agosto.

Alexander Yakovlev
(foto Tatiana Vasilevaj)

E ancora Aleksandr Nikolaevič Skrjabin con Vers la flamme (Verso la fiamma) op. 72, uno dei suoi ultimi brani per pianoforte, scritto nel 1914 e lo Studio op. 12 n. 8 che presenta non poche asperità. Numerosi salti della mano sinistra, ripetuti colpi di accordi e altrettante ottave.
«Vers la flame – osserva Yakovlev – è una straordinaria creazione dell’Età d’Argento, nella quale il compositore assume il ruolo di un pensatore universale. Un degno successore di Beethoven capace di unire tutta l’umanità sotto la musica».

Anche  Prokofiev e Stravinskij nel programma di Alexander Yakovlev

Toccherà poi a Sergei Sergeyevich Prokofiev con Waltz, Contredanse e il Mephisto waltz e alla trascrizione che Yakovlev ha realizzato della suite per orchestra, che l’autore di Pierino e il lupo scrisse per il film Il luogotenente Kize, op. 60 del 1934.
«La scelta di queste opere – racconta il pianista – non è casuale. Per me la musica russa è sempre stata una continuazione di quella europea. Anche se le immagini e le idee migliori sono sorprendentemente prese e trasformate dal folklore, dalle melodie e dalla coloristica russa».

E ancora aggiunge: «Così come Brahms si basa sulla musica barocca di Händel, Rachmaninov crea la sua magnifica trascrizione della Partita per violino di Bach. Un’idea di continuità, una penetrazione di stili ed epoche, lontana dall’imitazione e dalla stilizzazione. Ma soprattutto una vera e propria continuazione della musica Barocca nel nuovo tempo in cui i compositori russi vissero».

I paesaggi slavi, dipinti dalla natura, ma anche le bellissime vedute di Germania, Svizzera Italia hanno ispirato il capolavoro di Čajkovskij. «Un vero e proprio inno dell’anima – aggiunge – dove ogni mese non è visto solo come un fenomeno della natura ma rappresenta la nascita, la formazione e la morte di un artista».

Per chiudere, Igor’ Stravinskij e un florilegio di brani dal balletto Petruska, composto fra il 1910 e il 1911. Una delle prime creazioni del coreografo Michel Fokine, realizzato per la compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev. «I grandi balletti di Stravinskij, tra cui Petrushka, – conclude – provocarono in Europa un interesse senza precedenti per la musica russa che continua fino ai giorni nostri. L’idea che il linguaggio musicale sia unico e irripetibile, sostenuto dall’amore, dalla forza d’animo e dall’unione dei popoli di tutta la terra, ha radici antiche ed è bene oggi ricordarlo per il bene di tutti».

Biglietti: Ingresso unico euro 10. Abbonamento (su appuntamento) intero euro 75- ridotto (under 30) euro 60.

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