Intervista / Domenico Marino e le ricette del lockdown

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domenico marino

Il periodo del lockdown sembra passato da un pezzo, eppure gli strascichi, positivi e negativi, sono ancora presenti. Un libro di Domenico Marino, “#cucinandoconmimmo tra passione e tradizione”, riprende proprio quel periodo ed è di recente pubblicazione. Troviamo delle ricette, per lo più tradizionali, che i partecipanti di un gruppo social si sono trasmessi durante il lungo periodo passato in casa. Una bella esperienza che ci è stata raccontata direttamente dall’autore.

Ci parli di questo nuovo libro

Nel 2014 avevo creato una pagina facebook dove invitavo i partecipanti a condividere le loro ricette e le foto delle pietanze realizzate. Il gruppo è andato avanti con un buon numero di persone che hanno aderito. Durante il tragico momento del lookdown, rimanendo ferme tutte le attività, il gruppo ha avuto una crescita esponenziale per quanto riguardava i partecipanti. Siamo passati da 1200 iscritti a 4700. Naturalmente anche le condivisioni delle ricette sono notevolmente aumentate. Abbiamo creato anche delle gare che ci hanno aiutati e fatti sentire vicini in quei momenti così particolari per tutti.domenico marino

Condividete ricette in generale o quelle appartenenti al nostro territorio?

Non ci siamo dati delle regole precise ma in netta prevalenza si condividono ricette della nostra tradizione, non per nulla il titolo recita “tra tradizione e passione”. La passione verso la cucina giornaliera prende sempre spunto da quello che più o meno ci è stato tramandato dai nostri parenti. Senza che ce ne rendiamo conto, ogni giorno mettiamo a tavola qualcosa che riguarda il passato della nostra terra.

Quali sono state le ricette più gettonate?

Sicuramente quelle più strettamente legate al nostro territorio come “u strattu”, “u sucu”. Era interessante vedere come molti hanno ereditato dalla famiglia delle particolarità diverse nell’esecuzione di ricette comuni che cambiano da un paese all’altro.

Quando è nata l’idea del libro?

Diversi componenti del gruppo, ad un certo punto, mi suggerivano di mettere insieme le ricette e farne un libro. E’ stata fatta una selezione e scelte 140 che hanno composto il testo, una parte sono mie e le altre dei componenti del gruppo. Naturalmente abbiamo creato delle sezioni: antipasti, primi… e vi abbiamo inserito le ricette. Ho pensato di arricchire questo lavoro  con delle curiosità sugli ingredienti o sulle ricette, poesie e racconti, riguardanti sempre la nostra terra. Le poesie scritte in vernacolo sono di un mio amico poeta, Giuseppe Castorina, anche lui, come me, di Riposto.

Ma lei è uno chef?

Assolutamente no. Anche se la mia famiglia per tradizione lavora nel settore, mio padre ha una gastronomia, io mi occupo di informatica da ormai trent’anni. Evidentemente la passione è passata anche a me e l’ho portata avanti attraverso un binario diverso e a me più consono. Ho voluto dedicare questo libro ed una sua sezione ad un mio amico, Isidoro Trovato, uno dei partecipanti che da maggio non c’è più.

Perché ha scelto di pubblicare se tutto era visibile in rete?

Il mondo di Internet è certamente affascinante ed interessante oltre che di facile approccio. Rimane però anche molto vago. Il libro lascia una traccia diversa e forse più incisiva soprattutto per i lettori di domani.

  Mariella Di Mauro

 

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