Il premio di arte e cultura “Ignazio Buttitta”, che si tiene a Favara (AG), ogni anno è assegnato a personalità siciliane e non, che con i propri studi o opere, abbiano valorizzato, aspetti diversi della cultura dell’isola, come le scienze, la letteratura o le arti.
A ricevere il primo premio, per il settore poesia in lingua siciliana, è stato Giovanni Grasso, di Santa Venerina, in provincia di Catania. La composizione con cui ha partecipato è “A Matri santissima da’ Catina”, composta da terzine in lingua siciliana, con testo a fronte.

Tornato da questa esperienza, lo intervistiamo, rivolgendogli delle domande sulle emozioni vissute per questo riconoscimento, e conoscere meglio le sue opere.
“L’emozione non ha parole – esordisce. Non riesco a descriverla, ma di certo posso dire che la soddisfazione ripaga tanto il lavoro svolto”.
Nelle sue poesie, come in quest’ultima, si rivolge spesso alla Madonna. Quando è nato questo legame nella sua vita?
L’amore verso la Madonna è nato con me. Sin da molto piccolo mia madre mi portava con sé, per venerare la Madonna del Lume, patrona di Linera (fraz. di Santa Venerina). Inoltre Santa Venerina in generale è tutta legata fortemente ad essa, in tutte le parrocchie è festeggiata, anche se con titoli diversi.
Mi parli del suo stile poetico, è sempre in terzina…
Venticinque anni fa ho iniziato con le quartine, poi con le sestine. Da un po’ di tempo scrivo in terzine concatenate. Per me è un lavoro stupendo, ma certamente impegnativo.
Quali sono le sue opere principali?
Ho iniziato con “La Matri di li Matri”. È un volume composto da liriche in cui ho voluto rappresentare le immagini e i sentimenti della vita quotidiana. Un altro testo è “A Sicilia”, dedicato ai valori culturali di quest’isola, come la storia, la mitologia, l’archeologia e l’arte. Dei volumi ho in seguito dedicato ai Santi compatroni di Acireale: “A Vinirazioni di Sammastianu” e “Santa Vènira, di Aci”. L’opera più impegnativa, per cui vi ho lavorato quasi dieci anni è “I Quattro Vangeli”.
Perché ritiene importante la poesia in siciliano?
Il suono nella poesia in siciliano è del tutto diverso, è più musicale. Inoltre per me non è un dialetto, ma una vera e propria lingua con radici profonde.
Quale suggerimento può dare ai giovani sul comporre poesie?
La composizione di poesie è un’arte che regala tante soddisfazioni. Ma il consiglio che posso dare è che bisogna un po’ allontanarsi dalla tecnologia, perché appiattisce il processo creativo. In questo senso ci viene in aiuto la lettura costante.
Giovanni Grasso è nato a Linera (fraz. di Santa Venerina) il 20 settembre 1943. È sempre vissuto nella frazione. Ha iniziato un percorso di studi classici che lo appassionava molto, ma ha dovuto abbandonarli per aiutare il padre nel lavoro. Dopo diventerà geometra, ma coltiverà sempre la sua passione, leggendo soprattutto i classici latini. Dal 2000, infatti, inizia attivamente a scrivere.
Adele Maugeri
