Intervista / Mari Cortese: “‘La vergine e il vulcano’, connubio tra fede e natura”

Nei locali dell’Archivio Storico diocesano di Acireale, è stato presentato “La vergine e il vulcano“, docufilm imperniato su alcuni Santuari Mariani ai piedi dell’Etna. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Mari Cortese, autrice del lavoro.

Come nasce l’idea di realizzare “La vergine e il vulcano”?

Trovandomi a Catania, negli uffici del Palazzo degli Elefanti, ho notato un testo che parlava dei Santuari Mariani di autori vari, e uno di questi è mons. Lanzafame. L’immagine in copertina di uno dei Santuari attirò la mia attenzione. Sfogliandolo mi appassionai alle descrizioni che, tra l’altro, erano molto curate e dettagliate. E parlavano, oltre che dei Santuari, anche delle comunità su cui gravavano.
Effettivamente un Santuario ha sempre una storia particolare che condiziona, sicuramente, coloro che vivono nel territorio. Così, non potendo portare il testo fuori dal Comune, chiesi al presidente del Consiglio di Catania, Giuseppe Castiglione, di poterlo visionare e raccogliere delle informazioni.

L’idea del docufilm, dunque, non nasce subito.

No, prima c’è stato l’interesse, poi ho stabilito di riprendere in video, con strumentazioni parziali: ho usato due macchine fotografiche, un trepiedi  e qualche obiettivo. Non avevo strumentazioni complete. Ma il desiderio di cominciare mi portò ad iniziare con i mezzi che avevo.

santuario Loreto
Il Santuario di Loreto

Con quale criterio ha scelto i quattro santuari?

Nel testo che mi ha ispirata c’erano tanti luoghi sacri e tutti bellissimi ed interessanti, quaranta, se non ricordo male. Ho scelto i santuari che, secondo me, risultavano peculiari dei luoghi alle pendici dell’Etna e, soprattutto, cercavo una connessione tra la nascita del santuario e le caratteristiche specifiche del luogo. In modo particolare mi sono interessata alle colate laviche che si sono succedute nel tempo e in quest’ottica è avvenuta la selezione.

Nel particolare?

Ho scelto Loreto, quindi Acireale, perché nella sua costituzione fisica, l’architettura esterna, negli alberi che ci sono attorno, nel suo essere lontano dal centro, rispecchia molto il paesaggio etneo.
Piedimonte Etneo, e quindi il Santuario di Vena è quello più vicino e immerso nel contesto Etna. Mi ha affascinata l’architettura della chiesa di Randazzo costituita dal nero della lava e e dalla bianca pietra di Siracusa. Sono rimasta affascinata da questo contrasto che poi viene dalla natura.

madonna della Vena
Madonna della Vena

Ultimo, ma non per importanza, c’è il Santuario della Madonna della Sciara dove le eruzioni hanno avuto un ruolo fondamentale. E’ proprio lì che è stata trovata la Madonna intatta nella lava come se una bolla l’avesse protetta. Quindi, proprio in questo santuario, la connessione con la lava è molto forte. Sarebbe stato bello potere inserire qualche altra chiesa ma poi, il docufilm, sarebbe durato di più e ci sarebbe stato un sovraccarico di lavoro.

“La vergine e il vulcano” in quanto tempo è stato realizzato?

Per le riprese ho impiegato alcuni giorni, anche perché mi son dovuta attenere ai tempi dei rettori dei Santuari. Da loro son venute fuori le caratteristiche e la storia di ogni santuario. Il montaggio, invece, ha richiesto alcuni mesi di lavoro. Ho scelto con cura le musiche, i vari passaggi, e ho costruito i video: tagliarli, incollarli e montarli ha richiesto tempo ed impegno.

A chi può servire il suo lavoro?

Penso che il mio lavoro possa essere la base per chi, se ne rimane interessato, possa mettersi a fare ricerche su altri luoghi sacri altrettanto interessanti. Io ritengo questo lavoro un incipit per approfondire questo discorso.

Ha pensato che potrebbe essere lei stessa ad approfondirlo?

Si, in effetti ho pensato ad una seconda parte. Per il momento sto solo studiando le varie possibilità di come impostare il lavoro, del suo tempo cioè se più breve o della stessa durata del primo, e se coinvolgere alcuni laici sia vicini alla chiesa o dei semplici studiosi di questi fenomeni etnei. Sarebbe interessante poter usufruire anche dei vulcanologi. Intanto programmo e poi deciderò sul campo.

Mariella Di Mauro

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