Interviste siciliane – 47 / Giuseppe e Salvatore Arcidiacono cercarono la verità attraverso la scienza

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Libri di Giuseppe e Saverio Arcidiacono

Intervista doppia ai fratelli Giuseppe e Salvatore Arcidiacono (Giuseppe – Acireale, 8 settembre 1927 / Roma, 11 giugno 1998. Salvatore – Acireale, 30 marzo), studiosi acesi delle scienze naturali.
A ricordarli, il presidente dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, prof. Cristoforo Cosentini, e Agata Arcidiacono, figlia di Salvatore, nel volume Memorie e Rendiconti dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale pubblicato nel 1998.
Due gemelli, una sola vocazione: la ricerca della verità attraverso la scienza. Giuseppe e Salvatore Arcidiacono hanno vissuto percorsi paralleli e complementari, lasciando un’impronta indelebile nella comunità scientifica e culturale, non solo locale ma anche internazionale.

Bentrovati, Giuseppe e Salvatore Arcidiacono. Ci volete raccontare qualcosa della vostra famiglia?

SalvatoreSiamo nati quando i nostri genitori erano già avanti negli anni. Ci somigliavamo moltissimo, sia nell’animo che nell’aspetto fisico, tanto che perfino chi ci conosceva bene faceva fatica a distinguerci. Anche la nostra grafia era identica. Nostra madre, Agata D’Agostino, teneva molto ai valori morali: ci educò all’onestà e alla fede cattolica più profonda.

Com’è nata la vostra passione per le scienze naturali?libro di Giuseppe Arcidiacono

GiuseppeFin da piccoli ci distingueva una viva curiosità e una spiccata intelligenza. Osservare la natura era per noi un gioco e insieme una scoperta continua. Durante l’adolescenza ci dedicammo allo studio della chimica, della fisica, della matematica, dell’astronomia e, naturalmente, delle scienze naturali.

SalvatoreLa nostra passione nacque anche grazie a nostro padre, il prof. Francesco Arcidiacono Gangi, docente di Scienze naturali. Quando era scapolo abitava in via Dafnica, vicino al Collegio San Michele dei padri Filippini.

Quando vi siete laureati?

GiuseppeCi siamo laureati entrambi nel 1951 all’Università di Catania: io in Fisica, Salvatore in Chimica. Dopo la laurea ci trasferimmo a Roma, presso l’Istituto Nazionale di Alta Matematica, fondato da Francesco Severi. Lì conoscemmo il fisico-matematico Luigi Fantappiè, che divenne nostro maestro.

Fantappiè è stato una guida nei vostri studi?

SalvatoreNegli anni Quaranta, Fantappiè propose la Teoria del mondo fisico e biologico, che mirava a unificare la Fisica e la Biologia. Dopo la sua scomparsa, nel 1956, divenimmo noi i portavoce della sua visione. Giuseppe, da fisico-matematico, la sviluppò in ambito cosmologico, mentre io, da chimico-biologo, l’approfondii secondo le più recenti ricerche in biologia teorica e molecolare.

Dopo la morte di Fantappiè, le vostre strade si separano.

GiuseppeNel 1958 Salvatore intraprese la carriera di docente nelle scuole superiori di Acireale, mentre io mi trasferii a Parigi, all’Istituto Henri Poincaré. In quello stesso anno ricevetti il Premio per la Matematica dall’Accademia Nazionale dei Lincei, consegnato dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, per le mie ricerche sulla Relatività proiettiva e sulla magneto-idrodinamica. La collaborazione con Salvatore continuò soprattutto per corrispondenza, tra Roma e Acireale.

Qual è stata la vostra prima pubblicazione?

SalvatoreIl nostro primo libro, Visione unitaria dell’Universo, uscì nel 1958 per i tipi dell’U.C.I.I.M. Il volume offriva una sintesi del pensiero di Fantappiè. Nel 1961 pubblicammo Spazio, Tempo, Universo (edizioni Il Fuoco), suddiviso in tre sezioni: la prima dedicata alle proprietà geometriche degli spazi, la seconda ai modelli di universo dal punto di vista fisico e la terza alla nuova teoria unitaria del mondo fisico e biologico.

Giuseppe, lei ha ricevuto diversi riconoscimenti accademici.

GiuseppeNel 1963 mi fu conferito il Premio della Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 1967 pubblicai Universo e Relatività (Massimo editore). Due anni dopo, nel 1969, ottenni l’incarico di docente di Meccanica Superiore all’Università di Perugia, dove divenni docente di ruolo nel 1985.

Salvatore, nonostante l’insegnamento ad Acireale, non ha mai abbandonato lo studio e la ricerca.

SalvatoreÈ vero. Sempre nel 1969 pubblicai Materia e Vita (Massimo editore), proseguendo le ricerche in ambito teorico e biologico.

Negli anni ’70 tornate a collaborare stabilmente, grazie a una rivista internazionale.

GiuseppeIn quegli anni ci fu proposto di collaborare con Folia Humanistica, rivista scientifica pubblicata a Barcellona. Io ricoprii il ruolo di redattore, mentre Salvatore divenne consigliere scientifico.

Una lunga carriera fatta di pubblicazioni, convegni e seminari. Qual è stata l’ultima opera scritta insieme?

SalvatoreNel 1991 pubblicammo Entropia, Sintropia, Informazione (Di Renzo editore). Anche dopo quell’opera, ciascuno di noi ha continuato individualmente a scrivere e pubblicare.

Avete ricevuto riconoscimenti da accademie scientifiche?

SalvatoreNel 1976 fummo entrambi ammessi come soci corrispondenti all’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale. Più tardi, nel 1996, Giuseppe fu nominato membro dell’Accademia delle Scienze di New York.

 Marcello Proietto