La Sicilia ai tempi dell’Unità d’Italia

Evento di rilievo la conferenza di Giovanni Vecchio sul tema “Acireale e dintorni e l’Unità d’Italia”, a cura dell’associazione culturale “Filippo Brunelleschi” di Acireale, nell’omonimo istituto acese. Il saluto delle autorità –  il presidente Michele Messina, e l’assessore Nives Leonardi –  apre l’incontro che, sin dalle prime battute del dotto relatore sul fermento socio – politico – economico nella nascente borghesia di Acireale e del suo territorio, ai tempi di Napoleone,  malgrado il severo e miope controllo della cultura operato dal governo borbonico, si rivela accattivante.

Critico e rigoroso l’excursus storico del relatore, ricco di episodi emblematici e relative citazioni di patrioti, quali il venticinquenne Gregorio Romeo, il Principe di Casalotto, Michele Amari e altri ; singolare, la nascita dei Comuni di Aci Sant’Antonio e San Filippo; Aci Castello; l’attesa dell’autonomia per Santa Venerina ; altrettanto la questione delle terre dei Signori e di quelle demaniali da distribuire tra difficoltà. Ricco di notizie il discorso sul “Bosco di Aci”, che si estendeva da Stazzo a Pozzillo fino a Viagrande, con concessioni di pascolo in certe zone, raccolta di frutti, nel contesto di un’economia poverissima; la vendita di vaste zone del Bosco ai Signori sembra che fosse un imperativo, per potere pagare tasse, ma cominciano le proteste dei cittadini  per abusi, abbattimento di alberi di alto fusto e così via.

Una conquista, l’istituzione della diocesi nel 1844 con Gregorio XVI. Interessante e ambiguo, il ’48 rivoluzionario in Sicilia; in contrapposizione, il dispendio di risorse e le leggi del Cavour in favore del Piemonte. Appassionante la rappresentazione dello sbarco dei Mille, sotto la protezione di navi battenti bandiera inglese; il decreto di dittatura, in nome di Vittorio Emanuele II, da parte di Garibaldi, il 14 maggio 1860, con Salemi prima capitale; l’abolizione della tassa sul macinato ad Alcamo; nomina di Crispi a segretario di Stato. Sui tragici fatti di Bronte per l’assegnazione delle terre, su leva militare e nuove tasse, sulla presa di Porta Pia, il prof. Vecchio analizza sotto vari aspetti contestuali le incresciose situazioni determinatesi, anche con testimonianze umoristiche popolari. Il prof. Vecchio, con acume, ha contribuito a far luce su una tematica tanto controversa.

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