Lettera apostolica / “Patris corde”: per Papa Francesco, San Giuseppe padre dell’umanità

Papa Francesco, “Patris corde”, Lettera Apostolica, Shalom editrice
Nel 150° anniversario della “Dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale”, ad opera del beato Papa Pio IX, ecco l’approfondita Lettera Apostolica di Papa Francesco, “Patris corde”, in cui è messo in luce come “ogni vera vocazione nasce dal dono di sé”.
Il Papa esalta la grande figura del Santo: “Con cuore di padre, così Giuseppe ha amato Gesù, chiamato in tutti e quattro i Vangeli “il figlio di Giuseppe”. Tutti possono trovare in San Giuseppe, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà”. Egli, sposo di Maria, è testimone partecipe della straordinaria vita di Gesù, dalla nascita in una stalla, come avveniva per tutti i bambini d’Israele, alla fuga in  Egitto, per salvare Gesù dal tristo Erode; dal ritorno a Nazareth in Galilea, a grande distanza dal Tempio di Gerusalemme, allo smarrimento e ritrovamento di Gesù tra i dottori della Legge nel Tempio, secondo i Vangeli di Matteo e Luca.Papa Francesco ricorda come il Ven. Papa Pio XII lo dichiara “Patrono dei lavoratori” e San Giovanni Paolo II, quale “Custode del Redentore”: illuminato dall’Angelo, Giuseppe, Padre nell’obbedienza. San Paolo VI, in sintesi, scopre il suo “amore posto a servizio del Messia germinato nella sua casa”.
Santi e Sante, nonché il popolo, si rivolgono a San Giuseppe con grande amore: come discendente di Davide e sposo di Maria di Nazareth, San Giuseppe unisce l’Antico e il Nuovo Testamento, interpretando, secondo i Salmi, il Dio d’Israele quale Dio di tenerezza, quindi padre affettuoso e premuroso verso Gesù. Papa Francesco, nel delineare la personalità di san Giuseppe, ce lo presenta come colui che ci induce ad avere fede in Dio, il quale opera, nelle tempeste della vita, con “uno sguardo più grande”.

Giuseppe, sostiene il Papa, non è un uomo passivo, che accetta semplicemente i sogni rivelatori del suo alto compito, bensì è coraggioso, forte, guidato dallo Spirito Santo: anche noi dobbiamo vivere la nostra vita, secondo l’insegnamento del  Vangelo.
La fede è la luce dell’anima, così come lo è per san Giuseppe: accogliere tutti come fratelli, specie le persone deboli e gli stranieri. Papa Francesco definisce San Giuseppe l’uomo dal “coraggio creativo”: il vero “miracolo”, per mezzo del quale “Dio salva il Bambino e sua madre”, “il tesoro più prezioso della nostra fede”, realizzando “il suo piano di salvezza”. Seguendo il suo esempio, nelle difficoltà, Dio aiuta quanti sono fiduciosi nella Provvidenza. Parecchi sono i richiami dell’Autore ai fatti evangelici; interessante la citazione di Matteo ( 25, 40) sulle stupende parole di Gesù:”Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Francesco proclama san Giuseppe patrono dei migranti, che salvano la vita, sfuggendo all’odio e alla miseria. Giuseppe è l’uomo che protegge Gesù e Maria in tutta la loro vita, per cui, sostiene il Papa, è il Custode della Chiesa, “prolungamento del Corpo di Cristo nella storia”; “nella maternità della Chiesa è adombrata la maternità di Maria”. San Giuseppe, conclude il Papa, è il protettore dell’umanità, specie nel bisogno; inoltre, fin dall’enciclica “Rerum novarum” di Papa Leone XIII, viene valorizzato il suo onesto rapporto con il lavoro di carpentiere, con cui sostenta la famiglia: è il protettore del lavoro, quale partecipazione all’opera della salvezza e al sostentamento della dignità umana.
“Imploriamo San Giuseppe lavoratore perché possiamo trovare strade”, in questo momento di crisi per il Covid-19, che diano il lavoro a tutti, nessuno escluso: realismo cristiano.
San Giuseppe, ombra del Padre Celeste, è il protettore dei miseri, degli esuli, dei moribondi; la sua felicità risiede nel dono di sé: vivere il Vangelo.

Nell’Anno di San Giuseppe, indetto dal Papa l’8 dicembre 2020 fino alla stessa data del ’21, il “Decreto” della Penitenzieria Apostolica, retto dal card. Mauro Piacenza, concede speciali indulgenze, tra cui l’indulgenza plenaria. La copertina è bella; altrettanto, le immagini del testo. Libriccino, alla portata economica di tutti: un euro.

                                                                                                                      Anna Bella

 

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