“La Spider rossa. Storie di memorie spezzate” di Maria Grazia Patanè (La Ruota editrice).
“Il passato rende visibile il presente e, anche se sembra che non evochi nessuna azione, nostalgia o rimorso, passa attraverso la coscienza e vi si installa”. A Vittorio, Santippe non può chiedere più nulla: è un uomo che, a causa di una grave patologia, ha smarrito il contatto con la realtà. Santippe, la moglie, se ne prende cura intraprendendo una strada sdrucciolevole e dolorosa.
Negli atti della vita quotidiana si incontrano o confliggono le situazioni che, nel lungo percorso di vita assieme, si sono assestate su ruoli e abitudini. Le novità nella vita della coppia ridisegnano nuove emozioni, riflessioni e orizzonti.
Chicco, Andrea, Aurora, i figli, il cane Achille, la gatta Camilla, gli amici Nina e Alfredo e le persone che non ci sono più fanno parte del presente e del passato. Del dolore e della gioia, di ciò che traghetta Vittorio e Santippe verso una nuova esistenza. Per lui, una dimensione ai più indecifrabile, per lei una consapevolezza e leggerezza che non ha creduto di possedere.
Cosa significa una Spider rossa per la coppia
Una Spider rossa offrirà loro libertà e protezione. Per Vittorio le auto hanno rappresentato “il prolungamento della sua raggiunta maturità”, per Santippe le auto hanno rappresentato “una piccola casa” da cui osservare l’esterno. Adesso Santippe alla guida di una fiammante rossa Spider si sente felice, impaziente come da giovane di ”abbandonarsi all’ignota meta”.
Vittorio, accanto a lei, è felice ”come un bambino e chiede continuamente con curiosità dove stanno andando”; percorrono però la stessa strada.
Il romanzo, che forse tale non si può definire, ha una complessità e una ricchezza di richiami che costringono il lettore a leggere dentro di sé. Immedesimarsi nei dolori dei protagonisti, porsi domande sul senso del nostro vivere terreno.
E’ un testo adulto in cui vengono mostrate le difficoltà di rapportarsi tra uomo e donna nel contesto di fine millennio (si accenna al femminismo, al femminicidio). Le fatiche e le incomprensioni dovute alla situazione creata dalla malattia di Vittorio.
Si devono riaggiustare i rapporti come in un giro di valzer: ”Uno, due e…..e….e….tre. Vittorio tenta di eseguire dei gesti che non sa più fare, si rifugia nell’infanzia quando con la mano nella mano della madre volteggiava nell’aria.
Anche Santippe ritorna all’infanzia, quella di Chicco (il figlio morto in un incidente). Quando lei lo prendeva in braccio e volteggiavano sul ritmo della filastrocca ”Uno due tre, casca il mondo, casca il re”.

Ciascuno elebora il dolore a modo proprio
Il dolore, ”un fatto privato”, ognuno lo elabora a modo proprio. Andrea, il fratello minore di Chicco, mentre i genitori reagiscono alla perdita buttandosi sul lavoro, reagisce alla morte smettendo di studiare. Pescando e passeggiando vicino al mare, girovagando di notte.
Il testo è denso non solo di fatti e sentimenti ma di emozioni, desideri, nostalgie; ogni lettore può trovarci un pezzetto del proprio mondo.
Strutturando il testo in capitoli introdotti da titoli e citazioni letterarie, l’ Autrice in una prosa lucida, precisa, scorrevole, mostra di possedere una notevole padronanza del mezzo espressivo e uno stile originale che non si confà ad un genere letterario specifico.
Maria Grazia Pennisi
