Libri / “Madri per sempre”, modi diversi di essere madri

“Madri per sempre”, con sottotitolo, “Donne raccontano maternità possibili”, è uno degli scritti pubblicati da Federica Storace. L’autrice è persona appassionata alla formazione e alla cura delle persone, insegnante di lettere, sposata e madre di due figli.

Questo libro attrae alla lettura già dal suo titolo e che provoca delle domande. “Può una maternità non essere per sempre?”. “Che significa <Maternità Possibili>”? Mater semper certa est! Sulla madre non ci sono dubbi. Il figlio è il frutto delle proprie viscere. Il figlio appartiene alla carne della donna, che lo genera. L’essere generativi, infatti, definisce la femminilità.
Può una donna non essere madre? Ci possono essere modalità diverse di generare? Generare non è soltanto mettere al mondo una vita, la vita generata se non è curata, se non c’è chi se ne faccia carico, degenera, sfiorisce, perde la sua identità, la sua essenza, appassisce e muore.libro Madri per sempre

L’essere femminile, l’essere donna presuppone la capacità di accogliere, di custodire, di prendersi cura, di fare spazio nel tempio della vita. Non solo, il ventre, il seno, ma anche il cuore, accolgono e nutrono … e sono poi capaci di offrire altro, dopo aver generato. Occorrono tempo, energie, rinunce, sacrifici, per allevare un figlio, fino al completo e totale dono di sé, perché l’altro viva in pienezza, la sua identità di uomo/donna, il suo specifico ed unico essere se stesso.

Si muore quando la vita dell’altro si ritiene abbia più valore della propria, si muore quando bisogna scegliere che l’uno muoia perché l’altro viva. Ce ne offrono testimonianza le tante donne che scelgono di morire pur di dare alla luce il figlio, e danno vita al figlio rinunciando alla propria. Resta sempre al primo posto, sublime, l’offerta di Cristo sulla Croce. “Per noi uomini e per la nostra salvezza, fu crocifisso sotto Ponzio Pilato … “, recitiamo da credenti nella Celebrazione Eucaristica.

In effetti, addentrarsi nella lettura è una continua scoperta di pagine che sorprendono e che pongono interrogativi al lettore.
Il libro si compone di tre parti: Donne madri, segue, Madre e figlia, e poi, quattro  interviste a quattro Suore cattoliche ma di diversi ordini religiosi.

Nella prima parte si parla di donne di tutti i tempi e con diverse storie di maternità. Ci sono alcune donne delle pagine bibliche, madri speciali per le circostanze (età avanzata, come per Anna, o Elisabetta). Ci sono quelle che nei secoli hanno sfidato la cultura del tempo, lottando fino ad affrontare la morte (come Antigone della Grecia di Sofocle, le Madri dei desparesidos di Plaza de Majio. Donne che hanno scelto una vita nella castità per farsi dono all’umanità, per un ideale di vita dentro una comunità religiosa (Caterina da Siena, Edith Stein).
Il tutto è vissuto con il Magnifcat, che ha accompagnato la maternità per eccellenza, quella di Maria, la madre di Gesù.

La seconda parte è la narrazione di un incontro tra due donne speciali che, attraverso la loro esperienza di amicizia, diventano madre e figlia in reciprocità, l’una per l’altra.
E’ la relazione tra due vite, l’una giovane madre di figli generati dalle sue viscere, e una Suora, anziana. Non esitano a dirsi l’un l’altra “Mamma” e sentirsi rispondere “figlia mia!”.
Un’esperienza vissuta personalmente, carica di emozioni, ma anche attraversata da imprevisti, da ostacoli, che l’autrice non esita a definire “transenne”. Anche qui la lettura provoca interrogativi e invita il lettore a silenzi di introspezione.

La terza parte è formata da interviste. L’autrice interroga quattro Suore, a cui pone delle domande sulla maternità. Ciascuna, rispondendo alle domande, racconta la propria storia, la vocazione vissuta nella castità e in obbedienza ad una regola con la rinuncia consapevole a quella maternità biologica, per la quale ogni donna è formata. Il racconto di ciascuna, pur nella loro unicità e diversità dei vissuti, rivela la piena realizzazione di sé, dice la bellezza e la ricchezza delle propria vita. Ognuna ha sperimentato una maternità spirituale, per nulla inferiore alla maternità biologica, testimoniando capacità generativa, pur senza aver generato figli.

Alla fine molte domande si rincorrono. E’ possibile un’altra maternità che dia la stessa gioia di quella biologica?
Un cuore che accoglie e si prende cura e un cuore che si lascia accogliere ed accudire, è inferiore a all’amore di una madre naturale? Non è un surrogato di maternità?
Può una vita essere piena di bellezza, di amore, realizzata in pienezza se non è generativa?   Potrebbe essere generativo tutto ciò che fa sentire l’altro prezioso e unico e per il quale si diventa capaci di impegnare tutta la vita? Buona lettura.

Federica Storace – MADRI PER SEMPRE – Donne raccontano maternità possibili
pagg. 180, Ed Erga, €. 11,90

 

Teresa Scaravilli

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