Libri / Presentata a Catania l’opera del poeta e narratore Alessio Patti. Il Vangelo di Matteo in lingua siciliana

La traslazione in lingua siciliana del Vangelo secondo Matteo (dalla traduzione a cura della CEI) che ha condotto a termine e pubblicato il poeta e narratore catanese Alessio Patti (Vangelu secunnu Matteu, Algra Editore, 2016) ai nostri giorni appare ad alcuni come un’esercitazione meramente letteraria e inusuale. Bisogna, invece, tener conto di due condizioni che si richiedono a chi si appresta a mettere in atto questa operazione, cor Alessio Patti Vangelu secunnu Matteu (471 x 679)certamente non facile: il grande amore per lo straordinario patrimonio linguistico siciliano, che si vuole difendere dalle insidie dell’omologazione, e una sensibilità religiosa autentica, ovvero vissuta da persona libera nella propria interiorità. Alessio Patti possiede queste due caratteristiche e nelle sue opere letterarie (dalle liriche ai racconti e alla drammaturgia) inoltre pone sempre al centro l’uomo con i suoi vissuti, le sue aspettative, le ansie, le gioie assieme all’anelito al riconoscimento e all’amore reciproco.
Matteo, che parte dalla genealogia davidica per poi raccontare la vita di Gesù dall’infanzia alla sua missione salvifica in tutti i suoi sviluppi fino alla Passione, Morte e Risurrezione, è considerato come l’evangelista che presenta Gesù come

Alessio Patti
Alessio Patti

Colui che porta a compimento le storia e le speranze di Israele. Il famoso “Discorso della Montagna” (5, 1-7, 29) ha avuto un’importanza centrale per tanti uomini e donne nell’evoluzione valoriale della vita alla ricerca della Verità, che divinamente e umanamente propone la via della carità e della vera pace.
Il testo in lingua siciliana che è stato  letto e commentato nella chiesa di Catania “SS. Crocifisso della Buona Morte” di piazza Falcone, fluisce senza intoppi dimostrando, qualora ce ne fosse bisogno, come il nostro idioma siciliano sia adatto a narrare e a veicolare concetti e parabole in modo calzante e pertinente. La lingua utilizzata da Patti tende con evidenza a dare una dimensione comunicativa al linguaggio che supera i particolarismi per approdare ad una lineare purezza letteraria che assicura la “godibilità” della scrittura e della lettura.
Ripercorrere con animo sincero e disponibile la vita di Gesù, tramite Matteo, nella nostra lingua siciliana, procura certamente benefici spirituali ed aiuta a recuperare la nostra identità di abitanti di quest’Isola, senza provincialismi, anzi con apertura verso i valori universali.

                                                                                                         Giovanni Vecchio

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