Libri / Presentato al Senato “Messina città perduta” dello storico d’arte siciliano Nicolò Fiorenza

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presentazione Messina città perduta di Fiorenza

Un doppio appuntamento romano ha chiuso il ciclo di incontri organizzati nel corso dell’anno per presentare il pregevole volume ‘Messina città perduta’, scritto da Nicolò Fiorenza, storico dell’arte e ispettore regionale dei Beni culturali catanese.
La prestigiosa Sala Nassirya del Senato della Repubblica -illustra una nota stampa – ha ospitato il primo dei due eventi. L’incontro, organizzato con il patrocinio del Senato della Repubblica, del Ministero della Cultura, dell’assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana della Regione Siciliana e dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha visto la partecipazione di un qualificato parterre di ospiti.

Presenti l’on. Anthony Barbagallo, deputato della Repubblica, il dott. Andrea De Pasquale, direttore della Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura, l’arch. Mirella Vinci, soprintendente dei Beni Culturali di Messina, il prof. Gianfranco Pappalardo, docente del Conservatorio di Stato di Palermo, e l’autore Nicolò Fiorenza. A moderare l’incontro culturale la giornalista Milena Romeo.

Ricostruzione storica dei monumenti di Messina distrutta dal terremoto


Il volume è un’attenta analisi e ricostruzione storica dell’ingente patrimonio artistico monumentale della città di Messina, irrimediabilmente perduto a causa del catastrofico sisma del 1908.
In apertura i saluti istituzionali dell’on. Anthony Barbagallo, che ha ringraziato l’autore per il pregevole lavoro svolto. Poi il direttore Andrea De Pasquale ha sottolineato l’importanza dei lavori di ricerca compiuti in campo culturale. Ha tracciato anche un report delle attività promosse dal Ministero della Cultura.

Il volume, nei mesi scorsi, è stato al centro di diverse presentazioni in Italia e all’estero.
A Messina, in anteprima, alla Camera dei Deputati, all’Università La Sorbonne di Parigi, al Consolato generale d’Italia a Nizza, e a Chișinău in Moldavia. Il prof. Gianfranco Pappalardo ha illustrato il lavoro compiuto dall’associazione culturale ‘A. Scarlatti’, grazie al prezioso e fondamentale supporto del Ministero della Cultura, nell’ambito della ricerca scientifico-culturale e dell’attività operistica.

Recupero dell’identità culturale e della memoria

 

Si è poi entrati nel merito dei contenuti del volume. L’architetto Vinci, che ha curato la prefazione del libro, ha evidenziato l’importanza dell’opera, che ricostruisce gli ingenti danni causati dagli eventi calamitosi del 1908. Ma che, soprattutto, fa riflettere sugli interventi da attuare in queste situazioni, in primis il recupero dell’identità culturale e della memoria.

L’autore, infine, ha illustrato il volume e ha tracciato un consuntivo degli interventi compiuti sul territorio regionale in qualità di ispettore dei Beni culturali.
“La presentazione al Senato del volume ‘Messina Città Perduta’ si inquadra in tutte quelle attività che da anni mi impegno a promuovere sul territorio nazionale e internazionale – dichiara Nicolò Fiorenza. Sono partito da Messina perché quello che è accaduto nel 1908 ha avuto un rilievo tale da contribuire alla nascita del Ministero dei Beni Culturali, istituito nel 1974 dal governo Moro. Ancor prima avevamo assistito alla nascita delle sovrintendenze. La sensibilità verso il recupero del patrimonio nasce proprio dall’ingente domanda di attenzione per il patrimonio culturale e architettonico di Messina a causa del terribile terremoto che ha distrutto l’80% dei monumenti, partendo dalla Cattedrale. Il mio obiettivo era proprio descrivere l’inizio del recupero e del restauro del patrimonio monumentale della Sicilia”.Nicolò Fiorenza

Dopo il sisma del 1908 inizia il recupero dei beni monumentali


E prosegue: “Tutto inizia proprio dopo il sisma del 1908. Da lì prende il via un percorso lungimirante per il recupero di questi beni, che non avevano nulla da invidiare alle altre città d’Italia. Il testo ripercorre proprio questa fase e racconta i monumenti che non esistono più oggi, proprio per questo ‘Messina Città Perduta’, a testimonianza dell’impegno che la comunità e i Savoia avevano profuso per il recupero della città.

Ringrazio per l’ospitalità il senatore Alberto Lo Sacco, che ha gentilmente accolto l’iniziativa insieme all’on. Anthony Barbagallo. Ringrazio la soprintendente di Messina, l’architetto Mirella Vinci, il direttore generale degli Istituti culturali, il dottor Andrea De Pasquale, perché grazie ai progetti finanziati dal Ministero della Cultura si può fare ricerca. Ringrazio il professore Pappalardo, in rappresentanza dell’istituto Scarlatti, per il fondamentale supporto. E ringrazio la dott.ssa Milena Romeo, il Comune di Messina e la Città Metropolitana di Messina, che hanno accolto questo lavoro fatto peraltro da un cittadino non messinese”.

“Messina – ha concluso Fiorenza – ha dimostrato di riuscire a fare la differenza attraverso una sciagura per portare a degli importanti cambiamenti di rilievo nazionale”. La seconda presentazione si è svolta nella suggestiva chiesa di Santa Maria Odigitria dei Siciliani.  

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