Libri / Presentato “Distillerie e liquorifici a Santa Venerina” di Giovanni Vecchio

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Presentazione libro Distillerie e liquorifici

Nel ristorante Etna in bocca di Santa Venerina, in occasione della XVIII edizione di Eno Etna, manifestazione dedicata all’uva ed al vino, è stato presentato il libro del prof. Giovanni Vecchio “Distillerie e liquorifici a Santa Venerina”, edito da La Voce dell’Jonio.

L’evento è stato introdotto dal nostro direttore, Giuseppe Vecchio, che ha sottolineato come “La Voce dell’Jonio” facendosi carico della pubblicazione del libro, non ha fatto che seguire la propria vocazione che la porta a “curare” il territorio.Copertina Distillerie e liquorifici a Santa Venerina

La docente, giornalista ed editor, prof.ssa Rita Messina, descrive il testo come racconto non solo del contesto storico locale, ma anche di quello nazionale ed internazionale.
Vi sono delle descrizioni minuziose dei vari attrezzi utilizzati un tempo, come l’alambicco. Il libro è ricco di fonti letterarie di quanto scritto in precedenza e di fotografie sia a colori che in bianco e nero che ritraggono il lavoro di uomini e donne del passato. Vengono descritti i processi di distillazione in modo accurato”.

Poi prende la parola l’autore che si è già occupato di Santa Venerina con tante pubblicazioni. Il professore Vecchio, in questo testo, scende nei dettagli dell’economia, della società e della cultura del luogo. Ha scelto tale tematica per l’importanza economica e non solo nell’ambito del territorio. La presenza di queste attività ha giocato un ruolo notevole per la nascita del Comune sorto dall’unione di alcuni territori di Acireale, Giarre e Zafferana Etnea.

La nascita delle prime aziende

L’autore fa una panoramica che va dal XVII secolo, quando inizia qui la pratica della viticoltura, alla base della vinificazione, fino ai giorni nostri. Accenna alla distillazione clandestina che avveniva nel secolo ‘800. Allora nessuno riteneva che questa fosse un reato.

Di Maria, Raciti, Vecchio, messina, l'autore Vecchio
Da sx: l’assessore Rosario Di Maria, il sindaco Santo Raciti, il direttore de La Voce dell’Jonio Giuseppe Vecchio, l’editor Rita Messina e l’autore prof. Giovanni Vecchio

Solo dopo, dal 1865, vengono avviate delle aziende vere e proprie. La prima è quella di Gaetano Giuffrida che diventerà di Sebastiano Giuffrida e figli, poi subentrerà il cavaliere Rosario Giuffrida, fino ai giorni nostri.

Nel libro sono ricostruite le vicende di queste distillerie e dei protagonisti, che si sono scommessi nell’incertezza della sorte, nonostante l’abbondanza del vino e dei suoi sottoprodotti.
Altre distillerie nacquero nel 1870, 1871, 1875 ed altre via via.

Ci fu un momento, negli anni ’50, in cui il costo dei distillati in tutta Italia si faceva a Santa Venerina e nel 1955 Pietro Giuffrida divenne presidente dei distillatori italiani.

Rosario Giuffrida, nel primo dopoguerra, quando ci furono le prime elezioni comunali, divenne primo sindaco di Santa Venerina. Il secondo fu il cugino Pietro. Quest’ultimo fu uno dei promotori della nascita del Comune.

Distillerie e liquorifici a Santa Venerina / Salvatore Fichera inventò
Il fuoco dell’Etna

Alle distillerie più grandi si deve aggiungere quella del commendatore Alfio Fichera che ha dato un impulso notevole. Anch’esso fu un importante fornitore a livello nazionale. I suoi eredi portano ancora avanti questo nome. Nel 1965 Salvatore Fichera invento “il fuoco dell’Etna” il loro prodotto di punta.Ristorante Etna in bocca, presentazione libro

Nel libro si descrive anche la distilleria Caffo, al cui titolare Pippo è stata conferita, in occasione di questa edizione di Eno Etna, la cittadinanza onoraria.
Salvatore Caffo ne fu il fondatore nei primi decenni del ‘900. Sviluppò una produzione molto ampia per altre ditte del nord.
In seguito a vicissitudini familiari descritte nel testo i Caffo, negli anni ’60 acquisirono una distilleria a Limbadi, in Calabria. Concentrarono lì la loro attività con dei prodotti molto importanti legati a questa terra. Quello di punta è l’Amaro del Capo. Le loro distillerie hanno distribuzione non solo in Italia ma nel mondo.

Russo Siciliano, unica distilleria nella provincia di Catania

L’unica che rimane oggi in tutta la provincia di Catania è Russo Siciliano, che prima si chiamava Fratelli Russo. Furono loro a portarla avanti. Si è affermata a livello nazionale diversificando i prodotti. Negli ultimi anni, grazie agli eredi come, Alessandro Russo e la moglie Anna Maugeri, sono riusciti a superare anche la difficoltà della pandemia, quando calò il consumo dei prodotti.
La dott.ssa Anna Maugeri intuì allora che tutti i materiali potevano essere utilizzati nell’ambito dell’igiene, cosa importante nel periodo del covid. Poi l’azienda ha continuato anche in altri settori, come i prodotti di bellezza e per gli animali.

Il sindaco Santo Raciti porta il ringraziamento dell’amministrazione al prof. Giovanni Vecchio che fa dono di quest’opera storica al Comune. Il primo cittadino spiega che la manifestazione vuole consolidare il forte legame con il vino e la distillazione. Un legame che si può vedere ancora nei terrazzamenti realizzati per la coltivazione della vite e le vecchie ciminiere. Oggi molte sono malandate, altre meglio conservate e disegnano il volto del nostro paese.

Interviene infine l’assessore alla Cultura, Rosario Di Maria che accenna all’importanza delle attuali distillerie, che danno lavoro a diverse famiglie. E sottolinea inoltre come quest’anno si sia voluto dare più risalto proprio al tema della distillazione.

                                                                                            Adele Maugeri