Marina di Noto / Spiaggia dorata e acque cristalline

Caratterizzata da un litorale basso e sabbioso, Marina di Noto (o Noto Marina), affacciata sullo Jonio, offre una spiaggia dalla sabbia fine e dorata e dalle acque cristalline. Si rivela la meta estiva ideale per le famiglie con figli piccoli, che cercano un posto tranquillo dove trascorrere le proprie vacanze estive. A metà strada tra Siracusa e Capo Passero, dista solo 8 km dalla città di Noto, patria del barocco, e le sue coste si estendono per circa 1300 metri. La località conta in inverno circa 200 abitanti, ma si ripopola in estate anche grazie all’arrivo dei turisti. Quasi tutti gli ingressi alla spiaggia sono privati e a pagamento, tuttavia ci sono anche tratti di spiaggia libera.

Le spiagge di Noto

Tra le prime che si incontrano venendo da Noto, vi è la spiaggia sabbiosa dello Scoglio bianco. A seguire la spiaggia principale del Lido di Noto, che costeggia il Lungomare Jonio sul quale si concentrano gli stabilimenti balneari. Numerosi i lidi dove poter affittare sdraio e ombrellone per l’intera giornata, a tariffe che soddisfano le esigenze di tutti. Ancora la ristorazione, che offre alternative allettanti e i locali per ragazzi che dispensano musica e intrattenimento, ad allietare anche le passeggiate degli adulti sul lungomare. Qui hanno luogo la maggioranza degli eventi serali, programmati nel calendario estivo, per offrire intrattenimento ai turisti. Spostandoci di poco più di 5 chilometri, una spiaggia un più appartata e incontaminata è Marianelli. Tra limoneti, mandorleti e dune di sabbia, la meta prediletta dai nudisti.

Spiaggia Colonna Pizzuta

Continuando invece il percorso dal lungomare, la spiaggia successiva è la Spiaggia Colonna Pizzuta che deve il suo nome a un antico monumento che si erge a circa 1,5 km da Noto Marina. Si tratta di un antico pilastro dalla storia dibattuta. Numerose sono, infatti, le ipotesi riguardanti le origini e la funzione della colonna. A seguito dell’interesse di molti studiosi e di approfondite ricerche, gli indizi riconducono ad una funzione funebre. Scavi hanno infatti riportato alla luce una costruzione rettangolare alla base, con una scalinata che conduce ad una stanza. Qui sono stati ritrovati tre “letti” in pietra su cui giacevano due salme, una delle quali teneva in mano una moneta. Tuttavia, l’esatta collocazione storica della costruzione e l’identità dei due cadaveri rimangono ancora imprecisate.

Eloro

Ancora più avanti ritroviamo la spiaggia di Eloro, appartenente al territorio della Riserva Naturale di Vendicari. L’ingresso è preceduto da un parcheggio attrezzato, con tariffe giornaliere di 2,50 € per le auto, 1,50 € per le moto e 5,00 € per i camper. Ma la spiaggia non è l’unica attrazione che la località ha da offrire: ci ritroviamo, infatti, in un sito archeologico carico di storia. L’antica città di Eloro (Heloros), costituì probabilmente la prima colonia di Siracusa, risalente alla fine dell’VIII – inizi del VII secolo a.C. La città si ergeva sulle sponde della foce del fiume Tellaro, a controllo della fertile costa meridionale. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce alcuni resti di edifici e costruzioni.

Noto Marina Eloro

Tra le scoperte la cinta muraria, rafforzata da torri quadrangolari, costruita nel VI secolo a.C. Poi un piccolo tempio con relativo altare, dedicato probabilmente ad Asklepio. L’area del santuario a Demetra e Kore è, invece, costituita dal grande tempio, successivamente arricchito da un portico colonnato con due ali asimmetriche, chiamato stoà a paraskenia. In età bizantina il tempio, distrutto da un incendio, fu ricostruito sotto forma di basilica cristiana. Tra i ritrovamenti anche un teatro fuori le mura e le necropoli a nord e ad ovest della città. Tutto intorno, invece, si possono ammirare i resti delle latomie, cave di pietra dalle quali venivano estratti i materiali da costruzione per gli edifici.

Rifugio per le Tartarughe

Tra i vanti della località marittima, la nidificazione di alcune specie di tartarughe marine, che depongono le proprie uova ogni anno lungo le coste del Lido di Noto. Il WWF si impegna qui nell’individuare e preservare le varie specie, che rischiano l’estinzione a causa delle attività illecite dell’uomo. Lungo la spiaggia è possibile, infatti, individuare qua e là tracce e orme, che chiunque vi si imbatta è invitato a segnalare alle autorità competenti. Ciò che rende Noto Marina l’habitat ideale per questa specie, sono certamente le condizioni in cui la spiaggia è preservata.

Anche Legambiente ha riconosciuto un importante merito alle spiagge del Golfo di Noto, assegnandovi ben 4 vele (su 5) simbolo di qualità ambientale e non solo. Tra le categorie di valutazione, vengono tenute in considerazione: la pulizia delle spiagge, la purezza delle acque, lo stato di conservazione del territorio, l’accoglienza e la sostenibilità turistica della località. Ma anche la gestione sostenibile del comune in generale, la presenza di luoghi di interesse storico e le misure adottate al fine di ridurre l’utilizzo di plastica monouso nel territorio.

Mariachiara Caccamo

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