Memorial Alessandro Guglielmino / Lo sport si fa memoria e responsabilità per la vita

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Foto repertorio Memorial Gugliemino edizione2025

Non sempre il risultato più importante viene scritto sul tabellone. Si misura piuttosto nella capacità dello sport di lasciare un segno, trasformando il ricordo in consapevolezza e la memoria in un messaggio rivolto alla vita.

Con questo spirito, torna sabato 10 ottobre 2026, al PalaTomarchio di Viagrande, il Memorial Alessandro Guglielmino, promosso dalla realtà sportiva Warriors Viagrande, per ricordare Alessandro, giovane pallavolista strappato alla vita da un incidente stradale.
«Lo sport vive nelle persone che lasciano un segno» recita, significativamente, la locandina realizzata per promuove la manifestazione, giunta alla sua XI edizione. Ed è proprio quel segno a continuare nel tempo: il ricordo di un ragazzo che amava la pallavolo, aveva affetti, sogni e progetti diventa occasione per parlare a chi oggi scende in campo, a quanti seguiranno gli incontri dagli spalti e, idealmente, anche a chi resterà fuori da essi.

Già nella precedente edizione il fratello Antonio aveva ricordato Alessandro attraverso parole capaci di restituire la concretezza di una vita interrotta: «Ale amava la vita, la pallavolo, la sua fidanzata. Aveva sogni e progetti. Ma la mattina del 30 aprile 2009, un incidente lo ha portato via. E questo non deve più accadere».Locandina Memorial Guglielmino 2026

Due incontri, un’unica squadra per la vita

Il programma sportivo di quest’anno prevede due allenamenti congiunti tra le formazioni di Serie C maschile e femminile dei Warriors Viagrande. Alle 17.30 la formazione maschile incontrerà l’Asd Volley ‘96 Milazzo; alle 19.30 saranno invece le Pink Warriors Viagrande a confrontarsi con Ragusa Volley.  Due momenti sportivi accomunati da un messaggio che supera il risultato agonistico: «Insieme per lo sport e per la vita».

Organizzatori e ospiti del Memorial Gugliemino

L’organizzazione dell’evento è curata dal presidente della Universal U.S. Warriors Viagrande, Sergio Tomaselli. A seguire, le relazioni con il territorio e gli enti pubblici e privati sono affidate a Serena Lanza. Mentre il direttore tecnico e head coach Saro Trombetta si occupa dei rapporti con le altre società sportive.
Ospite della manifestazione sarà anche la Croce Rossa Italiana – Comitato di Viagrande, che proporrà una dimostrazione di primo soccorso. Una presenza che aggiunge un ulteriore significato alla giornata: lo sport può educare alla cura dell’altro e, dentro e fuori dal campo, conoscere gesti capaci di soccorrere può significare anche salvare una vita.

Memorial Guglielmino / Il messaggio dell’Aifvs: dalla memoria alla “rivoluzione morale”

Giuseppina Cassaniti presidente AIFVS
Giuseppina Cassaniti, presidente AIFVS

In questo contesto, si inserisce il messaggio dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. L’Aifvs, presieduta dalla prof.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, torna a partecipare al Memorial, portando una riflessione sulla sicurezza stradale e, soprattutto, sul valore della vita. Non un messaggio destinato soltanto agli automobilisti. Ma un pensiero rivolto innanzitutto alle ragazze e ai ragazzi, agli atleti, alle famiglie, agli spettatori presenti sugli spalti e, idealmente, all’intera comunità.

Il punto di partenza è quella “rivoluzione morale a servizio della vita” che la prof.ssa Cassaniti individua come necessaria, per modificare realmente i comportamenti. Una rivoluzione che non si esaurisce nell’osservanza formale della norma, ma nasce dentro la coscienza individuale: «comprendere che siamo esseri in relazione e che, proprio perché liberi, siamo responsabili delle conseguenze delle nostre scelte». Secondo la presidente dell’Aifvs, infatti, «attraverso tali scelte possiamo costruire oppure distruggere la civile convivenza e arrivare perfino a sottrarre agli altri il fondamentale diritto di vivere».

La libertà che incontra il limite dell’altro

Ed è proprio la libertà uno dei cardini di questa rivoluzione. Una libertà autentica non coincide, dunque, con il poter fare qualsiasi cosa, perché incontra sempre un limen, un confine: la libertà, la sicurezza e la vita dell’altro. Sulla strada questo principio acquista una concretezza drammatica. Accelerare oltre il limite, guidare distratti o alterati, ignorare una regola non sono comportamenti che riguardano esclusivamente chi li compie. Ogni scelta entra inevitabilmente nello spazio vitale degli altri. La norma assume allora un significato che va oltre il divieto: diventa tutela. Rispettarla significa riconoscere che la propria libertà non può trasformarsi nella negazione del diritto di un’altra persona a continuare a vivere.

Memorial Guglielmino / La rivoluzione morale diventa rivoluzione educativa

Partita di Volley maschile PalaTomarchio di Viagrande
Partita di Volley maschile PalaTomarchio di Viagrande

È forse proprio ai giovani che questo messaggio può parlare con maggiore forza. La prospettiva proposta dall’Aifvs è una lezione che si rivolge ai giovani e alla collettività. Ancor di più, è una riflessione che coinvolge l’intera sfera educativa. Famiglia, scuola e associazioni sportive assumono, in tal senso, un ruolo fondamentale nel trasmettere l’esempio di modelli di comportamento, fondati sul rispetto dell’altro e sul buonsenso.

Educare alla libertà significa anche insegnare a riconoscerne i limiti. La libertà non può essere interpretata come possibilità di agire senza regole, ma come esercizio consapevole delle proprie scelte. È un principio che acquista un significato ancora più concreto nella quotidianità, quando si percorre la strada o ci si mette alla guida. In realtà, la presidente Cassaniti invita a sostenere una «domanda di cambiamento»   interrogandosi «sui modelli di vita e di divertimento proposti ai giovani, soprattutto quando lo svago viene associato allo sballo».

Lo sport come scuola di responsabilità

Lo sport offre, in questo senso, una straordinaria metafora civile. In campo, la libertà dell’atleta vive dentro regole condivise. L’avversario non è qualcuno da annientare, ma colui senza il quale la partita stessa non potrebbe esistere. Competere significa riconoscere l’altro, rispettarne lo spazio, accettare il limite e assumersi la responsabilità delle proprie azioni. A questo punto, la domanda sorge spontanea: perché, allora, gli stessi principi non dovrebbero valere anche sulla strada?

Memorial Guglielmino / Il segno lasciato da Alessandro

Memorial Gugliemino 2025
Un momento della scorsa edizione

Il Memorial acquista così un significato che va oltre la commemorazione. Ricordare Alessandro significa permettere alla sua storia di continuare a parlare ai vivi. Il dolore per una vita interrotta non può essere cancellato, ma può generare consapevolezza.
È proprio questo il principio che aveva accompagnato la partecipazione dell’Aifvs all’edizione precedente: «fare in modo che l’esperienza della perdita non rimanga improduttiva, ma diventi impegno affinché altre vite possano essere protette».

Il prossimo 10 ottobre, il campo del PalaTomarchio tornerà ad animarsi. Ci saranno palloni, reti, allenamenti congiunti, atleti e pubblico. Ma idealmente scenderà in campo anche un’altra squadra, senza distinzione di maglia: quella formata da chi sceglie di stare dalla parte della vita.

Una rivoluzione morale può cominciare anche da un gesto apparentemente piccolo: rallentare, non distrarsi, rinunciare allo sballo prima di mettersi alla guida, rispettare una regola, non per paura della sanzione, ma per il semplice rispetto dell’altro.

Questo è, invero, il segno più fecondo che la memoria di Alessandro può continuare a lasciare: «ricordare che la libertà di percorrere la strada trova il suo limite quando incontra il percorso altrui. Ciascuno è chiamato, pertanto, a guidare senza atteggiamenti di prevaricazione, nel rispetto dello spazio dell’altro».

Così da promuovere una guida che rechi l’impronta della responsabilità e della piena consapevolezza.
Il Memorial Alessandro Guglielmino, al di là di ogni risultato, accompagna ciascuno di noi sino al bordo del campo, lasciandoci un auspicio: nel gioco delle parti, dentro e fuori dal campo, vinca sempre la Vita.

Luisa Trovato