Misericordia Acireale / Incontro con la psicologa Angelita Volpe

La Fraternita Misericordia di Acireale ha promosso un incontro culturale con i membri dell’associazione. Il sodalizio, fondato dal dott. Rosario Sorbello,  presente alla serata, è presieduto dal dott. Sebastiano Leonardi, vice presidente Orazio Maltese.

Relatrice dell’incontro la dott. Angelita Volpe, psicologa. Dopo dieci anni di lavoro in strutture per anziani, ha scelto l’impegno nel privato, sopratutto nel territorio di Acireale e Catania.
Ma anche nella provincia di Enna, nel distretto di Piazza Armerina e di Caltagirone, operando principalmente nelle comunità. Si è dedicata al centro ascolto e allo studio di stati d’animo particolari, specie  di angoscia.

La dottoressa con molta professionalità ha strutturato la serata, in due tempi. Dapprima ha curato la conversazione personale, molto approfondita, sui valori della psicologia applicata al vivere quotidiano.
Nel secondo tempo, ha aperto un dialogo con vari partecipanti su questioni di carattere particolare, con costruttivo scambio di esperienze. incontro Misericordia
Secondo lei, il centro ascolto non può essere isolato: specie nei nostri territori non è facile creare un ambiente favorevole. Attuale il richiamo al tempo presente, col covid 19 che ancora condiziona tutti. Sopratutto quelle persone che hanno scelto per paura  di non uscire di casa e vivono in condizione di estremo disagio.

Il valore dell’empatia

Angelita Volpe, rimarcando la differenza tra teoria e pratica, ha sottolineato la sofferenza che si prova nell’ascolto. E quanto sia rilevante il valore dell’empatia, pur senza immedesimarsi troppo nelle situazioni degli altri, ma con obiettività, osservando la giusta distanza.
E creando un rapporto simmetrico che offra il giusto aiuto.
Se non si riesce a stabilire con un paziente un filo di comunicazione è doveroso cederlo ad altri colleghi.

Chi si rivolge allo psicologo ha bisogno d’aiuto, così la dottoressa ha potuto sperimentare nel suo lavoro costante di ascolto, l’altrui sofferenza. Imparando anche a capire cosa prova colui che racconta la sua vita interiore, con particolari significativi.
La  psicologa osserva che nel racconto spesso c’è pesantezza, cosa che induce il terapeuta ad esercitare la pazienza dando spazio alle parole dell’altro, con attenzione al suo modo di porsi e creandogli un ambiente rassicurante. Qui la scelta delle parole diventa necessaria.                                                                                                                                             In conclusione, è pregevole saper ascoltare, avere sensibilità e pazienza, coltivare la speranza, incontrarsi con altri.

                                                               Anna Bella

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