Mostra / “Viaggio nei colori della natura”, la prima personale di Emanuela Rizzo

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Pesci colorati nella mostra di Emanuela Rizzo

Tra colori mediterranei, paesaggi interiori e una pittura che nasce dall’emozione prima ancora che dalla tecnica, Emanuela Rizzo inaugura la sua prima mostra personale dal titolo “Viaggio nei colori della natura”. Un percorso artisticamente intenso e umano che racconta dodici anni di ricerca, crescita e libertà espressiva.

L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Kdiem con il patrocinio del Comune di Acireale, è stato ospitato nella prestigiosa cornice del Collegio Santonoceto, in Corso Umberto 188 ad Acireale.

L’esposizione si sviluppa come un vero itinerario autobiografico, suddiviso in quattro sezioni che accompagnano il visitatore dentro l’universo creativo dell’artista siciliana. E all’interno di uno spazio espositivo suggestivo sotto ampie volte a crociera.
Dai paesaggi di quiete alle tele astratte, passando per i celebri cactus e i pesci colorati che caratterizzano gran parte della sua produzione, ogni opera diventa frammento di vita e riflesso di emozioni profonde.Emanuela Rizzo

“Attraverso il colore descrivo la mia Sicilia, la mia terra e soprattutto me stessa”, racconta la pittrice durante l’intervista realizzata in occasione della mostra. Ed è proprio il colore il protagonista assoluto della sua poetica: acceso, mediterraneo, istintivo, capace di trasformare anche il dolore in energia vitale.

Mostra di Emanuela Rizzo / La sezione dei paesaggi e l’infinito astratto

Il percorso si apre con la sezione dedicata ai paesaggi di quiete, dove spiccano marine crepuscolari con barche adagiate sulla riva e viali autunnali dai toni caldi, racchiusi in eleganti cornici bianche.
Subito dopo, il visitatore viene proiettato nella sezione dell’astratto, una serie di quattro tele in cui il colore esplode dinamicamente dal centro verso i bordi con sfumature che vanno dal verde foresta ai toni cupi del terra bruciata e del grigio antracite, rappresentando i veri e propri “movimenti dell’anima” dell’artista.

L’universo marino e la danza dei pesciPesci

Grande rilevanza viene data alla sezione dei pesci colorati, disposta su suggestivi pannelli blu notte. Qui le opere giocano sulla ripetizione e sulla texture materica del colore. Spiccano due tele emblematiche: a sinistra, una composizione verticale di pesci dai volti quasi umani e dagli sguardi espressivi, intitolata “Armonie sommerse” (2025), realizzata in acrilico su tela con tecnica mista, che evoca “un mare in movimento, tracce di vita e correnti di colore”.
A destra, una fitta texture di pesci guizzanti nei toni del rosso e del turchese, intitolata “Filippo ed i suoi amici “, che restituisce la vivacità dei fondali siciliani. La mostra prosegue con altre variazioni sul tema, come i banchi di pesci che nuotano in sinergia su sfondi giallo-verdi o nell’oscurità del blu profondo.

Il simbolismo dei cactus: “Fiorire è resistere”

Particolarmente significativa la sezione dedicata ai cactus, simbolo che l’artista sente vicino alla propria esperienza personale. “La vita è piena di spine – spiega – ma anche le piante più spinose fanno nascere fiori meravigliosi”.cactus

Tra le opere esposte in questa sezione spicca “Cactus in fiore” un acrilico su tela (40×40 cm) eseguito con tecnica a pennello. L’opera mostra pale di fico d’india dalle forti sfumature verdi, rosse e dorate, sormontate da tre grandi fiori fucsia che sfidano lo sfondo materico e picchiettato di grigio. Sul cartellino dell’opera si legge una vera e propria dichiarazione di resilienza: “Tra spine e luce, fiorire è resistere”.

La varietà di questa produzione spazia da imponenti cactus fioriti su sfondi giallo oro a composizioni notturne dove i cactus brillano di luce propria su sfondi neri, fino a sperimentazioni cromatiche pop con pale azzurre, viola e dettagli in foglia d’oro. Affiancate da una suggestiva mongolfiera multicolore che si libra nel cielo.

Mostra di Emanuela Rizzo / La rinascita e il manifesto di “Mediterranea”

Autodidatta, Emanuela Rizzo racconta di aver riscoperto la pittura in età adulta, dopo anni di lavoro lontano dall’arte. “A quarant’anni ho deciso di smettere di considerarla un gioco e iniziare a dipingere seriamente”, afferma. Determinante fu l’incontro con un corso di pittura e con una tela bianca davanti alla quale, quasi senza regole, iniziò a sperimentare con spatole e colori. Da quel momento nacque un percorso che l’ha portata prima alle collettive e oggi alla sua prima personale.

Tra le opere più intense spicca “Mediterranea” (2026), l’ultimo quadro realizzato appositamente per l’esposizione e perno centrale della mostra. L’opera, un acrilico su tela di grandi dimensioni  (70×90 cm), si presenta racchiusa in una sontuosa cornice dorata. Su uno sfondo nero profondo emerge, definita da eleganti linee d’oro, una figura femminile con gli occhi chiusi in un’espressione di fiera serenità. I suoi capelli diventano un groviglio di pale di fico d’india, arricchite da vibranti fiori arancioni, fucsia e rosa.

Ad accompagnare la tela, una poesia scritta dalla stessa artista che funge da manifesto identitario: “Figlia della terra antica, porto sulla pelle il sale del mare e le spine del sole”.

Un’opera che chiude simbolicamente il percorso espositivo ma che, come sottolinea la stessa Rizzo, rappresenta anche un nuovo inizio: “Sembra che questo viaggio finisca qui. In realtà da qui partirà un nuovo viaggio, sempre fatto di emozioni e colore”.

Questo viaggio straordinario ha preso il largo inaugurato tra l’entusiasmo dei presenti nella splendida cornice del Collegio Santonoceto. Ma per chiunque voglia lasciarsi catturare dalla forza del colore e della rinascita, il cammino è ancora aperto. La mostra rimarrà visitabile ad ingresso libero fino a domenica 31 maggio, dalle 17:30 alle 20:30.
Un’occasione preziosa per fermarsi, osservare e farsi traghettare, anche solo per un istante, nel cuore vibrante della natura.

Rosalia Ingallina