Mostre / Acireale, la pittura simbolista di Sebastiano Nicotra, eclettico autodidatta

L’artista è un essere originale che vive in un mondo tutto suo, con i riflessi del suo ingegno, attingendo talvolta anche a varie discipline culturali. E’ il caso del singolare pittore acese Sebastiano Nicotra, autodidatta, restauratore di chiese: ha lavorato in Acireale e nei centri urbani di Aci Bonaccorsi,  Randazzo, San Giovanni Montebello, Aci Sant’Antonio, Ramacca.
La mostra di pittura simbolista, aperta nell’Associazione San Domenico, di cui è presidente il prof. Ignazio Cannavò, presso i locali della chiesa di San Rocco, in Corso Umberto, fino al prossimo 26 agosto, è molto suggestiva, con stupendi quadri di grafica. L’intervista rilasciataci dà spazio ad un’interpretazione della sua arte.
In Acireale, quali lavori di restauro ha realizzato?     
Nella chiesa di San Domenico e in quella di Santa Maria dell’Indirizzo; poi in case antiche, con “tetti”, ovvero soffitti, stuccati o affrescati. Il lavoro di restauro mi ha permesso di mantenere la mia famiglia, mentre l’arte pittorica non mi ha aiutato in questo.”
Ha partecipato a concorsi, con quali risultati? 
Ho partecipato in Italia a vari concorsi, ricevendo vari premi. In particolare a Napoli, all’Accademia “Neapolis”, ho avuto il primo premio di pittura grafica con una medaglia d’oro. Questo stesso quadro l’ho presentato ad un concorso di Nizza, in Francia, riscuotendo il quarto premio. Ho tante recensioni di professori d’arte, nazionali; mi è piaciuta molto quella del poeta catanese Pietro Testaverde.
Questo quadro premiato cosa rappresenta?
Il mondo dei miei sogni: pace, tranquillità, vita serena. Io l’ho intitolato “L’isola dei miei sogni”.
A quale età iniziò a dipingere?             A otto anni. Quando riuscivo ad avere qualche monetina, anziché caramelle, compravo tubettini di colori da don Ruggero in Piazza Porta Gusmana, l’unico che allora li vendeva. Compravo cartoline di paesaggi e così m’ispiravo. Verso i 12 anni, sono andato a Santa Maria La Scala, dipingendo la casa del Mulino e l’antica grotta delle Colombe: due cartoncini più qualche altro che ancora conservo.
Attraverso la sua pittura grafica simbolista, coltiva un obiettivo principale, concreto?
Lo stato d’animo del momento dell’ispirazione: la pittura viene fatta di getto, senza programmazione; completata l’opera, può rappresentare qualcosa di visivo per tutti. Esempio, il mio quadro “Il ponte”, qui esposto, orientativamente vuole rappresentare il famoso ponte di Messina, programmato circa 50 anni fa, ma rimasto sempre un sogno. Il ponte l’ho rappresentato con volute, e le due sponde di Scilla e Cariddi; inoltre il visitatore scopre altri particolari.

In programma altre novità?                                                                                     Parteciperò in questi stessi locali, con vasi di terracotta dipinti in stile greco, più due formelle in affresco, alla prossima mostra artigianale con  opere in ferro battuto ecc., che si attuerà dal 26 agosto al 5 settembre.                     Auguriamo al bravo pittore Sebastiano Nicotra di riscuotere il plauso della Città: un suo quadro grafico, ad esempio,  potrebbe far bella figura nella pregiata Pinacoteca “Zelantea”.

                                                                                          Anna Bella

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