Nonna Vincenza / La storia del noto marchio di dolci di Sicilia

Vincenza Lo Faro Pistone, meglio nota come “Nonna Vincenza”, ha un nome conosciuto in tutto il mondo come la regina dei dolci di Sicilia. L’esperienza di tutta una vita, l’amore per le tradizioni della propria terra e il desiderio di non disperdere un vero e proprio patrimonio culturale sono sempre stati gli ingredienti base di Nonna Vincenza che ha esportato in tutto il mondo il Made in Sicily. Nonostante la sua scomparsa, avvenuta l’8 giugno 2021 a Catania, il suo ricordo continua a vivere. La storia di questa nota imprenditrice siciliana è legata ad un’antica tradizione dolciaria, che ha origine negli anni ’30 ad Agira, un paesino dell’Ennese noto per le cassatelle, le infasciatelle, i buccellati, gli amaretti e le nocatole. Ma chi era la signora Vincenza? Qual è la sua storia?

Nonna Vincenza / Storia di un’imprenditrice siciliana: chi è e com’è nato il suo amore per i dolci?

La signora Vincenza è nata ad Agira, un paesino in provincia di Enna. Qui, sin dall’età di sei anni, aiuta zia Provvidenza, suora laica e dolciera del paese, nella produzione artigianale della tipica pasticceria tradizionale siciliana. Dopo l’infanzia passata ad Agira, si innamora del capo coro della chiesa del paese, Giuseppe Pistone. Si sposano, mettono su famiglia e decidono di trasferirsi a Catania. Una volta arrivata nella città barocca, la sua passione per i dolci non svanisce: vorrebbe aprire una pasticceria ma il marito, con la passione per la musica, non è d’accordo. Ma Vincenza non si ferma. Comincia a preparare dolci per i parenti e gli amici e intanto, i sette figli crescono e la convincono a concretizzare il suo sogno.

Nonna Vincenza / La storia del noto marchio di dolci di Sicilia: inaugurazione della prima sede

È il 5 febbraio 1997, festa di Sant’Agata, la più importante festa religiosa di Catania. È in questo giorno che venne inaugurata la sede storica della pasticceria a gestione familiare, caratterizzata da uno stile elegante e raffinato. Dal 1997 a oggi la pasticceria di Vincenza ne ha fatta di strada, anche grazie alla lungimiranza dei tre figli coinvolti a tempo pieno negli affari dell’azienda: Alessandro si occupa della produzione, Salvo dell’aspetto commerciale e Paolo, il primogenito, è colui che sceglie le materie prime.

Nonna Vincenza / La storia del noto marchio di dolci di Sicilia: la scelta di un cannolo impeccabile

Nonna Vincenza cannoliNei diversi punti vendita viene proposta la tradizione siciliana, quella giusta, quella vera, che non ha nulla a che fare con i cannoli ingialliti che si vedono in molti bar e pasticcerie. “Per mantenere qualità e artigianalità ci deve essere prima di tutto una selezione spietata delle materie prime. Poi un controllo costante su tutti i prodotti che escono dal magazzino centrale di Catania e infine bisogna avvalersi di personale preparato: tutte le persone che lavorano nei nostri store sono formate. Ciascuno di loro sa come riconoscere una ricotta buona. Così, anche se ci dovesse essere un intoppo durante il trasporto, tutti sono in grado di accorgersene.

Il segreto è assaggiare. E loro lo devono fare sempre, perché ci sono ingredienti che all’olfatto sembrano buoni e poi, al gusto, si rivelano difettosi. Per esempio, se il miele surriscaldato ha un retrogusto di fumo, non va bene”. E un cliente che prima di comprare, e dunque assaggiare, deve giudicare attraverso la vista, come fa a riconoscere un buon cannolo? “Diffidate dai colori sgargianti: no ai pistacchi verde fluo o ai canditi arancione fosforescente. A proposito di canditi, io li eviterei perché coprono il sapore delicato della ricotta che deve essere bianca. Il color giallino è intollerabile. Poi tra cialda e ricotta non ci deve essere spazio, se c’è, i cannoli hanno più di un giorno”. E così, oltre ad aver scoperto una bella storia imprenditoriale tutta italiana, abbiamo anche il tutorial per riconoscere il cannolo impeccabile.

Nonna Vincenza / La storia del noto marchio di dolci di Sicilia: difficoltà e novità

Nonna Vincenza figlio Paolo Pistone“I dolci di Nonna Vincenza” è un’impresa che cerca di tramandare il suo successo e di rinnovarsi, nonostante qualche difficoltà di carattere economico e giudiziario iniziata dal 2016. “Omessi versamenti delle ritenute nei confronti del personale dipendente”. Con questa accusa era arrivato un sequestro preventivo di beni nei confronti di Paolo Pistone, figlio della signora Vincenza ed erede dell’azienda dolciaria. L’imprenditore, nel 2008, aveva preso in mano l’attività portata avanti dalla madre Vincenza Lo Faro Pistone, portando anche fuori dai confini nazionali alcune specialità tipiche della pasticceria siciliana.

Nel 2008, Paolo Pistone aveva costituito la Pas srl – società a responsabilità limitata, con 50mila euro di capitale sociale che porterà avanti il marchio per oltre un decennio – dettando la linea imprenditoriale e promuovendo le aperture di vari punti vendita. La Pas era riuscita ad avere più di 50 dipendenti prima del 2016, quanto il sequestro ha imposto  una notevole modifica. Da allora a oggi il personale dell’impresa si è ridotto, qualcuno ha deciso di andare via e nel 2020, complice anche la pandemia, l’azienda ha dovuto porre in cassa integrazione alcuni lavoratori. Tuttavia a novembre scorso Pistone ha deciso di trasferire l’attività imprenditoriale da Pas a Dulcedo Srl, nuova società la cui amministratrice è Teodora Marletta, nuora di Nonna Vincenza. Un passato glorioso e un futuro da scrivere, per un marchio che ha fatto la storia in Sicilia.

Rebecca Charamah

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