Papa Francesco in Armenia / Dichiarazione congiunta: “Impegnati contro ogni forma di discriminazione e violenza”

“Ci siamo impegnati ad opporci ad ogni forma di discriminazione e violenza, e abbiamo commemorato le vittime di quello che la Dichiarazione Comune di Sua Santità Giovanni Paolo II e Sua Santità Karekin II menzionò quale ‘lo sterminio di un milione e mezzo di Cristiani Armeni, che generalmente viene definito come il primo genocidio del XX secolo’”.

PapaArmenia_3È questa la frase chiave della dichiarazione congiunta tra Papa Francesco e il Catholicos Karekin II, patriarca di tutti gli armeni, firmata e presentata nell’ultimo giorno del viaggio apostolico di Francesco in Armenia. “Siamo purtroppo testimoni di un’immensa tragedia – scrivono i due leader religiosi – che avviene davanti ai nostri occhi: di innumerevoli persone innocenti uccise, deportate o costrette a un doloroso e incerto esilio da continui conflitti a base etnica, politica e religiosa nel Medio Oriente e in altre parti del mondo. Ne consegue che le minoranze etniche e religiose sono diventate l’obiettivo di persecuzioni e di trattamenti crudeli, al punto che tali sofferenze a motivo dell’appartenenza a una confessione religiosa sono divenute una realtà quotidiana. I martiri appartengono a tutte le Chiese e la loro sofferenza costituisce un “ecumenismo del sangue” che trascende le divisioni storiche tra cristiani, chiamando tutti noi a promuovere l’unità visibile dei discepoli di Cristo”. Nella Dichiarazione Francesco e Karekin II condannano duramente ogni forma di fondamentalismo, soprattutto quello che si giustifica “sulla base di idee religiose” e lanciano un appello alla comunità internazionale: “Imploriamo i capi delle nazioni di ascoltare la richiesta di milioni di esseri umani, che attendono con ansia, pace e giustizia nel mondo, che chiedono il rispetto dei diritti loro attribuiti da Dio, che hanno urgente bisogno di pane, non di armi”. La Dichiarazione – che è stata resa nota solo all’ultimo momento – si conclude con la determinazione da parte delle due Chiese di proseguire sul cammino dell’unità: “La via della riconciliazione e della fraternità è aperta davanti a noi”.

(Fonte: Agensir – 27 giugno 2016)