Parrocchia Cattedrale / Don Roberto Strano presenta “Kaire” che approfondisce il mistero della vita

kairePubblichiamo la lettera con la quale il parroco della Parrocchia Cattedrale di Acireale presenta il numero di febbario di “Kaire” il foglio di informazione della comunità.

“Non ci sono santi senza passato, né peccatori senza futuro” (G. J. Rotting).

Questa frase mi ha positivamente impressionato appena l’ho letta. In pochissime parole l’autore sintetizza tutto il mistero della vita e di quella cristiana in particolare. Essa catapulta l’atteggiamento umano che, nella sua intransigenza (verso gli altri!), imprime un marchio indelebile su ogni persona secondo l’essere, l’agire, il pensare, o le azioni.

Nessuno è nato perfetto! Lo sappiamo bene! Il cammino di perfezione non è scontato, né tantomeno facile. Ecco perché nessuno può dirsi, secondo il lessico cristiano, “santo” se non guarda attentamente la storia che ha percorso, le difficoltà che ha superato, gli ostacoli che ha dovuto evitare, le scelte che ha dovuto compiere e quant’altro ha contribuito alla sua formazione umana e cristiana. A nessuno, nel contempo,  può essere chiusa la “porta del cielo”. Ogni uomo porta in sé la possibilità del riscatto, del reinserimento nel circuito della storia a motivo di quelle situazioni che lo hanno provato, rendendolo, secondo l’imborghesito linguaggio contemporaneo, un “drop out” (scartato fuori). Se guardiamo alla luminosa testimonianza dei Santi ci accorgiamo come tanti hanno avuto un passato che preludeva più ad una vita di dissoluzione che a quella della perfezione, ma l’incontro con Cristo ha trasformato il loro cuore e il loro agire, tanto da guardare con fiducia verso il futuro. “Dio mai si stanca di perdonarci. Il problema è che noi ci stanchiamo di chiedere perdono”, ricordava nel suo primo Angelus, il 17 marzo 2013, Papa Francesco, sta qui il vero dramma che chiude ogni prospettiva.

Non chiudiamo mai il nostro cuore all’azione trasformante della Grazia; non blocchiamo la  nostra porta agli uomini  nostri fratelli, con la loro storia e con il bagaglio personale delle “gioie e speranze, tristezze e angosce” che hanno segnato il loro cammino. A tutti è offerta la possibilità del rinnovamento. Evitiamo quelle forme sterili che fanno gridare allo “scandalo”, laddove esso non esiste e impariamo invece a vivere la nostra vita con quell’apertura  tipica del discepolo di Cristo che è chiamato ad amare come ha amato il Maestro. Comprenderemo, allora, che passato e futuro si incontrano in un presente che è sempre decisivo per tutti e foriero di ogni possibile conversione che porti ad esprimere il meglio che ognuno possiede.

Don Robertoparroco

 

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