Pasqua / Coltivare la pace nei cuori

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Pasqua

Fino al tempo di Gesù, la festa di Pasqua era il ricordo della liberazione dalla schiavitù egiziana. Con la venuta al mondo del figlio di Dio, la Pasqua acquista un significato nuovo.
Gesù manifesta ai suoi discepoli il desiderio di trascorrere questo tempo con loro perché sarà l’ultimo per lui. Il suo tempo sulla terra è finito e questo segnerà per la storia dell’umanità un cambiamento. La sua morte lascia al mondo intero nuovi modelli di vita, non solo riferibili al culto e ai riti sacri, ma anche per quel che riguarda i rapporti umani, tra familiari ed estranei, tra popoli e nazioni. Infatti, il suo insegnamento propone una conversione di vita.

“Vi è stato detto … ma io vi dico”. Da “occhio per occhio e dente per dente” al “a chi ti da’ uno schiaffo, porgi l’altra guancia”. Un stile di vita nuovo da capovolgere lo stato di malessere in benessere, se i suoi ammonimenti vengono messi in pratica.  Il messaggio di Cristo è semplice e chiaro: “Pace a voi!”

Pasqua
Foto Siciliani-Gennari/Sir

Cristo dona pace

E’ il saluto ai suoi discepoli delusi da quanto era accaduto: il loro Maestro è stato condannato a morte, come il peggiore dei malfattori e loro sono rimasti soli e senza una guida, disorientati. Gesù, ci dicono i Vangeli, entra a porte chiuse nel luogo dove loro si trovavano a lamentarsi. La sua apparizione li coglie di sorpresa.

E il suo saluto ancora di più.  “Io sono la Pace. Chi crede in me non muore e vivrà in eterno”, non solo, ma ancora assicura: ”Io sono con voi fino alla fine dei tempi”.
Ma di cosa parla Gesù? Quale Pace dona, come la dona, a chi la dona?

Nell’omelia della messa crismale, il nostro Vescovo, ci ha portato a riflettere sul nostro tempo. Dopo l’ultimo conflitto mondiale, abbiamo trascorso 80 anni senza guerre. Sembrava che non ci dovessero essere mai più conflitti tra i popoli e le nazioni. I conflitti che oggi coinvolgono non solo la nostra terra sono tanti e il mondo corre fortemente il rischio di una guerra senza fine. Era una pace apparente la nostra. Le strategie dei popoli in questi anni non hanno saputo fermare l’odio che si cova nel cuore dell’uomo né fermare ed impedire la costruzione delle armi, i cui costi basterebbero a sfamare il mondo intero.Cristo è risorto

La pace di Dio è per tutti gli uomini

In che cosa abbiamo sbagliato? O di che cosa non abbiamo tenuto conto?
La condizione per avere la Pace è una vita senza ambiguità: “Io vi dono la Pace”, fidati, o uomo di oggi,  fidati di Dio.
Intanto Dio non fa distinzione di persona, pertanto, la sua Pace è un dono per ciascun uomo, giudeo o greco, maschio o femmina, ricco o povero.

Cosa chiede Dio all’uomo? Che tu ami, che non cerchi vie di fuga per ingannare il tuo prossimo; che tu ami la vita e non cerchi strumenti di morte. Che tu trovi l’armonia dentro il tuo cuore e coltivi sentimenti di bene per il tuo vicino, per ogni prossimo che vive sulla terra.

“Beato l’uomo che retto procede e non segue la via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti, ma si compiace della legge del Signore e la sua legge medita giorno e notte”, così ha inizio il libro dei Salmi, 1, 1.2

La pace è frutto di verità e di giustizia

La Pace è frutto di verità e di giustizia, che viene alla luce diradando le malvagità che si nascondono nel buio della notte. E per illuminare il buio basta una sola  fiammella.
Per questo la Pace è un dono che viene da Dio, che lo dona a chi a Lui si affida e non teme il suo giudizio perché agisce nella verità e nella giustizia, con cuore libero e mente pura.

E ancora tra le beatitudini, nel così detto “discorso della montagna” Gesù annovera una nuova categoria. Sono gli operatori di pace, ai quali assicura una figliolanza speciale, saranno chiamati “figli di Dio”.

Operatore di pace può essere solo chi ha la pace nel suo cuore e nella mente non intrattiene e non coltiva pensieri di odio, di vendetta, di rancore. Chi è disponibile a farsi dono d’amore, mediatore e custode del bene dei singoli e dell’universo. Colui che ama ciò che fa e non calcola se deve rinunciare a qualcosa di suo per donare qualcosa a chi ne è privo.

Essere operatori di pace

Non è poi tanto difficile e tanto meno impossibile essere operatori di pace.
E poi, avere la pace nel cuore e il sorriso sul volto non rende anche più bello ogni incontro tra di noi?
Quanta difficoltà infatti troviamo a dialogare quando incrociamo un volto crucciato, disgustato, iracondo, pieno di odio! Quali parole o gesti saranno spontanei se l’altro ci aggredisce ? Cosa posiamo dire per calmare l’ira, l’odio, il rancore?

Fin quando sulla terra anche un solo uomo continua a coltivare nel suo cuore pensieri malvagi il mondo intero correrà il rischio di vivere in una terra insanguinata.
E’ meglio coltivare la pace nei nostri cuori e saper conciliare con il sorriso le nostre inquietudini. Dio sarà con noi e noi gusteremo la gioia di saperci “figli”. E impareremo ad essere, finalmente, “fratelli”, come ci chiede insistentemente Papa Francesco.
Se siamo capaci di coltivare questi sentimenti possiamo augurarci: Buona Pasqua! E avremo il dono della PACE!

Teresa Scaravilli

 

 

 

 

 

 

 

 

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