Piedimonte Etneo / L’esperienza del Campo Giovani itinerante

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L’Oratorio “Don Bosco” di Piedimonte Etneo ha vissuto la tappa estiva del settore giovani con un campo giovani itinerante, svoltosi dal 3 al 7 agosto. Attraverso il titolo “Amunì”, l’iniziativa ha puntato a risvegliare la Bellezza del Vangelo nei giovani partecipanti. “È un tempo di itineranza, tra la calura estiva etnea, preghiera, ascolto e fraternità” ha descritto il parroco, don Mario Gullo.

L’itinerario si è snodato tra Piedimonte Etneo, il centro di Catania e Roccafiorita, con un filo conduttore: le Lodi al Dio Altissimo di San Francesco d’Assisi.

Piedimonte Etneo / Apertura del Campo Giovani

Il campo si è aperto al Convento di Piedimonte alla presenza di don Orazio Sciacca, Direttore del Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile. Un momento particolarmente significativo è stato la consegna, da parte del parroco don Mario Gullo, del segno simbolo del campo, insieme al libretto per la preghiera. È una collanina con la parola «», un invito ad aprirsi con fiducia all’esperienza. “Lasciarsi chiamare e amare è l’opera più complessa che possiamo vivere. Una grazia da chiedere in questi giorni di campo” esprime uno dei responsabili del gruppo giovani. Dopo la benedizione, la serata è poi proseguita con vari giochi di gruppo, pensati per rompere il ghiaccio e porre le basi per quella fraternità che si è rafforzata e consolidata nei giorni successivi.

Testimonianza di Amore e Carità

campo giovani piedimonte etneo suoreA Catania, presso la Casa delle Suore Missionarie della Carità, abbiamo vissuto la prima Catechesi biblica e, successivamente, suor Anastasia ha offerto una forte lezione di vita. “I poveri non sono un mezzo per sentirci migliori agli occhi degli altri, ma sono lo strumento per la nostra salvezza. In realtà, sono loro a fare un servizio a noi”.

Nel pomeriggio il gruppo ha visitato la “Locanda del Samaritano“, una struttura di accoglienza e solidarietà gestita dai Missionari Vincenziani. Offre rifugio, pasti caldi e percorsi di reinserimento sociale alle persone senza dimora e in grave marginalità. Qui, i giovani hanno approfondito con suor Cecilia e il giovane Kenneth il valore della speranza e della preghiera, culminato nell’adorazione della Croce. La sera, la visita all’Antico Teatro dei Pupi della famiglia Napoli ha mostrato come la passione e la fede nei propri sogni possano diventare realtà.

La forza della fede

La riflessione sul significato profondo della vera “forza” è iniziata al Museo dello Sbarco in Sicilia 1943 di Catania, dove i ragazzi hanno compreso che la forza del cristiano risiede nella memoria e nella pace, non nella violenza. Successivamente, le monache di clausura del Monastero di San Benedetto hanno ricordato che “i sogni vanno accarezzati perché sono le orme di Dio”.

La giornata si è chiusa a Santa Maria La Scala con il toccante ricordo di Gioele Torrisi, raccontato dal padre Sebastiano. Con estrema commozione, Sebastiano ha raccontato la fede luminosa del figlio. “Gioele è un ragazzo che ha saputo trasformare la malattia e la sofferenza in un canto di lode, in un cammino di speranza ed entusiasmo condiviso con chi gli stava accanto”. La storia di Gioele ha mostrato ai giovani che la vera forza di un “sì” a Cristo sa vincere persino la paura della morte.

La vera sfida parte dal quotidiano

Un momento di dialogo con Luana, Fabiana e Andrea. Questi giovani hanno testimoniato come la Chiesa sia il luogo primario in cui ognuno di noi può ritrovare sé stesso e riscoprirsi amato da Dio.

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Infine, l’ultima tappa ha portato i giovani al Santuario della Madonna dell’Aiuto a Roccafiorita. La salita impervia fino alla vetta è diventata la metafora del cammino svolto insieme, coronato dall’incontro con l’eremita Fra Bruno.

Il rientro a Piedimonte Etneo chiude un’esperienza memorabile per l’Oratorio. Quel “Amunì” iniziale si è trasformato in un impegno concreto. “Amunì per me è stata un’esperienza forte ed intesa. Fatta di momenti di fraternità e condivisione.” condivide Laura, responsabile del gruppo Adolescenti della parrocchia. “Ha intensificato i rapporti con l’altro e, soprattutto, con Dio”. Guardando al futuro, la vera sfida che attende i giovani è farsi pellegrini nel quotidiano, alimentati dalla forza della fede, dalla Luce della Speranza e dal coraggio della fraternità.

Sabrina Levatino