Pillole di Spiritualità – 3 / “Le cose di fede ci interpellano”

«Il sensus fidei fidelis conferisce al credente la capacità di discernere se un insegnamento o una prassi sono coerenti con la vera fede della quale egli già vive». Così si legge al numero 61 del documento della Commissione teologica internazionale su “Il sensus fidei nella vita della Chiesa (2014)”. Il testo non fa altro che ampliare ciò che sinteticamente era stato detto al Concilio Vaticano II, in particolare nella Costituzione dogmatica Lumen gentium, al numero 12: «La totalità dei fedeli, avendo l’unzione che viene dal Santo, (cfr. 1Gv 2, 20. 27), non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando “dai vescovi agli ultimi fedeli laici” mostra l’universale suo consenso in cose di fede e di morale». Spesso ci dimentichiamo di questo assunto fondamentale, pensando che le cose della fede e della morale siano a totale disposizione, in maniera esclusiva, del clero. In realtà non è così, ma bisogna dire alcune cose: innanzitutto il primo documento citato recupera, rispetto al secondo, la dimensione personale di questo senso della fede; però risulta altrettanto vero che se la persona non è inserita nella «totalità» delle relazioni ecclesiali, il suo discernimento non corrisponde ad una prassi di fede rettamente vissuta. D’altra parte, siamo soliti semplificare i “canali” della Rivelazione alla Sacra Scrittura e alla Tradizione della Chiesa, senza comprendere realmente il significato di Tradizione. Questa, a mio modo di vedere, non è perfettamente definibile, in quanto riguarda la fede in continuo divenire. Per essere più concreti, potremmo indicarla come una “regola di fede viva”, il cui contenuto si mostra oggettivabile solo al contatto col presente. Qui si inserisce la riflessione sul senso spirituale dei fedeli: all’interno di una vita sorretta dalla forza dello Spirito Santo il sensus fidei appare come una sorta di istinto spirituale indefettibile che permette, a partire dall’esperienza, di capire quali sono i contenuti della fede, pur non avendo, nella maggior parte dei casi, una preparazione teologica di chissà quale livello. Questo ci fa capire come le “cose della fede” ci riguardano da vicino e ci interpellano personalmente, a partire dall’autorevolezza che ci è stata conferita tramite il Battesimo.

Francesco Pio Leonardi