Le Ferrovie Kaos a Porto Empedocle raccontano una delle storie più straordinarie di rinascita dal basso in Sicilia. A Porto Empedocle, piccolo centro della provincia di Agrigento, nel 2011 i binari erano soffocati da rovi e polvere, destinati allo stesso oblio di tante linee ferroviarie minori italiane. Ma qui non prevalse la rassegnazione: volontari da tutta Italia decisero di riportare in vita sei chilometri di rotaie e trasformarli in un patrimonio turistico e culturale.
Per tre anni centinaia di persone si alternarono lungo i binari con pale, picconi e tanta determinazione. Una vecchia Fiat 500, modificata per scorrere sulle rotaie, divenne il mezzo più prezioso per spostare materiali. I numeri impressionano: 600 volontari contro 86 abitanti della zona della stazione. Un rapporto unico in Italia, prova di una passione capace di superare i confini locali. 
L’impresa prese forma grazie a Ferrovie Kaos, associazione fondata nel 2009. La missione era chiara: salvaguardare l’area ferroviaria di Porto Empedocle e rilanciare le linee dismesse della Sicilia in chiave turistica. Nel 2010 arrivò la prima convenzione con Rete Ferroviaria Italiana, che permise di recuperare alcuni locali inutilizzati della stazione. Nello stesso anno partì l’“Akragas Express”, il treno turistico che collegò Agrigento Bassa e Porto Empedocle passando per la Valle dei Templi.
Una terra di ferrovie perdute
La provincia di Agrigento fino agli anni Sessanta era attraversata da una fitta rete di ferrovie a scartamento ridotto. L’ultima linea, la Castelvetrano–Porto Empedocle, sopravvisse fino alla metà degli anni Ottanta ma perse progressivamente diversi tratti. Ferrovie Kaos scelse di contrastare l’oblio e di trasformare quelle tracce dimenticate in attrazione culturale. L’associazione lavorò con i comuni costieri per difendere i vecchi tracciati e organizzò la Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate, attirando sempre più attenzione.
Durante i lavori emersero autentiche gemme tecniche: la piattaforma girevole a doppio scartamento e la gru storica del magazzino merci. La Fondazione FS Italiane riconobbe il valore del progetto e nel 2014 stipulò una convenzione con l’associazione. Da allora i treni storici tornano a viaggiare ogni weekend lungo la Ferrovia dei Templi. Dove prima regnavano spine e silenzio, oggi scorrono carrozze d’epoca piene di turisti e appassionati.
Una lezione che va oltre i binari
Nel 2015 il Ministero dei Beni Culturali premiò il lavoro dei volontari con una menzione speciale al “Premio Paesaggio”. Ferrovie Kaos, a Porto Empedocle, divenne così un modello nazionale di recupero dal basso. L’associazione oggi fa parte della Federazione Italiana delle Ferrovie Turistiche e Museali e continua a organizzare convogli che raccontano il passato e regalano nuove opportunità al territorio.
Questa storia dimostra che l’abbandono non è mai definitivo. Con passione e impegno si possono trasformare rotaie arrugginite in percorsi turistici vivi e vitali. Sei chilometri di ferro recuperati mostrano il volto autentico dell’Italia che non si arrende e che sa far rinascere il proprio patrimonio, un binario alla volta.
Arianna Carbonaro
