Randazzo / Concluso il progetto della ProRandakes “Alla scoperta degli antichi sentieri”. Rilasciato il “Patentino della Bike” agli studenti del “De Amicis”

Il 24 maggio, al Parco Sciarone di Randazzo, si è tenuta la giornata conclusiva del progetto “Alla scoperta degli antichi sentieri”. Tale progetto, promosso dall’ A.S.D. ProRandakes  (affiliata al ACSI e regolarmente riconosciuta dal CONI) ha visto partecipare circa un centinaio di studenti dell’ I.C. “E. De Amicis” di Randazzo, ottenendo  un notevole riscontro.

Abbiamo intervistato il professore Diolosà, che ha curato il progetto, nella duplice funzione di insegnante dell’istituto De Amicis e di socio dell’associazione ProRandakes.

– Professore, qual è stato lo scopo di questo progetto?

”Questo progetto ha avuto come  obbiettivo fondamentale quello di sensibilizzare i ragazzi  all’uso della Mountain Bike, mezzo ecologico e salutare, che offre, la possibilità di esprimersi e socializzare praticando uno sport all’aria aperta. Va visto come un percorso, per i ragazzi, di crescita e di maturazione delle capacità motorie, oltre che di indipendenza verso l’ambiente che li circonda”.

– Ci parli per favore di come è stato strutturato il progetto.

“Il progetto si è sviluppato in quattro fasi, tenutesi nei mesi di gennaio, febbraio, marzo e maggio. A gennaio abbiamo iniziato, come prima cosa, dalle lezioni in aula sull’ educazione stradale (segnaletica, sicurezza e norme comportamentali). Queste lezioni sono state tenute dall’ispettore Ferraro della Polstrada di Randazzo. A febbraio si è svolta la lezione sulla flora e sull’orientamento, in modo da far acquisire ai ragazzi una certa consapevolezza del territorio che li circonda. Questa parte è stata tenuta dall’esperta Erminia Granata del CAI di Randazzo. A marzo è stata la volta della prova tecnica, con la conduzione della mountain bike in diverse situazioni. Questa prova è stata svolta sia in palestra sia in piazza Loreto, ed è stata caratterizzata da un esame in cui bisognava affrontare: percorsi stretti obbligati, curve strette obbligate, ostacoli sporgenti ecc.”

– Come avete trascorso la giornata conclusiva di ieri?

“Ieri si è svolta un’ uscita di un’ intera giornata al Parco Sciarone. I ragazzi hanno avuto la possibilità di pedalare su percorsi naturalistici non poi così semplici, adeguati alle capacità individuali dei partecipanti. Il momento più significativo è stato probabilmente quando a fine giornata è stato consegnato a tutti i ragazzini il Patentino della Bike. La giornata è stata trascorsa all’insegna della  sicurezza e del divertimento. Gli istruttori che hanno partecipato, Paolo Campanella (Presidente del Comitato Provinciale ACSI di Messina) e Daniele Centorrino (Coordinatore  Regionale per ACSI ciclismo Sicilia), tornati per il secondo anno consecutivo, sono  stati molto professionali, avendo  alle loro spalle una lunga esperienza nell’ambito. Per loro è una grande soddisfazione crescere nuove generazioni di atleti e mettere a disposizione la propria l’esperienza in sella ad una bici! Abbiamo avuto anche modo di incontrare per questa splendida occasione il Presidente Regionale dell’ACSI Sicilia Salvatore Balsamo. Ha partecipato alle attività anche la Scuola di MTB “Body Mind” con a capo l’istruttore Antonio Scrivano, un ragazzo molto capace e un vero appassionato di ciclismo. Anche gli stessi  docenti della scuola,  Angelo Alessandro Bruno e Alfio Camarda, hanno dimostrato grande senso di responsabilità collaborando sempre in modo pronto e dinamico.

– E’ soddisfatto dei risultati?

“Sono molto soddisfatto e ringrazio quanti hanno dato il loro contributo e nello specifico. Innanzi tutto Nicola Sangrigoli, presidente A.S.D. ProRandakes nonché promotore del progetto insieme al sottoscritto. Con solerzia e grande professionalità è stato sempre presente a tutte  le lezioni teoriche, tecniche e pratiche. Un sentito ringraziamento va al dirigente scolastico, il professor Salvatore Malfitana, per aver dato, anche questa volta, come sempre, sia agli alunni sia ai docenti la possibilità di sperimentare nuovi percorsi. Non sempre questi percorsi devono  essere di didattica tra i banchi, quello che conta è che abbiano una certa valenza, in questo caso hanno avuto una valenza sociale. ‘E, infatti, molto importante per i nostri giovani trovare un modo sano, e un ambiente amichevole, per trascorrere insieme il proprio tempo libero. “

Una dichiarazione è stata rilasciata anche dal Presidente Sangrigoli: “Con questo progetto volevamo che i bambini capissero l’importanza dello sport, come mezzo di aggregazione sociale e che lo praticassero in sicurezza. L’intento del patentino è proprio quello di responsabilizzarli”.

Annamaria Distefano