Recensioni / Elia Torrisi ne “La politica come vocazione” indica quali sono “i valori non negoziabili”

Elia Torrisi” La politica come vocazione. Il bene comune e l’impegno della chiesa”, Casa editrice Kimerik, Patti 2014.

Frutto di studio, riflessione ed esperienze di vita, il giovane pamphlet dal titolo “La politica come vocazione. Il bene comune e l’impegno della chiesa”, racconta la personale visione di un ragazzo alle prese con una società dai facili egoismi, passiva e sorda, dove alcuno è indispensabile.

Elia Torrisi nasce a Catania nel 1994. Da bambino pratica il Kung Fu e all’età di dieci anni inizia gli studi di violino e di pianoforte che porterà a compimento con successo. Partecipa alla fase provinciale delle Olimpiadi della Matematica organizzate dalla Scuola Normale di Pisa. Nel 2012 consegue con lode il diploma di maturità classica presso I.I.S. “ Michele Amari”di Giarre. Attualmente frequenta il corso di laurea in Economia e Scienze sociali presso l’Università Commerciale “L. Bocconi” e collabora con il periodico cattolico fondato da O. Vecchio “ La Voce dello Jonio”. Iscritto al Partito Democratico, al FutureDem e al FUCI, è attivamente impegnato in politica.copertina La politica come vocazione

Mosso dagli insegnamenti cristiani contenuti nel Vangelo, nella Dottrina Sociale della Chiesa, nell’invito di Giovanni Paolo II a perseguire la verità con ragione e nella fede, riconoscendo con Paolo VI, il valore delle scienze, seppur limitatamente ad ogni specifico ambito, le quali non potranno dar conto dell’uomo nella sua totalità ma possono ampliare gli orizzonti dell’umana libertà abbandonando calcolati condizionamenti.

Per non perdere la bussola e riscoprirci semplici fruitori della realtà, sono necessari quelli che il Torrisi ricorda essere “valori non negoziabili” che facciano da guida. Occorre dunque un solido esercizio del pensiero, per scalfire le illusioni del vacuo relativismo imperante nella società contemporanea il quale «non ci consente neanche soltanto di pensare che esistono una realtà ed una verità oggettive»; solidarietà, altro valore irrinunciabile, il cui significato viene chiarito ricorrendo alla semplicità concettuale espressa dai ragazzi della scuola di Barbina: si è solidali quando «Il problema degli altri è uguale al mio»; centralità della persona e difesa della vita che danno ragione sia dello Stato «quale costruzione artificiale è subordinato alle aggregazioni naturali, in primo luogo la famiglia.», pietra angolare della società e custode della vita e dell’educazione; sia della naturale predisposizione dell’uomo alla politica, intesa quale vita associata, che in maniera responsabile e morale si orienta al bene comune.
Già Aristotele agli albori della democrazia osò definire l’uomo come zoon politikon.
Solo una politica scevra da utilitarismi individuali può realizzare l’autentica vocazione dell’uomo per la stessa e permettere alla società contemporanea di uscire, rinnovata, dalla crisi che l’attanaglia.
«La moderna liquidità annichilisce tutti i solidi riferimenti etici che si originano sia dall’annuncio del Vangelo, sia dal senso laico dell’umano.».
Abbattere la crescente ignoranza che massifica e omologa gli individui, che li allontana dalla loro stessa identità e non gli permette di abbracciare prospettive identitarie più estese, per riscoprire la voglia e la libertà di agire, di non lasciare che gli altri decidano per noi.
Il pamphlet, profuso di spiritualità cristiana non manca di echi di matrice laica ed umanistica e, come afferma Salvo Patanè nella prefazione: «si annuncia come la teoria delle due spade- una, dunque , spirituale, in mano alla Chiesa; l’altra temporale, a servizio della politica conseguente al suo Magistero-…».

Vanessa V. Giunta

 

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