Commemorazione / Santa Venera da 370 anni patrona di Acireale

Venerdì 22 gennaio nella Basilica-Cattedrale di Acireale, al termine della S.Messa vespertina, si è svolto un breve ma intenso momento commemorativo, ricorrendo il 370° anniversario dell’elezione di Santa Venera a patrona della città di Acireale. Erano presenti all’evento, oltre a numerosi fedeli, diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale, con a capo il sindaco Stefano Alì, i membri della deputazione della reale cappella con il cappellano (nonché parroco della Cattedrale) don Mario Fresta, e del circolo Santa Venera; da notare che la celebrazione eucaristica quest’anno non si è potuta celebrare nella cappella di Santa Venera, attualmente interessata da interventi di manutenzione straordinaria, che a breve porteranno all’antico splendore gli affreschi settecenteschi dei fratelli Filocamo.

Foto: Graziano Luciano Massimino

In apertura, ha preso la parola il presidente del consiglio comunale di Acireale, Sonia Abbotto, la quale nel suo discorso ha inteso focalizzare l’attenzione sul forte legame tra Santa Venera (“nostro esempio di coraggio”) e la sua città, legame di cui è importante che gli amministratori pubblici prendano sempre più coscienza: “appropriamoci del culto di Santa Venera nell’esercizio del nostro mandato, fieri di poter sempre elevare il grido che fu dei nostri padri, “Cittadini, W Santa Venera “

A seguire Andrea Romeo, segretario della Deputazione, ha ripercorso la cronistoria degli eventi che portarono, 370 anni fa, ad eleggere la Santa Patrona di Acireale.

Santa Venera (Antonio Filocamo, 1711). Foto: Francesco Patti

Proprio un 22 gennaio – correva l’anno 1651 – una solenne processione, a cui intervennero le autorità civili e religiose del tempo con la partecipazione delle confraternite e del popolo tutto, portò nell’allora Matrice chiesa un’insigne reliquia della Santa (parte ossea del braccio), che il sindaco Alfio Vasta e il nobile Pietro Fichera avevano ottenuto in Palermo da don Giuseppe Salerno, abate di Sant’Erasmo, al quale, a sua volta, era stata donata nel 1642 dal cardinale spagnolo Gil Carrillo de Arbornoz. La preziosa reliquia dal 1° al 22 gennaio era stata temporaneamente deposta nella chiesa di Gesù e Maria, dove ancora oggi due epigrafi murarie ricordano quegli eventi. Nell’occasione, il popolo acese espresse il desiderio ed acclamò Santa Venera sua principale patrona: i 335 rappresentanti dei cittadini (detti allora “giurati”), convocati quel giorno in consiglio straordinario, decisero a voti unanimi di eleggere Santa Venera patrona della città e sottoscrissero un apposito documento, da inviare alle competenti autorità ecclesiastiche romane. Tale “elezione per acclamazione” verrà poi ratificata dalla Sacra Congregazione dei Riti con decreto del 15 settembre 1668.

A conclusione della serata, l’apprezzato intervento musicale del soprano Vera Garozzo che, accompagnata all’organo dal maestro Alessandro Maria Trovato, ha eseguito due brani, tratti dalle tradizionali cantante “Inni di Gloria” e “Squillate, o Bronzi” (testi entrambi composti in onore di Santa Venera da Felice Coco e musicati da Don Antonino Maugeri).

Guido Leonardi

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