Ricordo / Saro Sorbello, cattolico di idee forti e di grande operosità

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Saro Sorbello

Rosario (Saro) Sorbello, fondatore e presidente storico della fraternita Misericordia di Acireale, scomparso mercoledì 23 scorso, è stato e resta un esempio di impegno civico straordinario. Sin da giovane attivo nella parrocchia, con l’Azione Cattolica, della quale fu dirigente diocesano per decenni. Come nella vita politica cittadina, esclusivamente per dare una risposta al disagio che solo occhi ed orecchie attente come lui coglievano. Era il tempo in cui, invece, lo sviluppo economico, il welfare sociale, la fiducia nel futuro, la conquista di una distorta libertà sessuale e religiosa, misurava la crescita del prodotto interno lordo, trascurando invece i problemi sociali che già si affacciavano con forza.

Faceva continui e frequenti viaggi in giro per l’Italia, per confrontarsi con persone che già erano impegnate in attività sociali nel loro territorio. E per esportare ad Acireale, ove possibile, buone pratiche di solidarietà ed amministrazione politica.

La sua rubrica era piena all’inverosimile di nomi e telefoni di persone attive in diversi settori. Conosceva cardinali, vescovi, preti, onorevoli, senatori, prefetti, sindaci, giudici, amministratori, formatori, avvocati, presidenti di associazioni. Bastava che un conoscente chiedesse aiuto per sè o per altri che il dottor Sorbello, usciva subito la rubrica e chiamava direttamente  la persona giusta per affrontare o risolvere il problema.

Saro Sorbello lo vedevi in giro a piedi, con il giornale sotto l’ascella e l’immancabile borsa dove teneva documenti, riviste, preghiere, suoi articoli, riflessioni.  Dei quali faceva decine di fotocopie che, immancabilmente, distribuiva ad ognuno che lo incontrasse per strada.Rosario Sorbello

Era sempre in giro ad organizzare incontri al fine di portare avanti iniziative di solidarietà. Nessuno dei suoi amici più cari conosce esattamente tutte le attività che ha intrapreso o ispirato. Perchè mentre discuteva con alcuni amici che sedevano in consiglio comunale come orientare le politiche sociali, concepire il nuovo piano regolatore orientato ai nuovi bisogni dei cittadini, un’ora dopo era dal vescovo per parlare delle esigenze di una parrocchia. Oppure dal sindaco per aiutare una famiglia ad ottenere la casa popolare o, ancora,  trovare un posto di lavoro per un padre di famiglia disoccupato.

Aveva un desiderio così forte di cambiare la realtà per renderla a “misura di uomo”, da apparire sempre teso ed ansioso nel cercare soluzioni, risorse. Promuovere le più disparate iniziative coinvolgendo quante più persone possibili.

Nei suoi incontri toscani dove le Misericordie sono realtà associative di volontariato dal 1240, nasce l’idea di fondare la Misericordia di Acireale. E grazie alla collaborazione di don Michele Micalizzi parroco del Sacro Cuore, che mise a disposizione un piccolo locale in Via P. Vasta ed al contributo di una parrocchiana, si acquistò la prima ambulanza.

La Misericordia di Acireale non nasce per caso, ma come risposta ad uno scarso servizio di pronto soccorso del nosocomio di Acireale. Dove le ambulanze spesso erano guaste ed i pazienti venivano accompagnati all’ospedale con le auto dei parenti. Con un trasporto accidentato che sovente, in caso di fratture, procurava più danni della frattura stessa.

Allo stesso modo nasceva il gruppo donatori di sangue Fratres, sempre su iniziativa di Saro Sorbello, quando non esisteva la banca del sangue ospedaliera. Ed i pazienti che avevano bisogno di trasfusioni dovevano pagare milioni di lire per avere il sangue  da un gruppo di persone che stazionavano nei pressi dell’ospedale grazie a qualche compiacenza.Saro Sorbello-2

Saro Sorbello in poco tempo riuscì ad associare ben 200 volontari di tutte le età e di ogni estrazione sociale, persone di buona volontà. E non si stancò mai di “leggere” il territorio per inaugurare nuove attività, screening di massa, aiuto alle popolazioni colpite da catastrofi (Campania). E ancora, convegni su temi sanitari, corsi per soccorritori aperti al pubblico, lettere ai giornali per denunciare le carenze ospedaliere.

Sorbello anticipò quelli che furono i valori del volontariato italiano poi riconosciuto dallo Stato con la legge 266/91. Operò sempre la gratuità del servizio attraverso il dono del tempo quindi della propria vita. Mostrò capacità di anticipare la risposta sempre troppo tardiva e precaria della classe politica ai bisogni della gente. Difese gli ultimi; creò una formazione permanente; fu straordinario costruttore di reti sociali. Si confrontava e stimolava sempre le Istituzioni. Aveva una grande capacità di individuare i bisogni sociali; capì precocemente i problemi delle periferie coinvolgendo attivamente i poveri e disagiati. Aveva rispetto assoluto della democrazia e quindi del Bene Comune.

La personalità carismatica di Saro Sorbello e la sua intraprendenza si è avvalsa certamente della collaborazione di molte persone capaci che riusciva a coinvolgere. Ma un ruolo fondamentale nella sua vita l’ha avuto sua moglie, la professoressa Rosa Grillo, donna di grande sensibilità, raffinata cultura ed intelligenza vivissima ed aperta.

Alcune delle attività da lui promosse, hanno avuto come musa ispiratrice sua moglie.  Che spesso riconduceva la fervida intelligenza del marito animata da un entusiasmo indomabile, verso mete prosaiche e  più razionali.

In Saro Sorbello spesso il sogno anticipava la realtà, vedeva già realizzato ciò che ancora doveva nascere. Con questo spirito, dopo un incontro a Roma con un fondatore di una università popolare, con la collaborazione di chi sposò l’idea, faceva nascere l’Università Popolare Giuseppe Cristaldi.

Grazie a questa università popolare, migliaia di cittadini hanno potuto formarsi, informarsi, inserirsi, attraverso programmi di formazione che vengono elargiti gratuitamente ad anziani e meno giovani. Ciò grazie alla disponibilità di valenti docenti che collaborano gratuitamente al servizio della città.

Anche la nascita del Centro Servizi del Volontariato Etneo ha come padre Rosario Sorbello che intuiva già che occorreva un organo istituzionale  che potesse aiutare le associazioni federate a formarsi, fare rete, scambiare buone prassi, sostenere il volontariato del territorio.

Con la scomparsa di Saro Sorbello ci mancherà il suo spirito profetico e la sua voglia di mettersi in gioco, continuamente, per amore della sua città. Tuttavia il buon chicco di grano che finisce sul terreno non muore, ma fruttifica, generando nuova vita.
>Tutto ciò che Rosario Sorbello ha pensato, generato, sostenuto, non scomparirà ma, anche attraverso nuove forme, come un fiume carsico, spunterà più avanti, anche altrove, per irrigare nuovi campi ed alimentare buone azioni e nuove speranze. Che Dio gliene renda merito!

                                                                      Orazio Antonio Maltese