Riflessione / Domenica 22 aprile la Giornata della Terra. “Difendiamo a ogni costo vita, aria, acqua e cibo”

La celebrazione della “Giornata della terra” – fatta propria dalla Cei (Ufficio nazionale problemi sociali e del lavoro, giustizia e pace) e promossa dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima e della Conferenza europea della Commissione giustizia e pace – ci offre l’occasione di poter riflettere su tutte quelle tematiche che, la Laudato sì dal 24 maggio 2015, data della sua pubblicazione, pone alla coscienza di ogni uomo sul futuro della “casa comune”. Per ascoltare il grido della terra e dei poveri che la abitano, e a metterci noi stessi in comunione con essa.

Fra Giovanni Calcara. Fa parte dell’Ordine Domenicano dei Frati Predicatori e da anni è in prima linea in progetti di educazione antimafia.

Si tratta di scelte non più rinviabili circa l’utilizzo delle risorse non rinnovabili, le materie e i mezzi che utilizziamo per mangiare, riscaldarci, muoverci che necessitano di una radicale conversione a considerare come non siamo “padroni, ma custodi” del creato. Si tratta quindi, non solo di “mantenere in vita”, ma di “consegnare” alle generazioni future quanto Dio ha messo a nostra disposizione.

Come insegna papa Francesco: “Dio perdona sempre, noi alle volte, la natura mai!”. Anche papa Benedetto XVI, ricordava come bisogna curare oltre alla “ecologia della natura” anche quella “spirituale”, se si vuole vivere la dimensione umana e spirituale della nostra esistenza e della nostra fede.

Difendiamo a ogni costo: la vita, l’aria, l’acqua, il cibo, le nostre montagne, i nostri alberi, i fiori, il mare, le spiagge. Tutto è sacro se serve alla vita e al futuro dell’uomo!

Sappiamo come per noi meridionali, sia importante il concetto della terra che, mantiene dei riflessi biblici. La terra è: sacra perché ereditata, mi appartiene perché è frutto del lavoro e del sudore dei miei avi, va salvaguardata perché da essa si traggo il necessario per la sussistenza. Tutti concetti condivisibili ma, che non giustificano in nessun modo, il concetto distorto di robba di pirandelliana memoria.

Le difficoltà con cui lo Stato riesce ad entrare in possesso di beni sequestrati, perché di illecita provenienza, per metterli a disposizione della società civile; la distruzione di beni e fabbricati da parte di chi si ritiene defraudato del loro uso, perché nessuno ne possa usufruire; il barbaro attentato dell’autobomba del 9 aprile scorso che a Limbadi ha fatto saltare in aria il biologo Matteo Vinci a motivo “di questioni legate alla terra…” sono chiara manifestazione di come questa Giornata, possa davvero, costituire innanzitutto per le nostre Comunità Ecclesiali e per la Società Civile un’occasione da non “sprecare”, perché forte è l’esigenza di risalita all’essenzialità.

Iniziative come queste sono da condividere e diffondere per contagiare e conquistare ad una causa giusta, come quella della Terra che è madre e, come tale va amata, rispettata, preservata da tutti. Nessuno si può quindi, considerare non interessato….

La nostra credibilità, di credenti, passa attraverso le scelte quotidiane, come richiama papa Francesco nella recente Esortazione Apostolica sulla chiamata alla Santità nel mondo contemporaneo “Gaudete et Exsultate”. La santità quindi, passa non attraverso “gesti eroici”, ma nella “mediocrità” della vita quotidiana che, diventa “significativa”, se motivata da “scelte fondamentali” che diventano la premessa per “trasformare e trasfigurare” ogni “piccolo gesto” in “scelta di vita”.

Fr. Giovanni Calcara o.p. – Convento San Domenico di Soriano Calabro